Il nuovo 100-400mm Sony costa 900 euro: è il super-tele più leggero della categoria

Il nuovo 100-400mm Sony costa 900 euro: è il super-tele più leggero della categoria

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“Doppio motore lineare, stabilizzazione ottica, tropicalizzazione e messa a fuoco a 86 centimetri: a farne le spese sono il diaframma, che si chiude presto, e la costruzione, plasticosa. Arriva a settembre; il G Master costa cinque volte tanto”

Sony ha presentato il nuovo obiettivo FE 100-400mm F5.6-8 OSS, uno zoom super-tele (SEL100400) per fotocamere Alpha full-frame con innesto E. Il corpo pesa circa 654 grammi, è lungo 164,5 millimetri con lo zoom retratto e costa 900 euro, cifre che ne fanno il 100-400mm più leggero e più economico del sistema. Sarà in vendita da settembre, con i preordini già aperti.

"Pensando alle esigenze di un ampio bacino di fotografi amatoriali, dagli appassionati di birdwatching ai genitori, abbiamo messo l'esperienza maturata sulle ottiche professionali al servizio di un super-tele zoom di qualità e accessibile, fatto per durare", ha dichiarato Yang Cheng, vicepresidente della divisione Imaging Solutions di Sony Electronics. È il secondo 100-400mm che Sony presenta nel 2026, dopo il F4.5 G Master arrivato a maggio insieme alla a7R VI, e i due obiettivi condividono poco oltre l'escursione focale: uno è pensato per il professionista, l'altro per chi un super-tele lo ha solo desiderato da lontano. Nel catalogo E-mount il riferimento interno più vicino resta il FE 70-300mm F4.5-5.6 G, sul mercato da oltre dieci anni.

Il nuovo zoom risulta l'opzione più economica della sua classe: il Sigma 100-400mm F5-6.3 DG DN OS Contemporary, in listino dal 2020, costa 1.049 dollari, il Tamron 50-400mm F4.5-6.3 Di III VC VXD ne chiede 1.299 e lo stesso 70-300mm G viaggia ancora sui 1.398. Le due ottiche di terze parti offrono un diaframma più luminoso in cambio di un peso sensibilmente maggiore e del tetto di 15 fotogrammi al secondo in raffica, che riguarda tutte le ottiche non Sony su innesto E. Il 100-400mm F4.5 G Master, a 4.300 dollari, si muove su un piano completamente diverso.

Ottica compatta e messa a fuoco ravvicinata

Lo schema conta quindici elementi in dieci gruppi, con due lenti ED a bassissima dispersione e due asferiche a contenere le aberrazioni cromatiche e la distorsione lungo tutta l'escursione. Il diaframma è circolare a nove lamelle. Il barilotto misura 78 millimetri di diametro, accetta filtri da 67 millimetri, si allunga durante lo zoom ed è dichiarato resistente a polvere e umidità, con l'avvertenza consueta di Sony che non garantisce una tenuta completa; il paraluce è incluso nella confezione.

La messa a fuoco minima scende a 0,86 metri alla focale lunga e 1,13 metri a quella corta, per un rapporto di ingrandimento massimo di 0,41x. È un valore alto per uno zoom di questa portata e apre a soggetti che di norma richiederebbero un secondo obiettivo, dai fiori agli insetti. La distanza di lavoro resta sufficiente a non mettere in fuga i soggetti più diffidenti.

La messa a fuoco è affidata a una coppia di motori lineari, non ai più raffinati XD montati sulle ottiche di fascia alta, e Sony dichiara il supporto alla raffica con inseguimento di fuoco ed esposizione fino a circa 120 fotogrammi al secondo sulla a9 III. La stabilizzazione ottica integrata lavora in coordinamento con quella del corpo macchina e con la modalità Active, e l'obiettivo supporta la compensazione del respiro dell'inquadratura durante la registrazione video. Sul barilotto trovano posto un pulsante focus hold personalizzabile, una ghiera per modo e campo di messa a fuoco e un blocco dello zoom.

Il diaframma che si chiude presto

L'apertura massima parte da F5.6 e si chiude in fretta: F6.3 a 135mm, F7.1 a 180mm, F8 già a 220mm, valore che accompagna tutta la parte finale dell'escursione. In pieno sole il limite si avverte poco, mentre all'alba, al tramonto o sotto i riflettori di un impianto sportivo costringe a salire di ISO. Il nuovo obiettivo è compatibile con i moltiplicatori di focale: con il 2x l'obiettivo diventa un 200-800mm F11-16 e arriva a 1.200mm equivalenti in modalità APS-C, con l'1.4x un 140-560mm F8-11. La luminosità ridotta ne limita però l'impiego in situazioni dove la luce abbonda.


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