Tamron 12-20mm F2.8: 570 grammi, un terzo in meno del Sony 12-24 GM

Tamron 12-20mm F2.8: 570 grammi, un terzo in meno del Sony 12-24 GM

di , pubblicata il

“Lo zoom ultragrandangolare a luminosità costante debutta su Sony E e Nikon Z con un peso di 570 grammi contro gli oltre 840 del riferimento Sony. Pensato per astrofotografia, paesaggio e architettura, arriva in Italia da fine luglio”

Tamron ha annunciato il nuovo obiettivo 12-20mm F2.8 (Modello A084), zoom ultragrandangolare a luminosità costante per fotocamere mirrorless full-frame con innesto Sony E e Nikon Z. È un obiettivo che il costruttore giapponese posiziona chiaramente per astrofotografia, paesaggio, architettura e interni, cioè tutti gli ambiti in cui servono contemporaneamente un campo inquadrato molto ampio e la possibilità di lavorare a diaframma aperto.

La focale minima di 12 mm garantisce un angolo di campo di 121°58', che si stringe a 94°30' a 20 mm. Per dare la misura: un 14 mm, che è già considerato un grandangolo spinto, copre poco meno di 114°. La differenza si vede tutta nella prospettiva, che fa di questa classe di obiettivi una soluzione di nicchia ma senza alternative reali quando ve n'è realmente bisogno.

Il vero numero interessante è il peso

Il dato che distingue l'A084 dalla concorrenza è la combinazione di focale e ingombro. L'obiettivo misura 119,3 mm di lunghezza e pesa 570 grammi (dati riferiti alla versione Sony E-mount). Il termine di paragone naturale è il Sony FE 12-24mm F2.8 GM, che copre un intervallo analogo ma supera gli 840 grammi e ha un listino di 2.999 euro. Tamron offre un'escursione più corta all'estremità lunga, ma in un corpo che si porta in montagna o sotto le stelle senza maledire l'idea.

Lo schema ottico conta 17 elementi in 12 gruppi e comprende un elemento XGM (eXpanded Glass Molded Aspherical), tre elementi GM (Glass Molded Aspherical), un elemento XLD (eXtra Low Dispersion) e tre elementi LD (Low Dispersion). Tutto ciò allo scopo di sopprimere la coma sagittale, l'aberrazione che deforma i punti luce ai bordi del fotogramma trasformando le stelle in piccoli elementi "alati".

Completano il quadro ottico il rivestimento AX (Anti-reflection eXpand), pensato per garantire uno spessore uniforme del film antiriflesso anche sulle superfici a forte curvatura, e un diaframma circolare a 12 lamelle.

Niente filtri frontali, paraluce integrato

La curvatura estrema della lente frontale impone la solita rinuncia: non c'è filettatura anteriore per i filtri. Al suo posto Tamron ha integrato un paraluce a corolla fisso, con tappo frontale a innesto, e ha previsto un portafiltri posteriore per gelatine. Chi lavora con filtri a lastra dovrà quindi ricorrere a un mattebox o a soluzioni dedicate.

La messa a fuoco è affidata al motore lineare VXD (Voice-coil eXtreme-torque Drive), il sistema più prestante del catalogo Tamron. La distanza minima di messa a fuoco è di 18 cm a 12 mm (con rapporto di riproduzione 1:5,8 e appena 5 cm tra la lente frontale e il soggetto) e di 28 cm a 20 mm (1:9,1). È un dato che apre a un uso creativo tipico degli ultragrandangolari: soggetto ravvicinato in primo piano con lo sfondo che continua a respirare.

Il barilotto è tropicalizzato e offre ghiere di zoom, messa a fuoco e controllo (quest'ultima con funzione di ghiera dei diaframmi, declickabile), un selettore AF/MF, un blocco dello zoom scavalcabile ruotando la ghiera con forza, pulsanti personalizzabili e una porta USB-C per l'app TAMRON Lens Utility, con cui aggiornare il firmware e assegnare funzioni ai comandi. Sulla versione Sony E la ghiera dei diaframmi è a scatti, dettaglio che Tamron aveva tralasciato nelle ottiche recenti.

Cambia il nome, cambia la faccia

La notizia che va oltre il singolo prodotto è che l'A084 inaugura due discontinuità. La prima è di nomenclatura: spariscono dai nomi commerciali le sigle "Di III" e "VXD" che accompagnavano da anni le ottiche del marchio. Questo obiettivo si chiama semplicemente Tamron 12-20mm F2.8, e così sarà per le prossime uscite.

La seconda è di design industriale, e Tamron l'ha battezzata "Toned Profile Next": ghiere più generose, texture ridisegnate sui punti di contatto, nuova collocazione e nuovo colore per la marchiatura, e un anello champagne all'innesto ridotto di spessore. È un restyling che il costruttore descrive come pensato per accordarsi all'estetica dei corpi macchina attuali e per rendere le ottiche riconoscibili al tatto oltre che alla vista.

Prezzo e disponibilità

Tamron ha fissato il listino statunitense a 1.699 dollari per la versione Sony E e a 1.799 dollari per quella Nikon Z, con disponibilità rispettivamente dal 30 luglio e dal 27 agosto. La differenza tra i due innesti, spiega l'azienda, dipende da volumi, differenze produttive e dal diverso quadro competitivo dei due sistemi.

Per il mercato italiano, Polyphoto indica genericamente la fine di luglio come data di arrivo, senza comunicare il listino. Alcune fonti riportano cifre di 1.699 e 1.799 euro, che coincidono però numericamente con i prezzi in dollari: in attesa di conferma ufficiale vanno prese con cautela. Una nota per chi acquista al lancio: Polyphoto include nel prezzo il TAMRON LINK, il dongle che consente di gestire le funzioni degli obiettivi compatibili da smartphone.


Commenti