Sigma ha depositato in Giappone una domanda di brevetto per un sistema ottico a focale variabile che, in uno dei suoi esempi, arriva a 1556mm. Il deposito risale al 10 novembre 2025 e il documento, numero 202613313, è stato pubblicato solo di recente, individuato da Asobinet. Le due configurazioni che ne emergono con più evidenza sono un 400-1500mm f/14-18 e un 200-800mm f/6.3-8.

L'esempio 4 del documento descrive un 411,98-1555,93mm con apertura da f/14.45 a f/18.39, angolo di campo fra 5,97 e 1,58 gradi e lunghezza complessiva del sistema ottico di 386,18mm. L'esempio 8 scende a 206-780mm f/6.44-8.22, con angolo di campo fra 11,34 e 2,97 gradi e lunghezza totale di 368mm. Le due sigle tonde con cui il brevetto viene riassunto arrotondano proprio questi due schemi.

Il nono esempio è il più luminoso del gruppo: 154,5-577,8mm a f/5.73-6.47, in un sistema ottico lungo 340mm. Il quinto copre 309-780mm a f/6.5-9.21, il primo 206-778mm a f/7.23-9.21. In tutti gli esempi l'altezza immagine resta 21,63mm, cioè la semidiagonale del formato 24x36, e la lunghezza complessiva dell'ottica oscilla fra 340 e 386mm, valori contenuti per focali di questa portata.
Zoom interno e baricentro fermo
Lo zoom interno è la parte del brevetto più interessante rispetto alle mere lunghezze focali. I dettagli emersi parlano del mantenimento di buone prestazioni ottiche dall'infinito alle distanze ravvicinate su tutta l'escursione, il contenimento di ingombro e peso e la soppressione dello spostamento del baricentro durante lo zoom. Sono tre requisiti che di norma tirano in direzioni opposte, e il documento li presenta come un unico problema da risolvere.
A muoversi durante lo zoom sono gruppi interni e leggeri, al posto del pesante blocco frontale, con ingombro e velocità di messa a fuoco che restano più costanti da un estremo all'altro. Un'ottica che non cambia lunghezza né distribuzione dei pesi resta poi bilanciata sulla testa del treppiede anche dopo aver cambiato inquadratura. Su focali oltre gli 800mm la differenza si sente a ogni ripresa.
Il confronto con i supertele in commercio
Il Canon RF 200-800mm f/6.3-9 IS USM occupa già quella escursione, e al fondo della corsa si ferma a f/9. Lo schema del brevetto Sigma si fermerebbe a f/8, un terzo di stop più aperto, differenza reale ma non risolutiva per chi lavora all'alba o al tramonto. Intorno ci sono il Sony 400-800mm, il Sony 200-600mm e il Nikon 180-600mm, mentre la stessa Sigma ha già in listino un 300-600mm f/4 ad apertura costante.
Il 400-1500mm paga tutta l'escursione sull'apertura. A f/18 sull'estremo lungo la luce raccolta sta oltre due stop sotto un f/8, il che lascia il pieno sole o sensibilità molto alte e taglia fuori le ore che la fotografia naturalistica preferisce. Un moltiplicatore di focale, strada abituale per allungare ancora, qui non porta da nessuna parte: partendo da f/18 si finirebbe oltre f/25.
Sigma ha già costruito un'ottica che sembrava impraticabile: il 200-500mm f/2.8, circa 26.000 dollari, copriva 400-1000mm con il moltiplicatore ed è rimasto un oggetto da collezione più che da lavoro. Anche il 60-600mm f/4.5-6.3, molto più maneggevole, ha pagato sul peso l'escursione che offriva. Il documento giapponese resta per ora una domanda depositata a novembre e pubblicata da poco, senza prodotto annunciato, e i brevetti ottici arrivano a listino molto di rado.

