Fujifilm GFX 50S: primo contatto con la medio formato di casa Fuji

Fujifilm GFX 50S: primo contatto con la medio formato di casa Fuji

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Se questa è la qualità degli esemplari marchiati come 'Pre-Production' la nuova Fujifilm GFX 50S fa ben sperare. Nelle prossime righe il nostro primo contatto con la fotocamera che fa debuttare Fujifilm sul palcoscenico delle fotocamere medio formato digitale, dopo i successi degli anni '70 ai tempi della pellicola. Modelle e set fotografici allestiti all'interno della residenza della famiglia Spencer ad Althorp, UK. ”


La King William Bedroom, uno dei set di scatto all'interno della residenza degli Spencer ad Althorp

Siamo in 'Sala Grande' per una sessione di approfondimento su Adobe Lightroom. Buone le aspettative, ma nella realtà dei fatti si dimostra molto meno utile (e ben più noiosa) di quanto prospettato. Iinizio a guardarmi in giro. La sala è popolata di quadri alle pareti e l'occhio mi cade su uno dei dipinti, che nella targhetta sottostante riporta la scritta 'Titian'. Si accende un neurone: "È lui o non è lui?". Una rapida ricerca per capire se effettivamente in lingua inglese la traslitterazione è quella. "Certo che è lui!". Mi guardo in giro, nella sala non c'è solo un Tiziano, ma anche ben quattro ritratti di famiglia dipinti da Rubens e molti altri di nomi di grande prestigio, sebbene non così conosciuti come i due maestri del 1500 e del 1600. Questo particolare, una stanza con un Tiziano e quattro Rubens alle pareti, rende evidente subito l'esclusività della location scelta da Fujifilm per presentare le sue novità, tra cui spicca la nuova Fujifilm GFX 50S, fotocamera che sancisce lo sbarco (che per certi versi è un ritorno) di Fujifilm nel mondo delle medio formato. Per la precisione la casa era la residenza degli Spencer ad Althorp, nella campagna inglese di Northampton. E gli Spencer in questione sono la famiglia di Lady Diana.

Fujifilm non è nuova nel medio formato

Tornando a Fujifilm, parliamo di un debutto per quanto riguarda il medio formato digitale, ma un ritorno se si considerano i diversi modelli a partire dalla fine degli anni '60. Nel formato APS-C le mirrorless del produttore giapponese hanno saputo ritagliarsi un buon successo, grazie a un mix di estetica e qualità d'immagine. Come è stato chiaramente detto dai responsabili Fujifilm il passo al formato full frame 35mm è stato attentamente soppesato, salvo poi essere scartato in base a considerazioni relative alle dimensioni del mercato e alla reale possibilità di penetrazione di un nuovo player. Fuji ha quindi deciso di riverdire i suoi fasti in ambito medio formato e passare dall'APS-C direttamente ai sensori di dimensioni maggiori del 35mm. Il passo era già stato preannunciato in occasione di Photokina 2016, ma alla fiera tedesca il produttore nipponico aveva mostrato solo alcuni sample allo stato embrionale di sviluppo. Durante la giornata ad Althorp abbiamo avuto invece modo di provare alcuni esemplari molto vicini a quelli pronti per la vendita, catalogati ancora come 'Pre-Produzione', ma con praticamente tutte le caratteristiche di quelli che vedranno poi il mercato. Tra questi e quelli passeranno solo forse alcuni ritocchi al firmware.

Generalmente prendere in mano una fotocamera medio formato è un'operazione che incute un certo timore. Anche nel caso della più snella del lotto, la Hasselblad X1D, dove è l'H in bella vista a generare timore reverenziale. Fujifilm ha fatto la scelta di rendere invece la sua medio formato poco distinguibile al primo sguardo da una reflex full frame: anzi, addirittura, se confrontata con le ammiraglie 35mm dei due leader di mercato, ci troviamo di fronte a un apparecchio con minori ingombri sotto diversi punti di vista. È solo il profilo posteriore, con una protuberanza molto accentuata nella zona del display (che in realtà serve a contenere il cuore della fotocamera: il sensore, l'elettronica, i dispositivi di dissipazione del calore) che tradisce il fatto di trovarsi al cospetto di qualcosa di diverso. La scelta di confermare la strada mirrorless anche per il modello medio formato è in gran parte la ragione per cui gli ingombri sono stati contenuti al massimo. Non siamo ai livelli di spessore della Hasselblad X1D, ma la sensazione è che i tecnici Fujifilm abbiamo adottato un design molto conservativo sul fronte della dissipazione del calore, per evitare problemi di surriscaldamento. Addirittura se si toglie il mirino elettronico l'ingombro è quello di una mirrorless un po' 'obesa' nulla di più.

Grande flessibilità d'uso con mirino e display orientabili

Per le nostre impressioni d'uso partiamo proprio da qui, dal mirino: essendo il mezzo di puntamento che va a sostituire l'ampio pozzetto/pentaprisma tipico delle medio formato è un punto cruciale. Fujifilm ha deciso di giocare qui tre assi molto interessanti. Il mirino adotta un nuovo pannello OLED da 3,69 milioni di punti (un milione in più di gran parte dei mirini elettronici in commercio, secondo solo a quello di Leica SL). È intercambiabile, aprendo la strada a una eventuale sostituzione futura con un pannello a più alta risoluzione. È compatibile con l'adattatore di inclinazione EVF-TL1, che rende possibile lo scatto con l'occhio nel mirino anche in posizioni particolari, come quella a simil-pozzetto con la fotocamera sul petto, o con inclinazioni molto spinte. Alta la risoluzione anche del display posteriore, che adotta un pannello da 3,2" e 2,36 milioni di punti: una chicca è la funzionalità touch, che permette di gestire in modo molto semplice i menu, lo scorrimento e l'ingrandimento delle immagini in fase di revisione e il posizionamento del punto di messa a fuoco in fase di scatto.

Nell'uso si conferma avere più l'ergonomia di una reflex rispetto a una medio formato tradizionale: verrebbe da portarsela sempre in giro. E proprio qui Fujifilm GFX-50S gioca un'altra carta vincente: è infatti tropicalizzata, resistente a polvere e spruzzi, e in grado di operare con temperature rigide fino a -10°C. I paesaggisti sono certamente un gruppo di fotografi che Fujifilm vuole tentare molto con il suo nuovo prodotto. La fotocamera è adatta a scattare 'in esterna' non solo per le guarnizioni che la proteggono, ma anche per il fatto di aver scelto un sensore CMOS in grado di lavorare a sensibilità comprese tra 100 e 12.800 ISO in modalità nativa e 50-51.200 ISO in modalità estesa con RAW a 14-bit. Il sensore è costruito da Sony su specifico design di Fujifilm e si discosta leggermente da quelli che il produttore giapponese vende per gli altri sistemi medio formato. Ha dimensioni pari a 43,8x32,9mm e offre 51,4 megapixel di risoluzione totale effettiva in formato 4:3, lasciando grande libertà di scatto anche in altri formati. I tempi di scatto possono arrivare fino a 1/4000s.

Generalmente le fotocamere medio formato offrono un solo punto autofocus centrale, qualcuna si spinge fino a tre: in questo settore la nuova GFX-50S fa valere il suo DNA da mirrorless e mette a disposizione un sistema che offre 117 punti di messa a fuoco basata sul contrasto, con la possibilità di rendere più fitti i punti e arrivare fino a 425. Presente anche la possibilità di usare i punti singoli o impostare la messa a fuoco a zone. Come va l'autofocus? Questo è uno dei punti che andrà chiarito nella recensione completa con un esemplare finale e non pre-produzione. Il comportamento è infatti stato un po' altalenante nei set di scatto approntanti nelle sale di Althorp. In una sala dalla buona illuminazione la selezione del punto di messa a fuoco direttamente dal display per bloccare la messa a fuoco sui ballerini (che poi si sarebbero mossi solo in orizzontale) è stata molto comodo, facilitando enormemente le cose rispetto alle fotocamere con messa a fuoco bloccata sul punto centrale. Nella King William Bedroom nel set di boudoir allestito in luce continua da Damien Lovegrove il comportamento è stato generalmente buono, sono solo sporadiche incertezze. Anche scattando in molti (8 giornalisti in contemporanea) e quindi dovevo 'rubare l'attimo', siamo riusciti a portare a casa ottimi scatti perfettamente a fuoco. Nel set allestito sullo scalone centrale della casa, dove si scattava con l'ausilio del flash e con le luci pilota poste a diversi metri di altezza le cose si sono fatte un po' più complicate e la messa a fuoco si è mostrata più lenta e incerta: probabilmente i tecnici Fujifilm sono alacremente al lavoro sul firmware definitivo per migliorare questo punto. In ogni caso, lo ripetiamo, la flessibilità di avere il punto di messa a fuoco posizionabile a piacimento facilita molto, evitando anche il comune errore di fuoco nella ricomposizione dell'immagine, particolare da non trascurare quando si impugna una medio formato. In generale la velocità operativa della macchina ha colpito un po' tutti, assimilandola nell'uso più a una reflex che a una medio formato come siamo abituati a pensarla.

A livello di ergonomia le diverse ghiere offrono un ottimo supporto ed è molto comodo anche il display LCD monocromatico posto sulla spalla, che riassume i principali parametri di scatto. Resta un marchio di fabbrica il pulsante "Q", che dà accesso al Quick Menu, completamente personalizzabile e che permette di variare con un click una ampia serie di impostazioni. L'ergonomia dei tasti, piccoli, a volte incassati e in posizioni poco raggiungibili potrebbe essere migliorata, ma in molti frangenti l'uso del touch screen e del Quick Menu rende l'utilizzo degli stessi superfluo. Il mirino elettronico svolge molto bene il suo lavoro e l'incremento di risoluzione permette di avere un'immagine da medio formato, sia in termini di grandezza, sia per quello che concerne la risoluzione e l'aderenza al vero. Effetti, esposizione, simulazioni pellicola possono essere previsualizzate in fase di scatto, ma è anche possibile decidere di avere un mirino neutro, che fa il semplice lavoro di un dispositivo ottico. L'accessorio che permette l'inclinazione dell'oculare è una chicca che diversi fotografi apprezzeranno, consentendo uno scatto 'concentrato' anche in posizioni particolari. Fujifilm ha sposato il formato SD anche per sua medio formato e non poteva mancare il doppio slot, sia per le dimensioni dei file che la fotocamera sforna, sia per la possibilità di utilizzare la stessa anche per registrare filmati (al momento solo Full HD a 30fps) e magari separare già in fase di ripresa i video dalle immagini.

L'autonomia su singola batteria è un punto dolente nelle recensioni delle mirrorless Fujifilm (e delle mirrorless in generale): pur adottando un nuovo accumulatore, anche la nuova GFX 50S non brilla sotto questo punto di vista, con circa 400 scatti per ricarica. A favore della nuova Fujifilm la possibilità, come avviene su reflex e mirrorless professionali e prosumer, di utilizzare l'impugnatura verticale aggiungendo una batteria utilizzabile senza soluzione di continuità con quella contenuta nel corpo. Il grip verticale è studiato molto bene dal punto di vista ergonomico, con il pulsante di scatto posizionato a 2/3 e non in un angolo: in questo modo l'ergonomia che si ottiene in verticale è esattamente la stessa dell'uso con orientamento orizzontale. Discorso simile per il display posteriore che ha gradi di libertà per basculare sia in verticale, sia in orizzontale.

È una medio formato che fa venire voglia di portarla con sé ovunque, anche fuori dallo studio e dalle situazioni di scatto controllate: come abbiamo già avuto modo di dire nelle prove di altri modelli con caratteristiche simili, scattare con un mezzo del genere in esterni è una tentazione forte, ma richiede comunque grande attenzione: il micro mosso con una risoluzione così grande è sempre dietro l'angolo. Non è certamente una 'punta e scatta con un sensorone'. Fatta questa premessa è comunque una fotocamera che può staccarsi dal cavalletto e scattare a mano libera offrendo ottimi risultati. La connettività Wi-Fi permette poi lo scatto remoto e può trasformare la fotografia naturalistica in chiave medio formato, potendo piazzare l'apparecchio all'aperto e osservando la scena da un nascondiglio per cogliere l'attimo giusto per scattare senza disturbare la fauna. La porta USB 3.0 può essere invece utilizzata per lo scatto in tethering con connessione al PC.

Al momento le ottiche sono tre, tutte tropicalizzate; noi abbiamo utilizzato soprattutto il GF63mmF2.8 R WR, che rappresenta per il sistema il 'normale'. Molto buono anche lo zoom GF32-64mmF4 R LM WR e interessante l'unico stabilizzato del lotto il medio tele GF120mmF4 R LM OIS WR Macro. Nel corso dell'anno ne arriveranno delle altre e Fujifilm scommette molto anche sull'adattatore H per le ottiche Fujinon del periodo analogico (H sta chiaramente per Hasselblad) e su quello per l'utilizzo del corpo della GFX sul banco ottico.

A livello di qualità d'immagine la nuova GFX 50S dimostra già ottime prestazioni, anche se dovremo aspettare per un giudizio più approfondito. Nella galleria fotografica qui sopra trovate alcuni scatti ripresi in condizioni si luce da studio (un set in luce continua e due con flash comandati tramite trasmettitore wireless). Il nostro primo contatto con la nuova Fujifilm GFX 50S è stato decisamente soddisfacente e molto promettente, a questo punto non vediamo l'ora di poter mettere le mani su un esemplare definitivo per una recensione completa e dettagliata, sapendo già, però, che non dovremo farci troppo tentare visto che poi per averla bisognerà sborsare €7115 IVA inclusa, molti meno rispetto a quelli richiesti da gran parte della concorrenza e non distanti dalla cifra scritta sul cartellino delle ammiraglie full frame, ma pur sempre una somma non indifferente.

Nel prossimo video Riccardo Scotti di Fujifilm Italia ci racconta le principali caratteristiche della fotocamera.

Se volete scoprire tutti i segreti della nuova GFX 50S, trovate il video completo a questo indirizzo.

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Commenti (1)

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Commento # 1 di: AleLinuxBSD pubblicato il 03 Febbraio 2017, 11:27
Io penso che le cose si faranno particolarmente interessanti quando sarà disponibile il prossimo modello se il reparto AF subirà un sostanziale miglioramento, considerando pure che a quel punto il reparto ottiche risulterà più completo.