DJI Air 2S: videorecensione e tutte le differenze con Mavic 2 Pro

DJI Air 2S: videorecensione e tutte le differenze con Mavic 2 Pro

di Roberto Colombo , pubblicato il

“A prima vista DJI Air 2S e Mavic 2 Pro potrebbero sembrare molto simili, visto che ora anche il nuovo quadricottero sfrutta un modulo fotocamera con sensore da 1 pollice e 20 megapixel. In realtà le differenze ci sono e per qualcuno potrebbero essere importanti: ve le raccontiamo tutte nel nostro video”

Circa due settimane fa DJI ha presentato il suo nuovo quadricottero DJI Air 2S, che vede un corposo aggiornamento del modello precedente. Lo abbiamo messo alla prova per capirne le reali capacità e anche per approfondire le differenze rispetto al modello top della gamma Mavic DJI Mavic 2 Pro.

DJI Air 2S: ora con fotocamera da 1 pollice

Il nuovo DJI Air 2S ha fatto infatti un netto balzo in avanti sul fronte del modulo per le riprese video e fotografiche, abbandonando il sensore in formato 1/2,3" da 48 megapixel a favore di un ben più grosso sensore da 1 pollice, accreditato di 20 megapixel. Come raccontiamo nel video incorporato qui sotto, pur condividendone le dimensioni del sensore, il modulo fotografico non è esattamente quello del Pro e ci sono alcune differenze che per alcuni potrebbero essere importanti.

[HWUVIDEO="3098"]DJI Air 2S: ecco come vola e le differenze con Mavic 2 Pro[/HWUVIDEO]

Partiamo dalle capacità video, per le quali il nuovo Air 2S sembrerebbe in vantaggio, mettendo a disposizione anche il formato 5,4K a 30p, oltre che 4K 60p. Qui c'è un punto da sottolineare, per Air 2S il formato 4K a 60 fps è messo a disposizione solo in modalità ritaglio, mentre solo le versioni a 30 fotogrammi al secondo permettono di sfruttare tutta la superficie del sensore.

L'ottica f/2.8 del nuovo drone ha una focale equivalente di circa 22 mm (angolo di campo di 88°), contro i 28 mm del 2 Pro, per cui nel confronto diretto parte del ritaglio viene compensato, ma nel momento in cui si ha a disposizione un'ottica così grandangolare la si vorrebbe sfruttare in tutte le situazioni. Dalla sua Air 2S supporta lo zoom digitale senza perdita di dettaglio 4X a 4K 30fps, 6X a 2,7K 30fps, 4X a 2,7K 60fps, 6X a 1080P 60fps e 8X a 1080P 30fps. Inoltre Air 2S vede la possibilità di selezionare un bitrate maggiorato, 150 Mbps, contro i precedenti 100 Mbps.

Anche video D-Log M 10 bit e HLG

A livello del top di gamma la disponibilità di formati di registrazione, a differenza di quanto avveniva prima sulla serie Air: troviamo quindi i formati standard a 8-bit, ma anche i formati a 10-bit D-Log M e HLG. Selezionando questi formati però si perde la possibilità di utilizzare lo zoom digitale. Rispetto al 2 Pro c'è un'importante differenza a livello di sensibilità operativa: i video in formato D-Log possono essere registrati arrivando al massimo a 1600 ISO in manuale (800 ISO nella modalità Auto) e quelli normali al massimo a 3200 ISO nelle modalità automatiche (6400 solo in manuale), mentre Mavic 2 Pro si spinge fino a 6400 ISO in tutte le modalità. A livello fotografico, invece, il comportamento è lo stesso: fino a 3200 ISO in modalità Auto e fino a 12.800 ISO in manuale. Anche DJI Air 2S può essere utilizzato senza schede di memoria aggiuntive, grazie alla memoria integrata da 8GB (ma girando in 4K si traduce in pochi minuti di ripresa).

Differenza da tenere presente in base agli scenari d'utilizzo è, poi, la mancanza del diaframma regolabile su Air 2S: per regolare l'esposizione è possibile agire solo su sensibilità ISO e tempo di otturazione. Per contro Mavic 2 Pro integra un diaframma f/2.8–f/11. DJI offre una soluzione molto efficace nel ki di vendita Fly More Combo, che offre un set di 4 filtri Neutral Density da ND 4 a ND 32, da montare sull'ottica nelle situazioni di forte illuminazione.

Le differenze tra i due droni sono evidenti anche nell'avionica: sebbene il nuovo Air 2S abbia aggiunto una coppia di sensori per il rilevamento degli ostacoli, posizionati sul frontale e orientati verso l'alto, in modo da trovarsi fronte marcia in condizioni di forte inclinazione (quando si procede ad alta velocità), mancano ancora i sensori laterali, che su Mavic 2 Pro permettono di operare in sicurezza tutte le manovre a traslazione laterale, come l'inseguimento in parallelo al soggetto o le manovre circolari attorno a esso.

MasterShots: riprese complesse alla portata di tutti

Per questo motivo è necessaria una buona pianificazione per poter sfruttare al meglio la nuova modalità di scatto MasterShots. Essa permette di combinare insieme le singole manovre automatizzate dei QuickShot, con un piano di volo predefinito e chiaramente indicato nell'app in basso a sinistra sulla mappa. La funzione permette di ottenere video già montati con manovre complesse attorno al soggetto, in cui il drone non solo si muove, ma sfrutta anche la funzione zoom per aggiungere ulteriore movimento alle immagini. Una singola ripresa MasterShot può durare anche qualche minuto e combinare manovre come il volo circolare attorno al soggetto, riprese in allontanamento e avvicinamento, la traslazione laterale e la salita sullo zenit del soggetto.

Si tratta di un'innovazione decisamente utile all'interno delle manovre automatiche, che in molti casi permette di riprendere con la pressione di un tasto una sequenza complessa, che prima avrebbe richiesto l'esecuzione di più manovre e il successivo montaggio in post produzione. Parlando di dati di volo, DJI Air 2S può raggiungere una velocità massima di 19 m/s in modalità sport (15 m/s in modalità normale), con un'autonomia di 31 minuti con la batteria da 3500 mAh, che garantisce più di 25 minuti di riprese prima di vedere apparire l'avviso di Return-to-Home di sicurezza per esaurimento della batteria. Il drone ha un peso di 595 grammi. Come con gli ultimi modelli di droni di DJI, il sistema AirSense di DJI Air 2S avvisa i piloti di droni della presenza di aeroplani ed elicotteri nelle vicinanze che trasmettono segnali ADS-B.

DJI Air 2S: ora c'è anche il RAW


JPEG - clicca per ingrandire


RAW .DNG sviluppato in Lightroom - clicca per ingrandire

Le prestazioni a livello fotografico sono molto simili tra i due droni e rappresentano un interessante salto in avanti rispetto al precedente Air. Come detto il sensore non è esattamente lo stesso del modulo marchiato Hasselblad di 2 Pro, con una gamma dinamica leggermente inferiore nel caso del nuovo Air 2S ma, anche grazie alla possibilità di registrare gli scatti in formato RAW .DNG, le prestazioni fotografiche sono di rilievo. Anche in condizioni difficili è possibile effettuare corposi interventi di recupero di luci e ombre e la gestione del rumore è decisamente migliore rispetto a quella del modello precedente con sensore di più piccole dimensioni.


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RAW .DNG sviluppato in Lightroom - clicca per ingrandire

Il rapporto qualità/prestazioni/prezzo è sempre stato uno dei punti di forza della serie Air e anche il nuovo DJI Air 2S si inserisce nella scia dei modelli che lo hanno preceduto. L'aggiornamento del comparto fotografico lo rende appetibile a chi prima considerava solo il modello Pro e il prezzo di base di 999 € potrebbe risultare decisamente interessante. Come sempre accade è però il kit più avanzato quello che è da prendere in considerazione e la versione Fly More Combo viene venduta per 1299 €. Essa include tutti i componenti della combo standard con l'aggiunta di 2 batterie per un totale di 3, filtri ND, una stazione di ricarica per tre batterie in contemporanea e una borsa a tracolla.

Etichettatura CE: ancora non c'è

Un punto critico è la mancanza dell'etichettatura CE, necessaria per volare senza limitazioni dal 1° gennaio 2023. Con l'entrata in vigore progressiva del nuovo regolamento europeo EASA, che armonizza a livello comunitario i regolamenti nazionali sui droni, ci troviamo in questo momento in un periodo di transizione. DJI Air 2S non ha ancora la certificazione CE con relativa etichettatura, in quanto le procedure sono in ritardo. Al momento può quindi volare nelle condizioni della categoria Open A3, quindi lontano dalle persone, naturalmente richiedendo anche l'attestato di pilota APR. Non è ben chiaro cosa succederà quando le certificazioni saranno rilasciate, ossia se i droni immessi sul mercato in questa fase di transizione potranno accedere a una etichettatura retroattiva (magari anche a seguito di un aggiornamento firmware o di parti hardware) o se potranno volare solo in deroga e quale sarà il loro destino dopo il 31 dicembre 2022.

Trovate la nostra videorecensione incorporata nei primi paragrafi dell'articolo anche su YouTube e tra i video del nostro canale.

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Commenti (2)

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Commento # 1 di: TecnoPC pubblicato il 09 Maggio 2021, 09:21
Ottima recensione e analisi!

Nonostante l'Air 2S sia più recente ed ovviamente tecnicamente più evoluto, personalmente preferisco ancora il Mavic 2Pro per un unica caratteristica: il diaframma variabile.
In quelle situazioni di ripresa (tipo golden hour) la libertà di muoversi sia controluce che a favore senza pensarci troppo e sapere di portare a casa riprese con la giusta esposizione non ha prezzo.
Commento # 2 di: Svelgen pubblicato il 09 Maggio 2021, 11:08
Originariamente inviato da: TecnoPC
Ottima recensione e analisi!

Nonostante l'Air 2S sia più recente ed ovviamente tecnicamente più evoluto, personalmente preferisco ancora il Mavic 2Pro per un unica caratteristica: il diaframma variabile.
In quelle situazioni di ripresa (tipo golden hour) la libertà di muoversi sia controluce che a favore senza pensarci troppo e sapere di portare a casa riprese con la giusta esposizione non ha prezzo.


Quoto!
Io ho un mavicAir (che non cambierò a breve) e devo continuamente combattere con le lenti NR per cercare di ottenere la giusta esposizione.
Il prossimo drone, lo vorrei come l'Air ma con il diaframma variabile.
Anche lato video, è importante mantenere la giusta proporzione tra tempo e FPS.