Il 28 ottobre il regista Rian Johnson, autore di Knives Out, Glass Onion e Star Wars: Gli ultimi Jedi, ha annunciato su X Chromagraph Camera, un'app per iPhone che scatta in RAW e sostituisce l'elaborazione delle immagini di Apple con quella usata nei suoi film. L'hanno realizzata il direttore della fotografia Steve Yedlin, che lavora con Johnson dal primo lungometraggio (Brick, 2005), ed Eric Cameron, che si occupa di color science. Costa 12,99 dollari con acquisto unico, senza acquisti in-app, e richiede iOS 17 o successivo. Al 30 ottobre è la prima app a pagamento della categoria Foto e video sull'App Store statunitense.
Nel post di lancio Johnson scrive di aver pressato Yedlin per farsi costruire «la mia app fotografica per iPhone ideale», che scatta in RAW, aggira l'elaborazione del look dell'iPhone e applica la stessa elaborazione delle immagini dei loro film. Pur avendo provato molti buoni strumenti di terze parti, la considera una soluzione elegante e completa. Il regista racconta di aver chiesto l'app per sé, perché scatta moltissime foto col telefono, e che sono stati Yedlin e Cameron a proporre di distribuirla. Secondo MacRumors, il post ha raccolto sei milioni di visualizzazioni nel giro di un giorno e gli utenti stanno condividendo i propri scatti, alcuni con migliaia di like.
So I recently badgered my cinematographer @steveyedlin into making my ideal iPhone still camera app. It shoots RAW, bypasses the iPhone's look processing and instead uses the same image processing we use on our movies. https://t.co/makZzhFd2Q
— Rian Johnson (@rianjohnson) October 28, 2026
Yedlin ha spiegato l'approccio in un post su Instagram: «È una fotocamera facile da usare, con un look curato e artistico. Non è un "filtro" applicato sopra l'elaborazione dell'iPhone: ne aggira del tutto la gestione del look e la sostituisce con la stessa matematica personalizzata che uso in tutti i miei film, adattata al comportamento delle fotocamere Apple». Il risultato è, nella sua definizione, la resa sfumata e idiosincratica di tonalità e cromaticità, oltre a grana e halation, che piace personalmente ai tre autori. Le foto escono con un trattamento distintivo di colore, contrasto e grana, a cui si aggiunge l'halation, un alone luminoso attorno alle aree più chiare.
Scatto, galleria ed esportazione
Come descrive la scheda dell'App Store, il flusso ricalca quello della pellicola: si inquadra dal mirino senza vedere il look definitivo, che compare solo dopo lo scatto, aprendo la galleria dell'app. Lì i RAW sono conservati a piena qualità e mostrati con il look applicato in tempo reale, insieme alle regolazioni fatte. Gli originali non vengono alterati, quindi le modifiche si possono rivedere in un secondo momento.
Sopra il look di base si regolano colore, tono e texture; Johnson cita nello specifico esposizione, grana e halation. Per condividere, le foto si esportano in JPEG o HEIC con l'elaborazione già applicata. Nelle Preferenze si può attivare l'esportazione automatica, che invia ogni scatto finito alla libreria foto subito dopo lo scatto.
Limiti e prime impressioni
Per ora l'app gestisce solo foto. Johnson scrive che il video potrebbe arrivare in futuro, ma con ogni probabilità sarebbe possibile solo sugli iPhone Pro delle ultime generazioni. L'app resta solo per iPhone: «la coerenza hardware tra i dispositivi Apple è parte di ciò che ci permette di farlo con sicurezza», mentre «i dispositivi Android sono molto più vari e, con il nostro piccolo team, non c'è modo che riusciamo a tararla per ogni dispositivo».
AppleInsider ha provato l'app su iPhone 17 e la giudica interessante, ma con un look molto specifico: lo stesso soggetto ripreso con la fotocamera di Apple e con Chromagraph, entrambi senza modifiche, dà una resa che ricorda quella di molti blockbuster degli ultimi anni. La testata lo presenta come questione di gusto personale e non come un difetto, ma dice che per questo motivo non la userà al posto della fotocamera di serie. Le modifiche all'interno dell'app risultano, secondo AppleInsider, molto meno intuitive di quelle di tante altre app di fotoritocco, Foto di Apple compresa, e per chi cerca un controllo ampio la testata continua a consigliare Halide.
Le recensioni sull'App Store, da leggere come pareri di singoli utenti, vanno in più direzioni. Chi si presenta come direttore della fotografia scrive di aver trovato il livello di controllo cercato dopo anni di passaggi tra tre app diverse. Un altro utente chiede strumenti di nitidezza: a ingrandimento al 100% le immagini gli appaiono impastate e prive di dettaglio, perché i RAW non hanno nitidezza propria e l'app non ne applica in uscita, a differenza della fotocamera di Apple. Su iPhone Duo una recensione segnala che la galleria non si chiude scorrendo verso il basso e che il pulsante per tornare alla fotocamera è piccolo e in alto a sinistra, mentre un'altra chiede più controlli manuali e una versione video.
L'ultimo aggiornamento, secondo le note di versione, aggiunge il supporto a iPhone Duo, fa uscire l'editor verso il visualizzatore anziché verso la galleria e porta correzioni minori. Nella scheda lo sviluppatore, Chromatic Applications LLC, dichiara di non raccogliere alcun dato dall'app; Apple precisa che l'informazione non è stata verificata. Con Family Sharing attivo, fino a sei familiari possono usare l'app.

