Insta360 Titan: ecco la professionale 11K, 8 sensori Micro Quattro Terzi, prezzo da automobile

Insta360 Titan: ecco la professionale 11K, 8 sensori Micro Quattro Terzi, prezzo da automobile

di Alessandro Bordin, pubblicata il

“Scordiamoci il modello consumer Insta360 One x: il modello presentato al CES di Las Vegas è qualcosa di molto diverso: 8 sensori Micro Quattro Terzi, una risoluzione finale di 11K e una destinazione d'uso esclusivamente professionale, come anche il prezzo indica chiaramente. Ecco alcuni dettagli.”

Se conoscete il marchio Insta360 significa che avete interesse per le riprese a 360 gradi, così come è probabile che sappiate cosa sia Insta360 ONE x, di fatto una action cam 360 da poco più di 300 Euro per il mondo consumer in grado di garantire buone soddisfazioni. Con Insta360 Titan però cambia tutto: l'azienda cinese manda un messaggio chiaro ai professionisti del settore, offrendo un modello senza compromessi.

All'interno di Insta360 Titan non ci sono i "soliti" sensori da smartphone o da normale action camera, bensì otto Micro Quattro Terzi che promettono non solo una risoluzione massima di ben 11K  a 30fps (ovviamente relativa a tutta l'area ripresa a 360°), ma una qualità sensibilmente superiore, una gamma dinamica molto più apprezzabile e non ultimo una profondità colore a 10 bit.

Ci sono ovviamente altre opzioni per la ripresa: si scende a 10K 30fps nel formato 3D per la VR, a 8K per avere i 60fps e a 5,3K per spingersi fino a 120fps. Si tratta di una flessibilità notevole, sopratututto se abbinata alla qualità che i sensori sottointendono, che ricordiamo essere quelli utilizzati in molte mirrorless. Purtroppo non si sa ancora niente sulla precisa natura di questi sensori, ma l'ipotesi è che si sia puntato sulla qualità visto il target professionale. Memorizza su SD, non micro, ovviamente con certificazioni di velocità minime garantite molto elevate.

Troviamo integrata anche la tecnologia FlowState Stabilization, di grande efficacia stando a chi ha avuto modo di vederla in azione, comparabile al comportamento di un gimbal a 9 assi (questo invece secondo l'azienda). Non manca la possibilità di monitoraggio su PC, smartphone o tablet, con l'applicativo definito Farsight.

Se vi sorge spontanea la domanda chiave, ovvero come si fa a vedere quanto si è girato, è bene sapere che Insta360 ha previsto una tecnologia di riproduzione chiamata ClearView, che permette di caricare solo una parte dell'intero girato (comunque navigabile nella sua interezza) all'interno dei comuni player utilizzati su PC, smartphone e tablet. Insta360 Titan sarà in vendita da aprile al prezzo di 14,999 Dollari USA circa.


Commenti (4)

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Commento # 1 di: daviderules pubblicato il 08 Gennaio 2019, 16:43
Cioè ma riescono a girare in 11k a 30fps memorizzando su delle semplici sd (ovviamente di classe alta), mi sembra assurdo, mi sarei aspettato una soluzione tipo le videocamere RED con ssd proprietari swappabili
Commento # 2 di: NickNaylor pubblicato il 08 Gennaio 2019, 16:58
Originariamente inviato da: daviderules
Cioè ma riescono a girare in 11k a 30fps memorizzando su delle semplici sd (ovviamente di classe alta), mi sembra assurdo, mi sarei aspettato una soluzione tipo le videocamere RED con ssd proprietari swappabili


è più comodo così alla fine, avendo più sensori possono registrare il flusso video diviso su più schede e poi fare l'unione in postproduzione al posto di registrare il singolo file enorme elaborato in tempo reale, non hanno nemmeno il lag e si tengono i costi bassi.
la cosa che trovo strana io invece è perchè hanno scelto di disporre le camere tutte sullo stesso piano, su un asse in questo modo devono coprire 45° di angolo ( più la fetta per la sovrapposizione) mentre sull'altro piano restano comunque 180° come quella a 2 sole ottiche. se le mettevano sfalsate potevano facilmente arrivare a fare 90° su entrambe le direzioni ottenendo meno deformazioni. mah.
Commento # 3 di: matteo_galet pubblicato il 08 Gennaio 2019, 20:50
Originariamente inviato da: NickNaylor
la cosa che trovo strana io invece è perchè hanno scelto di disporre le camere tutte sullo stesso piano, su un asse in questo modo devono coprire 45° di angolo ( più la fetta per la sovrapposizione) mentre sull'altro piano restano comunque 180° come quella a 2 sole ottiche. se le mettevano sfalsate potevano facilmente arrivare a fare 90° su entrambe le direzioni ottenendo meno deformazioni. mah.


Noi abbiamo la Pro 2, ed è abbastanza evidente il motivo una volta che inizi a usarla: per creare l'effetto stereo, ogni punto della scena deve essere visibile da 2 camere separate per dare la prospettiva; inoltre, dovendo coprire i 360°, ogni punto deve essere coperto contemporaneamente da due lenti per poter fondere assieme le immagini con un minimo di sovrapposizione.
Per questo, alla fine ogni punto deve essere coperto da 3 lenti per poter ottenere il 360 3D.
Solitamente la parte interessante è l'equatore, anche perché l'utente non guarda spesso in alto e in basso ma si concentra sul centro.
Quindi una singola lente per tutta la "fetta" di immagine, dal Nadir allo Zenit.

Spero di essermi spiegato in maniera comprensibile...
Commento # 4 di: NickNaylor pubblicato il 08 Gennaio 2019, 23:19
Originariamente inviato da: matteo_galet
Noi abbiamo la Pro 2, ed è abbastanza evidente il motivo una volta che inizi a usarla: per creare l'effetto stereo, ogni punto della scena deve essere visibile da 2 camere separate per dare la prospettiva; inoltre, dovendo coprire i 360°, ogni punto deve essere coperto contemporaneamente da due lenti per poter fondere assieme le immagini con un minimo di sovrapposizione.
Per questo, alla fine ogni punto deve essere coperto da 3 lenti per poter ottenere il 360 3D.
Solitamente la parte interessante è l'equatore, anche perché l'utente non guarda spesso in alto e in basso ma si concentra sul centro.
Quindi una singola lente per tutta la "fetta" di immagine, dal Nadir allo Zenit.

Spero di essermi spiegato in maniera comprensibile...


sull'effetto stereo sì, chiaro che ne servono 2 ( e non 3) , ma ho il sospetto che il motivo sia un altro e cioè per compensare le carenze del software che fa l'unione dei fotogrammi, cioè a pensarci un attimo mettendole tutte sullo stesso piano si ritrovano solo una "linea" di pixel nell'immagine che è vincolata dimensionalmente mentre tutto il resto della superficie è progressivamente deformabile, invece se usassero una distribuzione omogenea sulla sfera degli obiettivi l'immagine da assemblare sarebbe piena zeppa di vincoli dimensionali.
forse è per quello che il nokia ozo costava un rene insomma, il programma doveva essere di tutt'altro calibro.
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