Nikon D5600, reflex compatta con Snapbridge, per scattare e condividere

Nikon D5600, reflex compatta con Snapbridge, per scattare e condividere

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Non è esattamente un'entry-level, e offre caratteristiche da "fascia media" come il display touch articolato, ma è anche eccezionalmente compatta. Con l'aggiunta di Snapbridge, la tecnologia di condivisione Nikon, la D5600 è la fotocamera perfetta per scattare in libertà. ”

Ergonomia ed efficacia

Abbiamo apprezzato le giornate passate con la Nikon D5600 per la sua capacità di coniugare alcune delle caratteristiche solitamente presenti sulle reflex entry-level e mid-range. È molto compatta, questo lo abbiamo già ripetuto più volte. Basti dire che la stessa D3400 era, anche se impercettibilmente, più ingombrante, e che solo con la D3500 Nikon è riuscita a costruire un corpo macchina ancora più compatto, ma di appena 0,5mm in spessore…    


Le reflex APS-C entry-level, però, solitamente impongono pesanti limiti operativi, a livello ergonomico, funzionale (autofocus in primis) e qualitativo. La D5600, viceversa, è ben dotata laddove è più importante – pipeline grafica e sistema AF – e riesce a rendere meno evidenti alcune inevitabili mancanze grazie a una disposizione dei comandi non convenzionale ma, alla prova dei fatti, piuttosto efficace. Preziosi, in particolare, i pulsanti Fn e Drive a sinistra dell'obiettivo.

Rimane, ovviamente, il limite della funzionalità a singola ghiera, l'assenza del display superiore e il piccolo mirino pentamirror. Sotto questi aspetti, è più simile alla serie 3x00 che alla serie 7x00.



La D5600 ci ha accompagnato come secondo corpo macchina a Photokina 2018, dove è stata usata per alcune riprese e per catturare alcune immagini pubblicate all'interno dei reportage dalla fiera che si sono susseguiti nei giorni passati. È stata l'occasione per mettere alla prova un workflow basato su Snapbridge, che alla prova dei fatti ha svolto il suo lavoro in modo impeccabile. Dell'applicazione in sé abbiamo già parlato all'interno della recensione della D850, a cui rimandiamo per i dettagli operativi.

SnapBridge 01
18-140mm @ 140mm, f/5.6, 1/60s, 3200ISO

SnapBridge 01
18-140mm @ 38mm, f/4.2, 1/125s, 640ISO

Qui ci preme, soprattutto, raccontare la nostra esperienza in una tre-giorni piuttosto impegnativa, e la prima nota che ci siamo appuntati riguarda la facilità d'uso e l'affidabilità: grazie alla connessione BLE, l'accoppiamento deve essere effettuato una sola volta, dopo di ché basta accendere la fotocamera. Nella nostra esperienza, abbiamo scattato senza preoccuparci d'altro, ritrovando regolarmente le immagini sullo smartphone secondo le nostre impostazioni. A dispetto poi delle diverse segnalazioni degli utenti riguardo alle difficoltà di connessione, di cui siamo consapevoli, la nostra esperienza con terminali iOS 11 e 12 prima, e con terminali Android 8 poi, è stata del tutto priva di inconvenienti.

Coerentemente con il posizionamento del prodotto, abbiamo usato perlopiù la sincronizzazione automatica del JPEG da 2 Mpixel, in effetti più che sufficiente anche per un reportage. Abbiamo sfruttato i Picture Control, personalizzandoli, per ottenere un JPEG più vicino possibile al risultato desiderato, ma dobbiamo aggiungere che, grazie alla piattaforma Adobe, abbiamo trovato piuttosto agevole anche un occasionale passaggio in Lightroom, per ritaglio e alcune regolazioni base delle foto più "importanti" direttamente sullo smartphone. 

Grazie infine alla notevole autonomia "di base" della D5600, abbiamo lavorato regolarmente senza prosciugare la batteria né della fotocamera né dello smartphone nell'arco della giornata. Attenzione però al Wi-Fi, che entra necessariamente in gioco per il trasferimento dei RAW, mettendo - in questo caso sì - a dura prova la piccola batteria EN-EL14a (1230 mAh).  


Lo zoom 18-140mm da noi utilizzato è certamente compatto, ma appare già piuttosto massiccio se montato sulla D5600. Ottiche di fascia più alta certamente risulterebbero sbilanciate su questo corpo macchina.

Le modeste prestazioni in scatto continuo non consentono di affrontare la fotografia sportiva a livello professionale (del resto nessuno se lo aspetta da un reflex di questa fascia di prezzo), ma il sistema AF è piuttosto efficace anche in modalità AF-C, pertanto chi sa "cogliere l'attimo" può togliersi qualche soddisfazione anche in contesti dinamici.

L'esposimetro è coerente con sé stesso, ma propenso a una sottoesposizione non trascurabile (fino a 2/3 EV in alcune circostanze). Molto piacevoli il punto di bianco e la resa dell'incarnato.   

BenQ Monitor