Leica CL, nuovi test con il Summilux 35mm

Leica CL, nuovi test con il Summilux 35mm

di Alberto De Bernardi, pubblicata il

“Abbiamo effettuato nuovi test di risoluzione con Leica CL e Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH, obiettivo di riferimento per il formato APS-C: livello di dettaglio mai visto in formati inferiori al 35mm ”

Abbiamo recentemente pubblicato la recensione della Leica CL, testata per l'occasione con il grandangolare Elmarit-TL 1:2.8/18 ASPH. Un obiettivo che, in virtù della focale (27mm equivalenti nel formato 35mm) e della notevole compattezza, si accompagna perfettamente alla CL, formando un duo molto discreto – ne abbiamo infatti apprezzato le doti come coppia ideale per street / reportage.  

Come tutti gli obiettivi di questa famiglia, è anche molto nitido, ma non tanto quanto il Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH, che all'interno del sistema TL si pone come punto di riferimento in termini di puro potere risolvente. Avendo recentemente avuto disponibilità del 35mm, abbiamo allora voluto eseguire nuovamente i test di risoluzione per aggiungere qualche ulteriore informazione alla recensione originale.

In effetti, il vantaggio assicurato dal 35mm in termini di nitidezza è tangibile: a fronte di circa 3400 LW/PH ottenute con il 18mm, già di tutto rispetto, il 35mm ha consentito alla Leica CL di arrivare a circa 3900 LW/PH normalizzate, vale a dire un valore tremendamente vicino al limite teorico del sensore (0,493 cicli/pixel a fronte di un massimo teorico pari a 0,5 cicli/pixel).

Le valutazioni già espresse all'interno della recensione originaria risultano dunque ancora più vere – in termini di pura nitidezza, la Leica CL compete ad armi pari, anzi spesso supera, le Full Frame di risoluzione equivalente o leggermente superiore.

Il limite di comparsa degli artefatti (alias) è ancora superiore, al punto da non essere assolutamente più rilevabile all'interno delle immagini quotidiane. Del resto, era già molto elevato anche con il 18mm.

Elmarit-TL 1:2.8/18 ASPH
Elmarit-TL 1:2.8/18 ASPH

Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH
Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH

Una differenza tangibile è invece emersa in termini di lavorazione del RAW, che nel caso del 18mm richiedeva un'elaborazione più spinta; nel caso del 35mm, più inciso, lo sviluppo ottimale in LR richiede invece solo un piccolo incremento del fattore di nitidezza (nel nostro caso, dal valore 40 di default a 45).

Elmarit-TL 1:2.8/18 ASPH
Elmarit-TL 1:2.8/18 ASPH

Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH
Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH

Che cosa significhino queste cifre nel mondo reale lo si può apprezzare facilmente da alcuni particolari del nostro still-life che, essendo estratti da posizioni decentrate (vedi riquadri), amplificano le differenze tra i due obiettivi (il 18mm soffre decisamente di più avvicinandosi ai bordi dell'immagine).

Ogni altra figura di merito, quindi ogni altra considerazione relativa alla fotocamera rimane ovviamente invariata. Avendo a disposizione il Summilux-TL 1:1.4/35 ASPH abbiamo però voluto esaminare più in dettaglio il comportamento di quest'ottica sulla CL, che alla prova dei fatti è risultata essere davvero notevole.

Facendo riferimento ai punteggi MTF normalizzati (barre blu) del grafico relativo al centro immagine, possiamo notare innanzitutto come quest'ottica sia estremamente incisa già a tutta apertura, e arrivi sempre a garantire almeno 3000 LW/PH tra f/1.4 e f/8. Ancora a f/11, quota 3000 è veramente a un soffio. Solo a f/16 gli effetti della diffrazione si fanno sentire con maggiore incisività.

Lo "sweet spot" di questo obiettivo è f/2.8, un valore decisamente basso che ne esalta le possibilità di lavoro ad elevate aperture, ma in effetti tra f/2 e f/5.6 le differenze sono davvero minime. Interessante, in questo senso, la chiave di lettura dell'undersharpening, misurato ottimizzando la resa del file migliore (in questo caso, quello a f/2.8, che corrisponde a un undersharpening pari a 0) e quindi sviluppando con gli stessi parametri ogni altro scatto.

 

Ai bordi, la nitidezza è ovviamente inferiore, ma il dato normalizzato è piuttosto costante a ogni valore di diaframma e sempre superiore a 2000 LW/PH, indice della possibilità ottenere anche ai bordi buona incisività previa elaborazione più marcata del RAW.   

L'aberrazione cromatica laterale, infine, sempre contenuta entro la soglia del singolo pixel, si riduce a valori insignificanti a partire da f/2.8.


Commenti (2)

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Commento # 1 di: songohan pubblicato il 23 Ottobre 2018, 14:44
Ma è una mia impressione o le foto scattate con l'Elmarit TL più che di nitidezza sembrano soffrire di micromosso?
Commento # 2 di: a.debernardi pubblicato il 23 Ottobre 2018, 20:51
Originariamente inviato da: songohan
Ma è una mia impressione o le foto scattate con l'Elmarit TL più che di nitidezza sembrano soffrire di micromosso?


No, le foto dello still-life vengono sempre scattate con fotocamera appoggiata su un cavalletto "robusto", che regge tranquillamente medio formato, e con autoscatto.
Guardando gli scatti del target di risoluzione all'interno della recensione originale, che vengono invece presi al centro dell'immagine, si nota una nitidezza superiore - è il comportamento proprio dell'ottica.
Tieni presente che quelli che abbiamo pubblicato sono crop esasperati, che mostrano particolari non visibili a occhio nudo osservando lo still-life dallo stesso punto in cui viene posta la fotocamera.
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