Panasonic S1R, debutto perfetto. La nostra recensione

Panasonic S1R, debutto perfetto. La nostra recensione

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Un corpo macchina Full Frame efficace e piacevole da utilizzare, che restituisce immagini di eccellente qualità. Considerando anche le potenzialità dell'alleanza L-Mount, si tratta probabilmente del miglior debutto visto finora. La nostra recensione”

Hi-Res, 4K/6K Photo e Post Focus

La modalità Hi-Res sfrutta lo stabilizzatore in-camera per scattare 8 foto in rapida successione con spostamento del sensore dell'ordine del singolo pixel, che vengono poi unite in uno scatto dal maggior dettaglio complessivo. Due modalità operative consentono di gestire differenti livelli di micromosso, cosa che teoricamente abilità l'uso della modalità Hi-Res anche a mano libera, ma è evidente che per ottenere i migliori risultati sia vivamente consigliato un treppiedi stabile.


Nel riquadro: particolare a risoluzione standard. Sullo sfondo: particolare Hi-Res (rapporto dimensionale originale) - Clicca per ingrandimento 100%.

Se un singolo scatto standard, formato RAW, conta 8368x5584 pixel (circa 44,5 Mpixel effettivi) e "pesa" circa 66 MB, lo scatto Hi-Res raddoppia il numero di pixel orizzontali e verticali, quadruplicando la risoluzione complessiva (16736x11168 pixel, o circa 178 Mpixel effettivi); il RAW arriva a superare i 330 MByte!

Una grande quantità di informazioni, dunque, che ovviamente ha un visibile effetto sull'immagine finale. Il particolare del nostro still-life lo dimostra chiaramente: lo scatto standard (nel riquadro) mostra già una qualità di dettaglio straordinaria, ma lo scatto Hi-Res, 4 volte più grande, arriva a evidenziare il reticolo di stampa a mezzitoni!   

L'immagine Hi-Res (qui sopra) mostra particolari davvero infinitesimi, cioè ha un elevatissimo valore – per l'appunto – di risoluzione. Il micro-contrasto, o acutanza, a parità di impostazioni di sviluppo è però inferiore a quello dell'immagine standard, per cui l'immagine appare, come si suol dire, più "morbida".

Il software di analisi restituisce un valore MTF record (circa 5800 LW/PH) ma segnala anche un importante livello di undersharpening (-18%). È naturalmente possibile sviluppare il RAW in modo più aggressivo, ma utilizzando il vecchio trucco del downsampling per incrementare l'acutanza (sotto, lato destro), si può ottenere un'immagine di risoluzione standard che ha ancora un elevatissimo livello di dettaglio e anche un eccellente micro-contrasto – in una parola, un'immagine di nitidezza esemplare (quasi 5600 LW/PH, oversharpening poco inferiore al 3%).

Per la cronaca, l'immagine a risoluzione standard sviluppata con identici parametri e nostro punto di partenza (sopra, lato sinistro), ha fatto registrare circa 4500 LW/PH, con sharpening (ottimizzato su di essa) sostanzialmente pari a 0.              

La funzione Post Focus consiste nello scatto automatico (a risoluzione 4K o 6K) di una serie di immagini in rapida successione con messa a fuoco variabile su 49 zone predefinite, distribuite secondo una griglia 7x7, che coprono quasi l'intera area inquadrata. La fotocamera passa in rassegna ciascuna delle 49 zone AF e, ogniqualvolta trova un soggetto agganciabile, cattura l'immagine.

Può essere usata anche a mano libera, ma in caso di movimento significativo la procedura si interrompe, e in ogni caso il rischio di artefatti in caso di composizione aumenta sensibilmente, pertanto è vivamente consigliato utilizzarla con fotocamera su cavalletto.

Una volta scattate le foto, l'utente ha la possibilità di scorrerle e salvare una o più immagini della sequenza, con messa a fuoco nel punto desiderato (funzione di post-focus vera e propria), oppure di comporre tutte le immagini automaticamente, o parte di esse, per creare una sola immagine a elevata profondità di campo (funzione focus-stack). 

Standard f/22
Standard f/22

Post Focus 1
Post Focus - Primo fotogramma

Post Focus 2
Post Focus - Ultimo fotogramma

Post Focus All
Post Focus - Unione

L'implementazione è molto buona, dallo scatto all'eventuale selezione degli scatti da unire (effettuata tramite schermo touch sulla base delle zone AF interessate). La funzione post-focus, efficace fina dalla sua prima implementazione, continua a funzionare in modo impeccabile anche sulla S1R.

La buona notizia è che la composizione, quindi la funzione focus-stack, in precedenza tallone d'Achille di questa tecnologia, è maturata al punto da essere ormai anch'essa impeccabile. L'abbiamo messa alla prova con alcuni soggetti difficili, per la presenza di codici a barre e lettere/numeri che avrebbero mostrato facilmente ogni imperfezione ma, come si vede dalle immagini, il risultato della composizione è pressoché equivalente a quello della singola immagine di riferimento scattata con diaframma f/22. Solo sul codice a basse con linee orizzontali si può notare dal confronto qualche minuscola sbavatura, che però non pregiudica il realismo del risultato finale.

Risultato "professionale"? Beh, la funzione Post Focus ha due limiti importanti per il professionista che si dedica a questo tipo di immagini. Il primo è che non è possibile scegliere il numero di scatti e di conseguenza il passo di avanzamento (al massimo saranno 7, corrispondenti alle 7 zone AF predefinite); in caso di soggetti critici, è viceversa usuale, nella tecnica post-focus tradizionale, utilizzare dai 30 ai 50 step.

Il secondo limite è che il risultato è esclusivamente JPEG – la S1R non salva i singoli RAW, ma un "filmato" MP4 che può essere letto solo dalla fotocamera per estrarre il singolo fotogramma o effettuare la composizione. Il professionista continuerà allora probabilmente a lavorare nel modo tradizionale, mentre dilettanti o fotografi non specializzati nella tecnica del focus-stack, potranno saltuariamente ottenere (in pochi istanti e senza alcuna fatica) un risultato di buon livello.

6KPhoto_01
6KPhoto_01

6KPhoto_02
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6KPhoto_03
6KPhoto_03

6KPhoto_04
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6KPhoto_05
6KPhoto_05

6KPhoto_06
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C'è poco da aggiungere a quanto già detto per le sorelle MQT a proposito della modalità 4K / 6K Photo.
Le modalità operative rimangono, fondamentalmente, tre: Raffica (avvia la registrazione alla pressione del pulsante di scatto e la mantiene fino al rilascio); Start/Stop (attiva la registrazione alla prima pressione del pulsante di scatto e termina alla successiva pressione); Pre-raffica (la fotocamera registra continuamente e salva il secondo precedente e quello successivo alla pressione del pulsante di scatto).

La novità è che ora è possibile attivare la pre-raffica anche nelle altre due modalità, che di conseguenza salveranno anche il secondo precedente alla pressione del pulsante di scatto. Purtroppo, la registrazione continua è molto onerosa in termini energetici, e utilizzandola costantemente si nota il livello della batteria scendere a vista d'occhio. Inoltre, come osservato anche sulle Lumix G, di tanto in tanto alcuni fotogrammi della raffica risultano inspiegabilmente fuori fuoco. Anche in questo caso, non possiamo parlare di una funzione di livello professionale causa impredicibilità degli errori, ma certo una raffica da 30 fps a risoluzione 6K (5184x3456 pixel) è qualcosa che fa invidia anche alle ammiraglie reflex (e ai fotografi che le utilizzano)…

BenQ Monitor