EssilorLuxottica ha portato la propria quota in Nikon al 19,61%, a un soffio dal tetto del 20% autorizzato dal governo giapponese. Nel Paese del Sol Levante, però, la progressione ha riacceso l'ipotesi di un'acquisizione: la rubrica Marunouchi Confidential del mensile Bungeishunju, ripresa a metà agosto su Yahoo Japan, scrive che "alcuni ritengono che la grande partecipazione azionaria in Nikon sia un trampolino verso un'acquisizione". Il gruppo italo-francese è noto al pubblico soprattutto per Ray-Ban, e con Nikon ha una joint venture di vecchia data.

Nikon ha chiuso con perdite pesanti l'esercizio terminato a marzo 2026, ha un nuovo presidente con la responsabilità di una ristrutturazione in corso. La speculazione giapponese si appoggia proprio a questa debolezza: un'azienda che perde soldi e sta riorganizzandosi può essere un'azienda appetibile per qualcuno.
L'accumulo va avanti da quasi due anni. EssilorLuxottica dichiarò il 5,10% nell'ottobre 2024, presentandolo come investimento finanziario di lungo periodo, e nell'ottobre 2025 era già primo azionista intorno al 10,8%, con l'autorizzazione del ministero delle Finanze a salire fino al 20%. La quota tocca il 12,95% nel novembre 2025, il 14,20% il 26 gennaio 2026, il 15,41% il 6 febbraio, il 16,51% il 4 marzo, il 17,53% il 13 marzo, il 18,59% il 30 marzo e il 19,61% il 7 aprile. Nessuna offerta risulta depositata, nessuna delle due aziende ha confermato una trattativa, e l'ipotesi di un'acquisizione è comunque in anticipo rispetto a quello che i due gruppi hanno detto e fatto finora.
Il tetto del 20% non è un via libera
Il 20% è il limite che i regolatori giapponesi hanno approvato, non un permesso di comprare tutto il resto. Superarlo aprirebbe un nuovo esame sotto le norme sugli investimenti esteri, e Nikon rientra proprio nella categoria che quell'esame fa scattare: il ministero delle Finanze classifica come "core", cioè essenziale per la sicurezza nazionale, il lavoro sui sensori, sull'ottica di precisione e soprattutto sui sistemi di litografia impiegati nella produzione di semiconduttori. Su quel perimetro il controllo pubblico sulla proprietà straniera è rigido per costruzione.
Un'acquisizione richiede poi che il consiglio di Nikon voglia vendere, e agli atti non risulta nulla in questo senso. EssilorLuxottica ha descritto la propria posizione come passiva, senza intenzione di intervenire su gestione, assetto societario o strategia, e una mossa ostile contraddirebbe quanto ha dichiarato per iscritto. La voce era già circolata la scorsa primavera, su una speculazione di FACTA Online: il titolo Nikon salì bruscamente in borsa e poi nessun accordo si materializzò.
Perché un gruppo dell'occhialeria compra ottica giapponese
I due gruppi si conoscono da un quarto di secolo. Nel 2000 hanno costituito Nikon-Essilor Co., Ltd., paritetica al 50%, per le lenti da vista a marchio Nikon. Nel frattempo EssilorLuxottica ha spostato molto peso sugli occhiali intelligenti realizzati con Meta: nel 2025 i due partner hanno venduto oltre sette milioni di montature Ray-Ban e Oakley dotate di intelligenza artificiale, e l'amministratore delegato Francesco Milleri ha parlato apertamente di acquisizioni e di uno spostamento del gruppo verso tecnologia e dispositivi medicali.

La progressiva crescita della partecipazione può essere motivata come la volontà di accedere competenze ottiche e di sensoristica per i dispositivi indossabili, invece che come interesse per la divisione fotocamere. Un paio di occhiali con intelligenza artificiale è di fatto un dispositivo hardware costruito su ottiche minuscole e sensori miniaturizzati, e Nikon lavora esattamente su quel terreno. Da questa prospettiva, la partecipazione sembra servire più a mettere in sicurezza il know-how ottico per una categoria di prodotto nuova e con potenzialità di mercato interessanti, che a prendersi un marchio fotografico in difficoltà.
Gli appassionati di fotografia, almeno nel breve, non dovrebbero aver nulla da temere: un azionista di minoranza, per quanto grosso, non decide le tabelle di marcia dei prodotti, e il rosso dell'ultimo esercizio pesa sull'azienda a prescindere da chi ne detiene le quote. Il segnale da tenere d'occhio non sono i balzi di borsa di un giorno né i titoli sull'acquisizione, ma la direzione degli investimenti e delle assunzioni di Nikon: se continuano a essere orientati su fotocamere e obiettivi, oppure su componenti destinati agli occhiali di qualcun altro.

