Leica M10-D: sensore digitale, anima analogica

Leica M10-D: sensore digitale, anima analogica

di Alberto De Bernardi, pubblicata il

“Con la M10-D, Leica torna a un concetto a lei caro: fotocamera digitale priva di display. Questa volta, però, non si tratta di una serie limitata. Una provocazione, ma anche un invito a riscoprire una fotografia in cui il soggetto è l'elemento centrale ”

Abbiamo assistito alla presentazione della nuova Leica M10-D (e altri servizi interessanti, di cui parleremo a seguire), una "bizzarra" fotocamera digitale priva di display posteriore. Una provocazione? In qualche misura, certamente si.

Chi conosce il marchio, sa però che quella di eliminare il display posteriore non è un'idea nuova in casa Leica: già in occasione di Photokina 2014 venne presentata la Leica M Edition 60, anch'essa priva di display. In quel caso si trattava di una tiratura limitata, costruita – come suggerisce il nome – per celebrare il 60° anniversario del sistema M, mentre la M10-D è un prodotto "di serie", già disponibile (anche) su Leica store.    


A sinistra: Leica M Edition 60. A destra: Leica M10-D. Il selettore ISO, che nella M10 è già presente nella parte superiore del corpo macchina, è stato sostituito dalla ghiera di compensazione esposimetrica. Una ghiera esterna, concentrica, consente di accendere fotocamera e Wi-Fi.

Posto dunque che si tratta di un'idea radicata, l'ovvia domanda successiva è: "perché?". Perché rinunciare alla sicurezza del display, alla possibilità di controllare immediatamente la buona riuscita di uno scatto? In quel di Wetzlar sono convinti, e su questo concordiamo, che la presenza stessa del display induca ad abusarne, interrompendo il processo creativo e arrivando persino a far "mancare" qualche scatto.

Inoltre, il fatto stesso di non giudicare uno scatto in tempo reale, ma successivamente, con maggior distacco, può dare frutti migliori.     


Come detto in apertura, in qualche misura si tratta certamente di una provocazione. Altrettanto certamente si tratta di una macchina "difficile", che non consiglieremmo mai a un principiante. Per fare a meno del display, considerando anche le peculiarità intrinseche del sistema M, il fotografo deve essere sicuro della sua tecnica.

Vale comunque la pena ricordare che questa è, né più né meno, la condizione in cui hanno lavorato tutti i grandi fotografi fino grossomodo all'anno duemila. Il maestro Berengo Gardin, al primo approccio con una digitale, coprì il display posteriore proprio perché lo considerava più dannoso che utile… Per un piccolo gruppo di fotografi, questo approccio potrebbe dunque essere interessante.


In realtà, la M10-D offre ai suoi utenti anche un'operatività più moderna, nonché la sicurezza del controllo immediato della qualità dello scatto. Lo fa attraverso la neonata App FOTOS, altra novità di questa presentazione stampa, che si connette alla fotocamera via Wi-Fi offrendo le consuete funzioni del caso: controllo e scatto remoto, trasferimento su smartphone (anche in formato RAW, magari a scopo di backup degli scatti più importanti), condivisione su social network. Disponibile per iOS e Android, FOTOS sostituirà, accorpandole in una sola App, ogni altro software di gestione specifico per modello.

L'eliminazione del display posteriore può allora essere interpretata come un cortese invito a rimettere il soggetto al "centro del mondo", almeno durante la sessione di scatto vera e propria. Appena possibile, proveremo la M10-D e faremo per voi questo "tuffo nel passato" per cercare di scoprire se il digitale, pur avendoci dato moltissimo, ci ha anche tolto qualcosa.


Una curiosità: il tuffo nel passato sarà completato dalla presenza della… leva di avanzamento pellicola. Trattandosi di una digitale, naturalmente non c'è alcun rullino da trascinare. La leva, fisicamente identica a quella presente sui modelli a pellicola, servirà unicamente come appoggio per il pollice!

Non abbiamo fatto, finora, alcun accenno alla scheda tecnica. La ragione è che, fatta salva l'assenza del display, la M10-D è identica alla M10, nonché alla versione "silenziosa" M10-P. In sintesi: messa a fuoco manuale a telemetro, mirino galileiano con ingrandimento 0,73x, sensore 24x36mm da 24 Mpixel, processore Maestro II, 100-50000 ISO, buffer da 2 GB, 5fps massimi per 30-40 scatti consecutivi.    

Contestualmente alla M10-D, Leica ha presentato anche il suo rinnovato portfolio di servizi, tra cui si segnala il programma Certified by Leica. Oltre ad assicurare visibilità ai fotografi affiliati, mettendoli in contatto con potenziali nuovi clienti (disponibili ricerche per genere fotografico e posizione geografica), questo network offrirà supporto ai professionisti, non solo di natura tecnica – sono previsti, tra gli altri, corsi di formazione che trattano argomenti quali il diritto d'autore o la privacy, essenziali per chi vuole fare della fotografia un vero lavoro. Le candidature sono libere, ma l'effettiva affiliazione è soggetta al severo giudizio di Leica…


Commenti (1)

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Commento # 1 di: GaryMitchell pubblicato il 27 Ottobre 2018, 07:50
"Leica invita [U]cortesemente[/U] l'utente a mettere il soggetto al centro dell'attenzione, privando l'utilizzatore del display.."

Nel 2018 in una fotocamerina da ottomila euro, voglio un display neurale che invii le immagini nella mente!
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