Canon EOS RP, ottima entry per il mondo Full Frame. La recensione completa

Canon EOS RP, ottima entry per il mondo Full Frame. La recensione completa

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“La EOS RP non infrange nessun record, ma offre, a un prezzo interessante, la notevole qualità ottica del neonato sistema mirrorless Canon. In un corpo snello ed efficace. ”

Ergonomia ed efficacia

Chiarito già nelle pagine precedenti che si tratta di un corpo macchina di impostazione consumer, e che per la scarsità di controlli diretti non potrà essere particolarmente efficace in situazioni frenetiche, in cui il tempismo è cruciale, abbiamo trovato l'ergonomia complessiva della RP decisamente buona.

La struttura a doppia ghiera di comando funziona come ci si aspetta: la ghiera anteriore (principale) imposta il parametro libero, quella secondaria (posteriore) la compensazione esposimetrica (in Manuale, come d'abitudine per Canon, la posteriore imposta i diaframmi).


A parte questo, la chiave dell'operatività della EOS RP è il piccolo pulsante M-Fn a ridosso del pulsante di scatto. Facile da individuare (anche mentre si guarda nel mirino), questo pulsante richiama un piccolo menu nella parte bassa dello schermo che, senza ostruire la visuale del soggetto, offre accesso diretto a 5 parametri: ISO, modalità di scatto (avanzamento), modalità AF, bilanciamento del bianco e compensazione esposimetrica flash. La ghiera posteriore seleziona il parametro, quella anteriore ne modifica il valore. Richiede un pizzico di abitudine, ma è indubbiamente un'ottima idea per garantire buon controllo in pochissimo spazio.     

Per le sue mirrorless full frame, Canon ha anche introdotto il programma di scatto flessibile Fv, di analoga operatività: la ghiera secondaria seleziona il parametro da modificare tra tempi, diaframmi, ISO e compensazione esposimetrica, la ghiera principale ne imposta il valore. È sempre possibile impostare tempi, diaframmi o ISO su Auto, così il programma Fv di fatto integra in sé i programmi P, Av, Tv ed M. L'aspetto interessante è che, in questo modo, la macchina offre una perfetta e piacevole coerenza operativa, che consente di fatto di impostare tutti i parametri di scatto con gli stessi 2 gesti di pollice e indice.


Lo zoom tuttofare 24-240mm f/4-6.3, uno dei pochissimi obiettivi RF non Serie L, fa della EOS RP una buona soluzione per il reportage di viaggio.

Quando serve impostare qualche parametro extra, ad esempio la lettura esposimetrica, si può accedere al Quick menu (anche tramite schermo touch). Molto raramente, nonostante i pochi controlli diretti, ci siamo trovati ad accedere al menu completo, se non per la formattazione memory card o l'attivazione di funzioni speciali come l'esposizione multipla o il focus bracketing.

In definitiva, troviamo che la EOS R, da un punto di vista squisitamente operativo, sia un'ottima fotocamera amatoriale, che richiede magari un cambio di mentalità rispetto all'approccio reflex ma che, una volta metabolizzato il nuovo paradigma, consente al fotografo di essere efficace e creativo in pressoché ogni occasione di scatto non fortemente dinamica.

Il mirino EVF è di buon livello. Come già detto lo schermo OLED è più piccolo e meno risoluto rispetto alla R, ma all'atto pratico non abbiamo patito molto questo downgrade – la nitidezza è comunque buona, e il rapporto di ingrandimento superiore a quello delle reflex APS-C che fino a pochissimo tempo fa erano proposte nella stessa fascia di prezzo. Il vero limite del mirino è la visione non "live" in scatto continuo ad alta velocità (e l'opzione "Visualizz. ad alta velocità" non migliora sostanzialmente le cose). Come già chiarito, però, la EOR RP non potrebbe comunque essere una "sportiva", pertanto l'entità di questo limite è relativa.

Una funzione inedita introdotta con la RP è il focus stack semi-automatico. In sintesi, la fotocamera effettua automaticamente la serie di scatti con spostamento della messa a fuoco, ma la composizione deve essere effettuata all'interno del RAW converter Canon DPP. L'implementazione in camera è impeccabile: il numero di scatti impostabili è a tre cifre, il passo di spostamento AF regolabile in 10 step, e l'apparente mancanza della funzione pausa tra scatti successivi è in effetti ininfluente dato l'uso dell'otturatore elettronico.

Criticabile però, a nostro avviso, l'obbligo di ricorrere a DPP, che mal si adatta al flusso di lavoro tipico dell'utenza amatoriale, produce un JPEG anziché un RAW e, nella nostra esperienza d'uso, non si è dimostrato ancora particolarmente stabile.        
Un peccato anche l'autonomia di scatto davvero modesta, che obbligherà di fatto la maggioranza degli utenti a portare sempre in tasca una batteria di riserva.