Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 stanno riscrivendo il modo in cui lo sport viene raccontato attraverso le immagini. L'Olympic Broadcasting Services (OBS), struttura responsabile della produzione televisiva dei Giochi, ha schierato una flotta di circa 25 droni, di cui 15 FPV (First-Person View), per catturare angolazioni dinamiche che fino a poco tempo fa erano tecnicamente impossibili nelle gare invernali. Non si tratta di semplici telecamere volanti di supporto, ma di veri e propri strumenti di produzione integrati nel sistema broadcast tradizionale, capaci di inseguire gli atleti lungo piste di bob, slittino e skeleton, tracciati di sci alpino e percorsi di pattinaggio di velocità. Sebbene i droni FPV abbiano già fatto il loro debutto olimpico a Parigi 2024 nel mountain bike estivo, Milano Cortina 2026 ne segna il primo impiego ai Giochi Invernali.
La novità più rilevante è l'utilizzo intensivo di questi droni negli sport di scivolamento come slittino, skeleton e bob, dove finora la complessità degli spazi e le velocità elevate - fino a 130-140 chilometri all'ora - avevano reso impraticabile questo tipo di riprese. Yiannis Exarchos, Managing Director di OBS, ha dichiarato che l'obiettivo è offrire al pubblico prospettive che il mondo non ha mai visto prima, permettendo agli spettatori di sperimentare un elevato livello di immedesimazione e di avvicinarsi alle sensazioni che gli atleti vivono quando si lanciano in competizione.
Dutch Drone Gods: i pionieri dietro le riprese
I droni olimpici non sono prodotti commerciali acquistabili in negozio, ma piattaforme custom progettate specificamente dal team olandese Dutch Drone Gods per rispondere alle esigenze della regia olimpica. Dutch Drone Gods ha già alle spalle una serie di progetti in cui i droni sono stati impiegati in situazioni di alta velocità e complessità, tra cui il celebre video in cui un drone FPV ha inseguito la monoposto di Max Verstappen per un giro intero a Silverstone. L'azienda olandese ha un forte background nelle manifestazioni di drone racing professionale. Ralph Hogenbirk, pilota e sviluppatore principale di Dutch Drone Gods - identificato anche con il nickname "ShaggyFPV" - opera personalmente il drone per le discipline di slittino, skeleton e bob.
Una delle innovazioni tecniche più interessanti è il design a pale invertite, con le eliche posizionate sotto anziché sopra il corpo del drone: questa configurazione migliora l'efficienza aerodinamica e facilita il tracciamento delle slitte attorno alle curve strette. I droni FPV vengono pilotati da posizioni elevate per consentire ai piloti di mantenere il contatto visivo con gli atleti, e ogni squadra di droni è composta da tre specialisti: il pilota, il regista e il tecnico.
I droni impiegati a Milano Cortina 2026 rappresentano un salto tecnologico significativo rispetto ai modelli commerciali. Il modello sviluppato da Dutch Drone Gods per gli sport di scivolamento pesa appena 243 grammi, raggiunge velocità fino a 100 chilometri orari e ha un'autonomia di circa cinque minuti - che nel mondo FPV rappresenta un tempo di tutto rispetto in relazione alla velocità di crociera ottenibile. Il sistema trasmette video in HD HDR nativo tramite tecnologia COFDM, integrandosi direttamente con le infrastrutture broadcast tradizionali. Le configurazioni dei droni variano dai 2,5 ai 7 pollici a seconda della disciplina e del tipo di ripresa richiesta. Ogni dettaglio è stato adattato alle condizioni estreme delle gare invernali: temperature rigide, superfici ghiacciate e velocità elevatissime che mettono a dura prova l'elettronica di bordo. I droni utilizzano un sistema a doppia telecamera per separare il controllo del pilota dall'output broadcast: il feed broadcast passa attraverso una Proton CAM Full HD Mini camera e un trasmettitore Domo Pico Tx, che fornisce il materiale alle squadre di produzione con una latenza di 300-400 millisecondi, mentre il pilota opera utilizzando un'unità DJI O4 Air separata che fornisce un feed con latenza di 15-40 millisecondi.
Discipline coinvolte e strategie di ripresa
L'impiego dei droni FPV a Milano Cortina 2026 copre un ampio spettro di discipline olimpiche. Nello sci alpino, i droni seguono gli atleti lungo i percorsi per catturare la scelta della linea, l'assorbimento delle compressioni e la tecnica con cui vengono affrontate le curve. Per lo sci freestyle e lo snowboard, i droni tracciano gli atleti sui salti per mostrare altezza, rotazione e ampiezza dei movimenti. Nel salto con gli sci, i droni seguono gli atleti lungo la rampa di lancio e attraverso il decollo, prima di separarsi a metà volo per mostrare la posizione del corpo e la distanza percorsa. Negli sport di scivolamento, i droni seguono atleti che gareggiano a velocità fino a 140 chilometri orari attraverso le piste di ghiaccio, muovendosi dentro e fuori dalle curve per trasmettere la sensazione di velocità e la precisione richiesta per mantenere le linee di gara. Persino nel pattinaggio di velocità indoor le telecamere tracciano gli atleti da vicino da dietro, enfatizzando la velocità e creando un senso più immersivo dell'arena.
"The drone pilots are experienced, and trained in the specific sport for a long time," @YiannisExarchos explains the workforce manning the drones in broadcast operations at #MilanoCortina2026
— IOC MEDIA (@iocmedia) February 11, 2026
The drone pilot in ski jumping is a ski jumper himself... More 👇 pic.twitter.com/mBsPwRDEI8
L'integrazione dei droni FPV nelle Olimpiadi non è stata lasciata al caso né guidata dal puro spirito di esibizione tecnica, ma è il risultato di un lungo processo di consultazione con le Federazioni Internazionali e con gli atleti, ponendo la sicurezza come priorità assoluta. Exarchos ha chiarito che uno degli aspetti cruciali del progetto è stato garantire che gli sportivi si sentissero a proprio agio durante le competizioni. Per questo motivo sono stati condotti test rigorosi e procedure specifiche per ogni sede, assicurando che la presenza dei droni fosse armonizzata con le esigenze della gara. Tutti i voli vengono coordinati con le autorità dell'aviazione civile italiana, le Prefetture, la Polizia e le Federazioni Internazionali. Questo approccio ha permesso agli atleti di concentrarsi esclusivamente sulla prestazione, mentre il pubblico beneficia di una narrazione visiva senza precedenti. I piloti operano da posizioni sopraelevate con visione diretta sugli atleti e si avvalgono di una cabina riscaldata attrezzata con stazione di ricarica batterie, drone di riserva e monitor.
Le competenze specifiche dei piloti sono un elemento fondamentale perché le riprese con i droni FPV possano coniugare la necessaria sicurezza con le esigenze narrative e di spettacolarizzazione del gesto atletico. Un esempio emblematico è Jonas Sandell, pilota FPV per le riprese del salto con gli sci: ex componente della nazionale norvegese di salto, ha poi fondato una propria società di produzione audiovisiva. La sua esperienza diretta nello sport ha permesso al team OBS di sviluppare un linguaggio visivo specifico per quella disciplina. "Ogni atleta accelera e vola in modo diverso", ha spiegato Sandell. "Se non capisci queste sfumature, perdi l'inquadratura o la superi." Questa combinazione di competenze tecniche nel pilotaggio FPV e comprensione intima delle dinamiche sportive consente ai piloti di anticipare i movimenti degli atleti, posizionarsi nei punti ottimali e catturare angolazioni che trasmettono efficacemente la complessità e l'intensità delle competizioni. Il background nel drone racing professionale di molti operatori si rivela fondamentale per gestire le velocità elevate e le manovre complesse richieste durante le riprese olimpiche.
Mark Wallace, Chief Content Officer di OBS, ha spiegato che la strategia visiva per Milano Cortina 2026 si basa su un concetto chiamato "movimento nello sport", che i droni aiutano a presentare agli spettatori. L'obiettivo è andare oltre la semplice documentazione del risultato e arricchire invece la ripresa della prestazione con la sensazione di velocità, le tattiche, la tecnica e l'ambiente in cui gli atleti competono. I droni FPV tracciano gli atleti a velocità prossime al ritmo competitivo, senza i vincoli dei cavi o dei sistemi basati a terra. Questa libertà di movimento consente di seguire gli atleti attraverso percorsi complessi, entrare e uscire da curve strette, e posizionarsi in punti inaccessibili con telecamere tradizionali. Il risultato è una narrazione visiva che enfatizza la dinamicità e l'intensità fisica delle discipline invernali, rendendole più comprensibili e coinvolgenti anche per gli spettatori occasionali.
Spettatori occasionali che, del resto, sono oltre la metà del pubblico televisivo che assiste ai Giochi, di fatto una vetrina universale di tutte le discipline. L'obiettivo non è solo produrre immagini di alta qualità per gli esperti, ma rendere lo sport comprensibile e attraente per chi si avvicina a queste discipline solo durante le Olimpiadi. I droni FPV aiutano a chiarire alcuni degli sport invernali più complessi per lo spettatore non esperto. Le angolazioni dinamiche e immersive permettono al pubblico di comprendere meglio le sfide tecniche e fisiche che gli atleti affrontano, trasformando discipline apparentemente astratte in narrazioni visive ad alto coinvolgimento.
Il tutto si integra con l'infrastruttura cloud Alibaba e le tecnologie AI che già avevamo avuto modo di raccontarvi qui: Milano Cortina 2026, dietro le quinte delle Olimpiadi: così Alibaba Cloud trasforma il MiCo nel data center globale dei Giochi.
Gestione delle frequenze radio
L'utilizzo massiccio di droni FPV e altre tecnologie wireless alle Olimpiadi ha richiesto un'organizzazione complessa sul fronte della gestione delle frequenze radio. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha autorizzato circa 8.000 frequenze radio, un intervento senza precedenti per un evento sportivo di questa portata, realizzato in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 e la Fondazione Ugo Bordoni. Questa infrastruttura radio consente a oltre 200 soggetti - tra emittenti internazionali, comitati olimpici e servizi di sicurezza - di operare in modo coordinato. Comprende non solo i droni FPV, ma anche le bodycam installate sulle tute degli atleti in alcune discipline, che trasmettono via radio contribuendo all'affollamento dello spettro. Il monitoraggio attento delle frequenze è essenziale per evitare che un segnale video disturbi sistemi critici come i cronometri elettronici, che di fatto decidono l'assegnazione delle medaglie. Questa gestione coordinata rappresenta un aspetto spesso invisibile ma fondamentale della complessità tecnologica dietro le produzioni olimpiche moderne.
Il ronzio caratteristico durante le riprese
Chi ha seguito le gare delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 avrà probabilmente notato il ronzio di sottofondo durante alcune riprese, particolarmente evidenti nelle discipline di velocità. Questo suono caratteristico è prodotto dalle eliche dei droni FPV che seguono gli atleti a distanza ravvicinata - tanto che qualcuno lo ha già ribattezzato la "vuvuzela dell'inverno". Si tratta di un effetto collaterale inevitabile dell'utilizzo di questi dispositivi. La risposta degli atleti è stata in larga parte positiva: molti dichiarano di non accorgersi dei droni durante la gara, e alcuni - come il triplice campione olimpico di slittino Felix Loch - hanno espressamente elogiato le immagini prodotte. Tuttavia alcune voci critiche sono emerse: la snowboarder americana Bea Kim ha segnalato episodi in cui i droni le sembravano troppo vicini, e durante le prime giornate di gara si è verificata almeno una situazione di quasi-contatto con la snowboarder australiana Ally Hickman. Gli organizzatori ritengono che questi casi rimangano eccezioni e che il sistema di sicurezza sia adeguato.
Impatto sulla produzione televisiva futura
Con 25 droni pronti al decollo e più di 810 telecamere disseminate tra piste, palazzetti e tracciati, Milano Cortina 2026 rappresenta un nuovo modo di narrare gli sport e si configura come un vero e proprio banco di prova hi-tech, contemporaneamente punto di arrivo e partenza di un laboratorio di racconto sportivo, dove l'innovazione tecnologica è uno strumento potente per amplificare la tensione, la fatica e la precisione degli atleti.
Le nuove prospettive che oggi sembrano spettacolari eccezioni – inseguimenti a pochi centimetri dal ghiaccio, planate radenti sulle creste – potrebbero presto diventare la norma del broadcast sportivo. E quando cambia il punto di vista, cambia anche la storia che arriva a casa: più immersiva, più dinamica, più viva. Non solo su maxi-schermi e videoproiettori, ma magari attraverso visori di realtà aumentata, con la sensazione di essere lì, a un passo dall'atleta.

