Traces of Lights: la mostra dal 2 al 4 Maggio in Triennale a Milano

Traces of Lights: la mostra dal 2 al 4 Maggio in Triennale a Milano

di Mattia Speroni, pubblicata il

“Traces of Lights è la nuova mostra fotografica che si terrà per tre giorni alla Triennale di Milano (a inizio Maggio 2019). La mostra farà luce sulle difficili condizioni dei profughi siriani che vivono negli accampamenti libici.”

Traces of Lights è la nuova mostra fotografica che sarà presente alla Triennale di Milano nei giorni 2,3 e 4 Maggio 2019. L'esposizione è stata curata da Leonardo Brogioni mentre l'idea è nata dal Festival dei Diritti Umani che ha collaborato con WeWorld Onlus.

Chi vorrà partecipare a Traces of Lights, potrà vedere per la prima volta, in Italia, alcune fotografie di importanti fotografi come Lorenzo Tugnoli (The Washington Post) e Diego Ibarra Sánchez (The New York Times).

La tematica presa in considerazione è quella dei rifugiati siriani in Libano. Per quanto riguarda il fotografo Lorenzo Tugnoli, che di recente si è aggiudicato il prestigioso Premio Pulitzer per la fotografia, in Traces of Lights mostra la vita quotidiana nel quartiere popolare Naba’a. Diego Ibarra Sánchez invece mette in luce la vita dei rifugiati siriani mostrando le condizioni difficili in cui sono costretti a vivere in Libano.

Il titolo della mostra è stato ispirato, secondo WeWorld Onlus, dalla necessità di mettere in luce vite e storie delle persone che si trovano nella valle di della Bekaa.

Sempre la mostra Traces of Lights permetterà anche di fare luce sui progetti portati avanti dall'organizzazione proprio in merito ai rifugiati in Libano. Per esempio si sta cercando di portare acqua e servizi igienico-sanitari ma anche istruzione e far rispettare i diritti di chi fugge dalla guerra.

Marco Chiesara (Presidente di WeWorld) ha dichiarato in merito "per noi queste persone non sono solo beneficiari, ognuno di loro rappresenta un incontro speciale, fatto di empatia e rispetto. Gli operatori umanitari utilizzano quotidianamente molti acronimi, come WASH, ITS; parole che rendono a volte astratto il loro lavoro. Dietro queste parole, però, si nascondono una moltitudine di differenze e tante storie di coraggio, lotta e resilienza. I rifugiati siriani in fuga dal conflitto portano con sé storie personali che spesso rimangono nascoste dietro numeri e parole astratte. Le foto raccolte in questa mostra cercano di riportarle in primo piano".


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