Canon presenta la EOS R8 Mark II, corpo macchina full frame che si posiziona nel catalogo della casa giapponese tra la EOS R8 e la EOS R6 Mark II. Il dispositivo interviene sul limite tecnico più discusso del modello precedente: l'assenza della stabilizzazione meccanica sul sensore. La nuova iterazione mantiene a listino la prima EOS R8 e ne corregge l'architettura interna, pur conservando dimensioni contenute: il corpo pesa circa 499 grammi (546 grammi con scheda di memoria e batteria inserite). Le dimensioni complessive superano quelle della R8 originale, ma restano inferiori rispetto al telaio della R6 Mark II.
Il design adotta linee squadrate che richiamano corpi storici quali le reflex F-1, T80 e A-1, mentre l'impugnatura, dotata di una texture più marcata per una presa salda, presenta un taglio obliquo ispirato alla EOS 650 del 1987. L'interfaccia fisica guadagna un multi-controller posteriore per la selezione rapida dei parametri e adotta una singola ghiera per l'accensione e la commutazione video.
Architettura del sensore e stabilizzazione IBIS
Il comparto di acquisizione si affida al sensore CMOS full frame da 24,2 megapixel, la medesima unità presente sulla EOS R6 Mark II, abbinato al processore d'elaborazione DIGIC X. L'introduzione principale è il modulo di stabilizzazione d'immagine integrato sul sensore (IBIS). Il sistema eroga fino a 7,5 stop di compensazione coordinata quando opera in combinazione con obiettivi RF provvisti di stabilizzatore ottico. Tale soluzione elimina la dipendenza esclusiva dalle ottiche stabilizzate e garantisce scatti a mano libera privi di micromosso con tempi di posa lunghi, colmando il gap operativo che penalizzava la prima generazione nei contesti a scarsa illuminazione.
Autofocus a -7,5 EV, buffer e modalità pre-scatto
Il sistema di messa a fuoco automatica Dual Pixel CMOS AF II lavora con algoritmi di deep learning configurati per l'acquisizione e l'inseguimento continuo di persone (con rilevamento differenziato per occhi, volto, testa e corpo), animali e veicoli. La persistenza del tracking conserva l'aggancio sul soggetto anche se il soggetto sparisce temporaneamente dal campo visivo. La sensibilità minima di aggancio scende a EV -7,5 ed eguaglia le specifiche del modello ammiraglia EOS R1.
Per la gestione dei ritratti e dei contesti corali, Canon introduce la funzione Register People Priority: la memoria di sistema può archiviare fino a 10 volti prioritari, così da assegnare precedenze di fuoco automatiche sui soggetti preimpostati. Sul versante dell'otturatore elettronico, la cadenza di scatto continuo raggiunge i 40 fotogrammi al secondo. Il throughput del bus e la memoria tampone gestiscono fino a 73 file RAW consecutivi in una singola raffica. È attiva la modalità di pre-scatto continuo in modalità H+, che immagazzina 20 fotogrammi (circa 0,5 secondi di anticipo rispetto alla pressione a fondo corsa del pulsante), una misura architetturale destinata a intercettare azioni imprevedibili prima della reazione dell'operatore.
Prestazioni video e profili colore
Il sottosistema video registra flussi a risoluzione 4K fino a 60p, derivati da un processo di sovracampionamento a pieno formato da matrice 6K. Nelle riprese ad alto framerate in Full HD, la macchina raggiunge i 180 fps per la creazione di sequenze slow motion. L'elettronica gestisce il rapporto Cinema View in formato 2,35:1, la funzione di transizione controllata Defocus Video e la stabilizzazione digitale Movie Digital IS. Il software include i profili Custom Picture Canon Log 3 e HLG a 10 bit, il supporto per file LUT caricabili e la funzione Smooth Skin regolabile per la resa dell'incarnato. Debuttano i filtri cromatici Filmtone, sviluppati per enfatizzare le sorgenti luminose notturne, provvisti di opzioni di inversione positivo e negativo.
Elaborazione volumetrica Dual Pixel 3D
L'innovazione tecnologica inedita coincide con il rilascio del Dual Pixel 3D. A differenza delle convenzionali elaborazioni algoritmiche bidimensionali, questa tecnologia estrae coordinate volumetriche reali sfruttando la suddivisione fisica dei singoli pixel del sensore: ogni fotodiodo sdoppiato acquisisce il fascio luminoso con una parallasse autonoma, simulando il comportamento divergente di un sistema binoculare. I dati di disparità di fase vengono memorizzati all'interno dei file Dual Pixel RAW o incapsulati nei file JPEG.
La pipeline di gestione si appoggia all'applicazione desktop per Windows denominata Dual Pixel 3D Converter, disponibile a partire dal 3 ottobre 2026. Il software analizza il gradiente di profondità e genera:
- Immagini 3D native con coordinate stereoscopiche;
- Modelli 3D poligonali in formato standard OBJ e GLB, esportabili verso suite esterne di modellazione.
L'interfaccia software consente di variare la modulazione dell'asse Z, isolare il soggetto principale e operare la sostituzione dello sfondo. Il rendimento metrico del sensore su questa tecnologia raggiunge la massima precisione con ottiche da 35 mm, mentre la lunghezza focale da 50 mm costituisce la configurazione geometrica ideale per il calcolo della parallasse.
Interfacce I/O, accessori e mercato
La dotazione di porte comprende un'uscita HDMI e una connessione USB-C con banda passante fino a 10 Gbps, compatibile con il tethering su PC, la trasmissione live streaming e l'alimentazione con ricarica diretta via Power Delivery. Seguendo le recenti direttive industriali, la confezione non contiene caricabatterie esterno né cavi USB. I moduli di trasmissione senza fili integrano Wi-Fi a doppia banda (2,4 GHz e 5 GHz) e Bluetooth 5.3, con supporto cloud diretto su image.canon e controllo da remoto via Canon Camera Connect.
Insieme alla fotocamera, proposta singolarmente o in kit con l'ottica zoom RF 24-105mm F4-7.1 IS STM, Canon rende disponibile l'impugnatura opzionale EG-E2, dotata di raccordo treppiede dedicato e snodo per la sostituzione rapida della batteria senza smontaggio della base. L'ecosistema flash si aggiorna con lo Speedlite EL-5 V2, dotato di un nuovo chip di trasmissione in grado ora di coprire distanze fino a 50 metri.
La differenziazione interna vede la EOS R8 Mark II indirizzata verso quegli utenti che prediligono compattezza e mobilità senza rinunce sulla stabilizzazione, laddove la R6 Mark II resta la scelta designata per chi necessita di una macchina di classe superiore, a costo di un ingombro e di un peso strutturale più elevati.

