Droni all'aeroporto di Gatwick: DJI offre supporto agli investigatori

Droni all'aeroporto di Gatwick: DJI offre supporto agli investigatori

di Mattia Speroni, pubblicata il

“Due droni hanno causato non pochi problemi all'aeroporto di Gatwick (Londra) nelle scorse ore. DJI ha voluto diramare un comunicato stampa con il suo punto di vista sulla vicenda, pur non essendo coinvolta direttamente.”

La notizia è rimbalzata sui media di tutto il Mondo: dei droni sono stati visti in volo nelle zone vietate dell'aeroporto di Gatwick, causando non pochi problemi. Tra voli cancellati, ritardi e disagi per i passeggeri, ora arriva il momento delle indagini. E la punizione sarà, probabilmente, esemplare.

DJI, società tra i leader mondiali nella realizzazione dei droni, ha diramato un comunicato stampa ufficiale in merito, fornendo al contempo aiuto agli investigatori. Il produttore ha dichiarato di non ha avere conferma indipendente di ciò che è successo e neanche della tipologia di droni impiegati (potrebbero essere autocostruiti o di altri produttori).

Questo però non ha impedito a DJI di cercare di aiutare le autorità dell'aeroporto di Gatwick che si sono trovati a fronteggiare un potenziale grave pericolo per la sicurezza.

droni aeroporto londra

Il produttore cinese ha dichiarato che "mentre la stragrande maggioranza dei piloti di droni vola in modo sicuro e responsabile, DJI deplora qualsiasi tentativo di utilizzare deliberatamente i droni per causare danni. L'incidente segnalato a Gatwick sottolinea la necessità di sistemi per aiutare a far rispettare le leggi contro l'abuso deliberato di droni".

DJI, vista anche la sua grande esperienza in merito di droni e tecnologie per il loro controllo, ha anche esortato le autorità a migliorare le tecniche per evitare che riaccadano incidenti come quello dell'aeroporto di Gatwick.

Per esempio dotare i droni di codici identificativi visualizzabili da remoto e fare in modo che i dispositivi e i piloti debbano trasmettere la posizione in tempo reale. Sempre DJI consiglia sistemi per abbattere droni in situazioni considerate critiche, proprio come quella accaduta nell'aeroporto londinese.

Londra Gatwick Droni

DJI ha un sistema di identificazione remota chiamato AeroScope in grado di fornire posizione e numero di serie dei droni alle forze dell'ordine. Questa tecnologia è attualmente utilizzata in alcuni aeroporti, stadi e altre occasioni dove troviamo un gran numero di persone.

Sempre il produttore esorta le autorità competenti a legiferare per fare in modo che i piloti di droni sia correttamente identificati e identificabili oltre a fornire corsi di utilizzo per rendere idonei gli operatori. DJI ha anche ricordato l'utilizzo di tecnologie come quella del Geospatial Environment Online (GEO) per creare barriere virtuali tramite GPS così da evitare di volare in zone non autorizzate o sicure.

Pur essendo impiegati ormai da qualche anno, i droni rappresentano una novità alla quale i legislatori ma anche le autorità di pubblica sicurezza devono ancora "abituarsi". Questo comporta problematiche come quella accaduta all'aeroporto di Gatwick e che potrebbero aumentare ancora con la diffusione dei droni sul mercato.


Commenti (2)

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Commento # 1 di: jepessen pubblicato il 21 Dicembre 2018, 21:57
In azienda da me stiamo sviluppando soluzioni proprio per ovviare a questo problema (anche se non posso dire nulla a riguardo che altrimenti mi scannano).

Pero' ci sono altre aziende che ad esempio riescono a mandare un "falso" segnale GPS creato ad hoc verso il drone, convincendolo di trovarsi in una posizione diversa rispetto a dove si trova realmente e quindi a spostarsi in una zona piu' sicura…

Il problema con I droni riguarda le loro dimensioni: da un lato sono difficili da individuare anche con I radar attuali, dall'altro occorre un sistema di difesa capillare su tutto il perimetro della no-fly zone, perche' se sono spot isolati un aggeggio cosi' piccolo e poco visibile puo' penetrare facilmente...
Commento # 2 di: sburnolo pubblicato il 22 Dicembre 2018, 19:17
Boh,se si vuol fare danno non si usa di certo il mavic ma si autocostruisce un quadricottero o un ala long range con trasmittente fuori regola e si fa quel che si vuole da km e km di distanza senza bisogno di nessun gps.Il gps è indispensabile solo per il ritorno a casa in caso di perdita di segnale e la cosa non credo interessi ai malati di mente che volano sugli aereoporti.Per non parlare della possibilità di utilizzare la banda 4G-LTE.Queste uscite di DJI sono solo pubblicità.Una persona normale non fa ste cose.Non vedo una soluzione facile al problema.I pazzi e i terroristi purtroppo ci sono da sempre e le nuove tecnologie prima o poi vengono sfruttate pure da loro.E' come se la matricola sulle armi avesse risolto il problema omicidi.
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