Hasselblad X2D 100C: qualità eccezionale, praticità migliorabile

Hasselblad X2D 100C: qualità eccezionale, praticità migliorabile

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Con il passaggio al sensore ibrido, la Hasselblad X2D 100C è molto cresciuta laddove era già fortissima, cioè nella qualità d'immagine, ma l'usabilità è migliorata meno del previsto. Rimane uno splendido oggetto di design, nonché una fotocamera di livello "pro" per still-life e ritratto posato, ma i contesti dinamici continuano a esserle poco congeniali. ”

Conclusioni

La Hasselblad X2D 100C adotta un nuovo sensore ibrido che porta la messa a fuoco a rilevazione di fase nel sistema X. Ci aspettavamo tanto da questo upgrade, considerato che proprio il sistema AF era stato da noi considerato il punto debole dei modelli precedenti. Purtroppo, il reale vantaggio operativo si è dimostrato inferiore alle attese, anche per scelte del costruttore che, come da tradizione, ha trascurato tutto ciò che avrebbe reso la fotocamera più a suo agio in contesti dinamici.

Ne è uscito un prodotto che, al pari dei predecessori, è sì compatto e portatile, ma rimane di fatto relegato entro pochi ambiti tipicamente da studio, come still-life e ritratto posato (per inciso, in questo secondo caso, il riconoscimento occhi non avrebbe guastato). A questi si deve naturalmente aggiungere il paesaggio.


Qualche anno fa, avremmo considerato un simile quadro normale nel mondo medio formato. Nel 2019, però, Fujifilm ha mostrato che è possibile fare di più anche in contesti dinamici, e lo ha fatto con questo stesso sensore…

Certo è che, dopo alcune perplessità in fase di scatto, si aprono le immagini prodotte e… beh, si rimane a bocca aperta. Alle doti del sensore, già note (risoluzione, gamma dinamica, enorme malleabilità dei file prodotti), Hasselblad ha aggiunto il suo tocco in termini di ottiche (con il nuovo 55mm che le consente di superare la diretta concorrente Fuji in termini di dettaglio) e resa cromatica. I colori sono vividi e naturali allo stesso tempo, le immagini prendono vita.

Singolare notare come i prodotti "oltre il 35mm" più interessanti in questo momento (parliamo di Hasselblad X2D, Fujifilm GFX 100 e 100S) di basino tutti sul medesimo sensore Sony e come, nonostante la base comune, la forbice di prezzo sia piuttosto ampia, da circa 6000 a circa 9500 Euro.  


Commenti (17)

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Commento # 1 di: genesi86 pubblicato il 03 Dicembre 2022, 10:51
Da cliente Hasselblad un paio di cose vanno aggiunte:

i test sulla QI lasciano il tempo che trovano, la Hasselblad ha una "resa" che con queste foto test non si capisce, ma è il vero valore aggiunto delle hasselblad.

Se e solo se si sviluppano i raw con il software di Hassy "Phocus", allora è evidente il lavoro unico fatto da Hasselblad per:

1. profilo colore (calibrazione su ogni singola macchina e ogni singolo pixel), colore pulitissimo, assenza di dominanti a patto di aver esposto come si deve.
2. profilo tonale che ti fa quasi dimenticare che usa un sensore CMOS, sembra un vecchio e bellissimo CCD.

Queste due cose sono il vero e quasi unico motivo per cui può valere la pena pagare il caro gettone ad Hasselblad. purtroppo invece è pieno di recensioni dove i raw vengono dati in pasto a lightroom, che è il modo migliore per buttare alle ortiche quanto di buono fatto da Hasselblad.

Per me che faccio paesaggio, il passaggio ad hasselblad ha ridotto del 95% il tempo di permanenza al PC, di solito faccio 1-2-3 foto (non ci sono zeri mancanti) ad ogni uscita e impiegavo una settimana per sviluppare la miglire delle 3 (circa 1h di sviluppo al giorno), ora torno a casa e la sera con 1h di sviluppo ho già un file perfetto e pronto per la stampa.

Hasselblad produce macchine fotografiche, non è interessata a competere con strumenti per schiaccia bottoni.
Commento # 2 di: frankie pubblicato il 04 Dicembre 2022, 20:06
La profondità di queste immagini è spettacolare. È carattere, nulla a che vedere con i numeri.
Commento # 3 di: demon77 pubblicato il 04 Dicembre 2022, 23:40
Originariamente inviato da: frankie
La profondità di queste immagini è spettacolare. È carattere, nulla a che vedere con i numeri.


Diciamo che per tirare fuori immagini di questa qualità servono i numeri!
Del resto è roba per professionisti, come è giusto che sia.
Commento # 4 di: leddlazarus pubblicato il 05 Dicembre 2022, 10:05
Originariamente inviato da: demon77
Diciamo che per tirare fuori immagini di questa qualità servono i numeri!
Del resto è roba per professionisti, come è giusto che sia.


e secondo me non tutti i professionisti...solo quelli TOP con ingaggi importanti. Anche perchè penso siano apparecchi da studio.
Commento # 5 di: genesi86 pubblicato il 05 Dicembre 2022, 10:44
Originariamente inviato da: leddlazarus
e secondo me non tutti i professionisti...solo quelli TOP con ingaggi importanti. Anche perchè penso siano apparecchi da studio.


studio
riproduzione di oggetti d arte
paesaggio
Commento # 6 di: +Benito+ pubblicato il 05 Dicembre 2022, 10:58
sarebbe interessante, dopo tanti anni, che le prove di scatto per il test ISO fossero fatte in condizione di illuminazione controllata decrescente al crescere degli ISO . Scattare ad alti ISO con luce è quasi mai utile e mai con una macchina di questo tipo. Le prestazioni normalmente degradano in maniera molto importante quando il segnale è debole.
Commento # 7 di: a.debernardi pubblicato il 05 Dicembre 2022, 11:45
Originariamente inviato da: +Benito+
sarebbe interessante, dopo tanti anni, che le prove di scatto per il test ISO fossero fatte in condizione di illuminazione controllata decrescente al crescere degli ISO . Scattare ad alti ISO con luce è quasi mai utile e mai con una macchina di questo tipo. Le prestazioni normalmente degradano in maniera molto importante quando il segnale è debole.


Interessante ma irrealizzabile :-(

Nessun illuminatore ha i 6-7 stop di variazione in quel range di potenza necessari per passare da 100 a 6400-12800 ISO a luce costante. Gli illuminatori LED, tipicamente, offrono 1 stop di regolazione (50%-100%), e ridurre la tensione di alimentazione non porta molto più lontano, dato che entra presto in gioco l'alimentazione forzata a treno di impulsi.
I buoni flash hanno sì 7-8 stop di regolazione, ma partendo da 500 o 1000 Ws, il sole in una stanza.

Segnalo comunque che, pur costante, la luce utilizzata è molto debole (circa 5,5 EV), proprio per andare a lavorare nella zona critica delle basse luci.
Commento # 8 di: a.debernardi pubblicato il 05 Dicembre 2022, 11:53
Originariamente inviato da: genesi86
...purtroppo invece è pieno di recensioni dove i raw vengono dati in pasto a lightroom... .


Concordo sul fatto che il motore di Lightroom può non essere il migliore al mondo, ma il primo dovere di un test è quello di essere eseguito in condizioni standard e ripetibili.
L'utilizzo di un RAW converter comune è imprescindibile, o si aprirebbero - per dirne una - infinite discussioni sulle impostazioni che il RAW converter "A" dovrebbe avere per essere equivalente al RAW converter "B", che utilizza parametri leggermente diversi.
Commento # 9 di: genesi86 pubblicato il 05 Dicembre 2022, 18:41
Originariamente inviato da: a.debernardi
Concordo sul fatto che il motore di Lightroom può non essere il migliore al mondo, ma il primo dovere di un test è quello di essere eseguito in condizioni standard e ripetibili.
L'utilizzo di un RAW converter comune è imprescindibile, o si aprirebbero - per dirne una - infinite discussioni sulle impostazioni che il RAW converter "A" dovrebbe avere per essere equivalente al RAW converter "B", che utilizza parametri leggermente diversi.


no, perchè le Hasselblad non sono proprio pensate per sviluppare i raw con altri software, ma solo con il loro sviluppatore (ad esempio CaptureOne, che forse oggi è persino più usato di lightroom, neanche apre i file delle mie Hassy).

Stesso dicasi per esempio per le macchine fotografiche con sensore Foveon, i cui raw vengono aperti sia da lightroom che CO, ma sono uno scempio, l'unico programma che può gestire i raw generati da un Foveon è Sigma Photo Pro, ossia lo sviluppatore del produttore medesimo.

Ultimo esempio, cosa useresti per valutare una PhaseOne da 50k Euro la cui ingegnerizzazione è fatta a braccetto con il software di casa CaptureOne? lightroom per caso? sono sicuro di no.

test a parità di sviluppatore, vanno bene solo per quei prodotti che non sono ingegnerizzati in sinergia con lo sviluppatore raw.
Commento # 10 di: andy45 pubblicato il 05 Dicembre 2022, 20:52
Originariamente inviato da: genesi86
test a parità di sviluppatore, vanno bene solo per quei prodotti che non sono ingegnerizzati in sinergia con lo sviluppatore raw.


Tutti i produttori offrono programmi per sviluppare i raw delle proprie fotocamere, che teoricamente sono quelli che dovrebbero tirare fuori il meglio...ora se non lo usano per gli altri non vedo perché per questa si debba fare differenza, alla fine è una recensione, mi sembra giusto usare le stesse condizioni di tutte le altre.
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