Leica CL: Oskar Barnack, oggi, la farebbe così

Leica CL: Oskar Barnack, oggi, la farebbe così

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“La Leica M del nuovo millennio – questo aspira a essere la CL, mirrorless APS-C che raccoglie l'eredità spirituale della telemetro 35mm. Altrettanto compatta ed efficace, garantisce secondo Leica una qualità almeno pari alle attuali full frame. ”

Corpo macchina

Molto simili, eppure profondamente diverse. TL2 e CL sono frutto di due concept agli antipodi – avveniristica e unica la prima, tradizionale e iconica la seconda, con un corpo macchina che vuole fortemente ricordare il sistema M.
Ripreso il concetto di comando a doppia ghiera, in questo caso integrato con due pulsanti concentrici, che insieme formano un "pannello di controllo" in perfetto stile Leica: volutamente essenziale, e progettato con cura per offrire al fotografo tutti e soli gli strumenti di cui necessita in fase di scatto – tempi, diaframmi, ISO e compensazione esposimetrica. Serve forse altro?!?
Anche in questo caso troviamo un display Touch, che però, a differenza della TL2, non è essenziale per la gestione della fotocamera.

1 – Sul frontale della CL si notano più le assenze che le presenze: oltre al pulsante di sgancio obiettivo, visibile solo un LED che funge la luce ausiliaria AF e da segnalazione autoscatto. In perfetto "stile M", manca qualsiasi accenno di impugnatura.
2 – Il 18mm f/2.8 è perfetto per il reportage: 27mm equivalenti, estrema compattezza e reattività nella messa a fuoco. Con la CL, forma un duo molto discreto, ideale per cogliere (o "rubare") lo scatto passando inosservati.

1 – Una delle differenze più importanti con la TL2, a livello ergonomico/funzionale, è la presenza del mirino EVF. Elevata risoluzione (1024x768 pixel, 2,36M punti) e altrettanto elevato rapporto di ingrandimento (0,74x) ne fanno uno strumento molto piacevole da utilizzare.
2 – La prima ghiera di controllo è la "ghiera dei tempi": regola il tempo di posa in S e M, mentre quando si lavora in Program, Scene o in priorità di diaframmi, effettua la compensazione esposimetrica. Con la pressione del pulsante centrale, consente poi il cambio del programma di scatto.
3 – La seconda ghiera di controllo è la "ghiera dei diaframmi": regola l'apertura in A e M, mentre quando si lavora in Program effettua il cambio della coppia tempo/diaframma, e in priorità di tempi, la compensazione esposimetrica. Con la pressione del pulsante centrale, consente poi il cambio di un parametro personalizzabile (per default, la sensibilità ISO).
4 – "Essenziale" è un termine abusato nelle recinsioni di fotocamere Leica, ma non sapremmo davvero come altro definire questo minuscolo display superiore che, a dispetto delle dimensioni, mostra il necessario: stato batteria solo all'avvio, poi tempi, diaframmi, programma di scatto selezionato, eventuale compensazione esposimetrica. La retroilluminazione può essere sempre accesa, sempre spenta o automatica.

1 – A sinistra del display, solo 3 pulsanti: accesso al menu, un pulsante Fn personalizzabile, e il pulsante Play.
2 – Il mirino è dotato di regolazione diottrica.
3 – Il display da 3" posteriore è touchscreen, e oltre alla messa a fuoco con tocco, supporta alcune gesture utili soprattutto in fase di riproduzione. Importante eccezione la modalità ripresa video, accessibile solo tramite swipe orizzontale (non esiste alcun pulsante fisico dedicato al video).  
4 – Il PAD direzionale, oltre a consentire la navigazione tra menu, in fase di ripresa svolge l'essenziale funzione di posizionamento del punto AF.

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