Fujifilm Simulazione Pellicola – Guida all'uso

Fujifilm Simulazione Pellicola – Guida all'uso

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Tutti gli appassionati di fotografia hanno sentito parlare delle Simulazioni Pellicola di Fujifilm, ma quanti, anche tra gli utenti Fuji, le conoscono a fondo? ”

ASTIA

SATURAZIONE

103,1%

dC94 MED

3,12

dC94 MAX

15,4

La ASTIA chiude il "terzetto base" delle Simulazioni Pellicola, ed è così descritta nel manuale della F200EXR: "A soft-toned palette of less saturated colors".
In realtà, tanto il dato sintetico di saturazione media (circa 103% contro circa 105%) quanto il grafico HS mostrano che la saturazione dei colori non è drasticamente diversa da quella della PROVIA.

È vero, i verdi puri sono meno "spinti" (vedi patch 48), ma già il verde scuro è molto saturo, e si possono notare anche tinte con maggior saturazione rispetto alla PROVIA, ad esempio la patch 34 (blu). In sintesi: vegetazione di forte impatto e cieli blu, anche con la ASTIA.  

Ciò che davvero caratterizza questa Simulazione Pellicola si nota guardando le patch 19 e 20, che rappresentano l'incarnato scuro e chiaro. A differenza della PROVIA, che li tratta sostanzialmente allo stesso modo, la ASTIA sovra-satura l'incarnato scuro e sotto-satura l'incarnato chiaro. La differenza è più evidente nel grafico HS specifico dei colori pastello e skin tones (sfondo meno saturo), in cui si vede ancora meglio la differenza tra patch scure e chiare, e si può notare inoltre un altro elemento tipico di questo film: la neutralizzazione dei rossi (vedi patch 32 e 60).

Dato che sono proprio i rossi a enfatizzare i difetti della pelle, ecco il vero scopo della simulazione ASTIA – la ritrattistica. La natura "soft" di questa pellicola è da intendersi soprattutto sull'incarnato caucasico, che smorzando i rossi risulterà effettivamente più uniforme.

Quanto al contrasto, sempre rispetto alla PROVIA, la ASTIA ha una curva di contrasto più piatta nelle alte luci e più ripida nelle basse, pertanto tende a "chiudere" maggiormente le ombre; così facendo, riporta a buoni livelli il contrasto complessivo dell'immagine che, altrimenti, verrebbe un po' a mancare data la carenza di bianchi "bruciati" e super-brillanti.  
Anche in questo caso, l'errore cromatico è superiore a quello della PROVIA, anche se di poco.

PROVIA (sinistra) e ASTIA (destra) a confronto. Si noti come, con la ASTIA, quel pizzico di rosso nell'incarnato scompaia completamente.

PROVIA (sinistra) e ASTIA (destra) a confronto. Diversa luce, identica conclusione: la ASTIA "neutralizza" il rosso dell'incarnato.

PROVIA (sinistra) e ASTIA (destra) a confronto. L'effetto della ASTIA sulla carnagione scura. La desaturazione del rosso è sempre presente, ma meno visibile.