Sigma FP2 senza mirino né slitta di serie, 50mm CL da 375 g ma con AF più lento

Sigma FP2 senza mirino né slitta di serie, 50mm CL da 375 g ma con AF più lento

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“Sigma presenta la mirrorless full frame FP2, con sensore parzialmente stacked da 24,5 MP e 6K open gate, e il 50mm F1.4 CL da circa 375 g. La FP2 vende a parte mirino e slitta flash, il CL cede velocità di autofocus in video.”

Nelle scorse ore Sigma ha presentato due prodotti con attacco L: la mirrorless full frame modulare FP2, in vendita dall'11 novembre a 2.199 dollari per il solo corpo, e il 50mm F1.4 CL DG Contemporary, fisso in metallo da circa 375 g per attacchi Sony E e Leica L, atteso a inizio primavera 2027. Per l'obiettivo prezzo e data esatta non sono ancora definiti, e l'azienda avverte che aspetto e specifiche possono cambiare prima del lancio.

Le due novità condividono la scelta di contenere ingombro e peso, e in entrambe si legge cosa è stato ceduto in cambio. La FP2 pesa 460 grammi con batteria e scheda SD, ma mirino e slitta flash sono accessori separati e manca la stabilizzazione sul sensore. Il 50mm CL pesa 375 g contro i 670 g della 50mm F1.4 DG DN Art, ma il motore che permette di tenerlo piccolo è meno adatto all'autofocus continuo in video.

FP2: sensore e video

L'aspetto resta quasi identico a quello della fp del 2019, ma dentro cambia il sensore, un 24,5 megapixel parzialmente stacked che mantiene la risoluzione della fp e legge i dati molto più in fretta. Il kit con il mirino elettronico EVF-21 costa 2.749 dollari, 550 in più del corpo, e allo stesso prezzo è prevista anche una versione con l'obiettivo I-series 50mm F2 DG.

Un sensore parzialmente stacked è un BSI con circuiti di lettura più complessi ai bordi del chip: accelera la lettura senza il costo di un progetto completamente stacked, che aggiunge strati di circuiti dietro l'intera area. Alla FP2 serve soprattutto perché ha solo otturatore elettronico, come la fp, e una lettura più rapida riduce il rolling shutter sia nelle foto sia nei video. La sincronizzazione del flash arriva a 1/50 di secondo senza crop, quasi il doppio di quanto la fp otteneva nella sua modalità di lettura a 12 bit più veloce.

L'autofocus ibrido con tracciamento assistito dall'IA riconosce persone, cani, gatti e, per la prima volta rispetto alla fp, uccelli, con rilevamento degli occhi. La raffica arriva a 20 fotogrammi al secondo in JPEG e RAW (DNG), sostenuti per 200 JPEG o 180 DNG, mentre la sensibilità nativa va da ISO 100 a 102.400 per foto e video.

Sul video il sensore più veloce apre modalità che la fp non offriva: 6K open gate a sensore intero, 4K a 60p dall'intera larghezza del sensore e 4K a 120p con crop. La registrazione interna passa a 10 bit con profilo L-Log di Leica, mentre la fp registrava internamente a 8 bit. Il ProRes RAW, in versione standard o HQ, arriva fino a 4K a 48p o 6K a 29,97p e va scritto solo su SSD esterno, perché i bitrate toccano 5.800 Mbps in HQ (725 MB/s) e 3.900 Mbps in versione standard (488 MB/s), molto oltre quanto regge lo slot SD UHS-II.

Usando il formato 6K open gate diventa quindi possibile ottenere entrambi i formati nello stesso file, laddove servirebbero due macchine di ripresa.

FP2: corpo, accessori e prime recensioni

Il corpo misura circa 112,8 x 69,9 x 41,8 mm. Lo schermo posteriore da circa 3,2 pollici e 2,1 milioni di punti, prima fisso, diventa inclinabile, e spostandolo lascia scoperte alette di sfogo che aiutano a raffreddare la macchina nelle riprese video lunghe. La batteria BP-91 sale a 16 Wh dagli 8,6 Wh della BP-51 e porta l'autonomia da 280 a 370 scatti per carica. Per i file ci sono 70 GB di memoria interna e uno slot SD UHS-II; le porte sono due USB-C, un HDMI a dimensione standard al posto del micro HDMI della fp e una presa da 3,5 mm per microfono o timecode, mentre manca la presa cuffie.

L'EVF-21 ha un OLED da 5,76 milioni di punti e si collega alla USB-C superiore. L'adattatore HU-21 aggiunge una slitta compatibile con il protocollo flash di OM System e Panasonic, quindi anche con i flash di terze parti come Godox, e con i microfoni da slitta Panasonic abilita la registrazione audio a 32 bit float. I due accessori non si montano insieme, perché l'EVF-21 occupa l'interfaccia a sette pin a cui si attacca l'HU-21: chi monta il mirino rinuncia alla slitta flash.

50mm F1.4 CL: ottica e autofocus RDD

Il nuovo obiettivo 50mm F1.4 CL viene collcato da Sigma nella serie I come nuova linea di "premium compact prime", con l'estetica d'altri tempi di sempre ma dimensioni contenute. L'azienda lo contrappone ai fissi luminosi più diffusi: "A differenza dei tradizionali standard luminosi, che privilegiano una nitidezza sterile e clinica a scapito delle dimensioni, il 50mm F1.4 CL DG offre una firma artistica distinta mantenendo un formato tascabile". Alla base ci sono simulazioni con cui le aberrazioni vengono controllate di proposito, per ottenere un piano di messa a fuoco morbido e uno sfocato che sfuma gradualmente, con risultati che Sigma indica come ideali per ritratti e scatti al volo.

Lo schema ottico è classico: nove elementi in sei gruppi, con tre lenti asferiche e un elemento in vetro FLD a bassa dispersione. Il diametro dei filtri è di 52 mm e la distanza minima di messa a fuoco di 45 cm. Il corpo è interamente in metallo, con ghiera di messa a fuoco e ghiera dei diaframmi, paraluce zigrinato e copriobiettivo magnetico in metallo; la struttura è protetta da polvere e spruzzi ma non è impermeabile, e la lente frontale ha un rivestimento idrorepellente e antimacchia. Le finiture saranno nera e argento. Da notare inoltre la presenza della scala della profondità di campo, un dettaglio non scontato negli obiettivi moderni.

Per accorciare la lunghezza Sigma ha escluso la messa a fuoco interna: a spostarsi è l'intero gruppo ottico, che richiede un attuatore all'altezza. Da qui l'RDD (Rotary Direct Drive), che riprende bobine e magneti dell'HLA già adottato dall'azienda ma li dispone in cerchio seguendo la forma del barilotto, ottenendo un meccanismo sottile e ad alta coppia che limita l'aumento del diametro esterno.

Poiché l'RDD aziona direttamente la lente di messa a fuoco, basta ruotare la ghiera durante l'autofocus per passare al manuale, senza agire sull'interruttore AF/MF. Il compromesso riguarda il video: come già accennato, Sigma segnala che l'RDD è meno adatto all'autofocus continuo in ripresa, e la velocità è inferiore a quella dei sistemi STM e HLA. L'obiettivo sarà disponibile anche in versione Sony E-Mount.


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