Dal 5 marzo basta l'attestato online per far volare i droni in operazioni non critiche

Dal 5 marzo basta l'attestato online per far volare i droni in operazioni non critiche

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Nella transizione verso il regolamento europeo EASA, stanno cambiando gradualmente le regole emesse da ENAC per il territorio italiano. Grande novità a partire da 5 marzo scorso: per ottenere l'attestato di pilota APR (Operazioni non critiche) ora è sufficiente seguire un corso e superare un esame da 40 domande online, con un costo decisamente più basso del passato, soli 31 Euro”

Uno dei punti più criticati della prima versione del regolamento ENAC per Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto era la richiesta dell’Attestato di Pilota di APR per praticamente tutte le categorie di velivoli, fatta salva quella dei 'trecentini', ossia i droni con un peso al decollo inferiore ai 300 grammi. Quello che veniva criticato era l'assenza di mezze misure: che lo scopo fosse quello di effettuare voli a scopo professionale o a semplice scopo ricreativo, l'attestato di base era lo stesso, ottenibile dopo aver frequentato un corso teorico di diverse ore, un corso pratico di almeno altrettante ore e aver sostenuto l'esame teorico e pratico.

Il punto dolente, oltre la quantità di tempo da investire, era il costo dell'intera operazione, che superava facilmente i mille euro. Il risultato è stato che molti, soprattutto nel caso di esigenze non professionali, hanno continuato a volare nell'illegalità, senza dotarsi del patentino.

Con l'esplosione del mercato dei droni, che nel 2018 ha avuto un valore in Italia di 100 milioni di Euro, stando ai dati dell'Osservatorio Droni del Politecnico di Milano, è stato avviato alcuni anni fa un processo di armonizzazione dei regolamenti a livello europeo, al fine di creare un sistema di riferimento unico su tutto il territorio dell'Unione Europea.

L'Italia è stata in prima linea sul fronte droni ed ENAC è stata tra le prime autorità europee ad aver regolato il settore nazionale dei mezzi aerei a pilotaggio remoto (SAPR). Nel dicembre del 2013 ha pubblicato infatti la prima edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto al fine di dare attuazione all’articolo 743 del Codice della Navigazione, che abbiamo citato in apertura, che è rimasto valido, coi diversi aggiornamenti, revisioni ed emendamenti, fino al 1° marzo scorso.

Documento fondamentale a livello europeo è il Regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2018, entrato in vigore il 24 luglio 2018 e che prevede l'applicabilità a livello comunitario tramite le declinazioni specifiche dei diversi stati tramite i differenti enti regolatori entro il 2023. Parti fondamentali del processo di applicazione del regolamento sono gli Atti Delegati: il Regolamento Delegato UE 2019/945 della Commissione che regolamenta le caratteristiche tecniche dei droni e istituisce il nuovo marchio CE, necessario per introdurre sul mercato nuovi droni e in successiva battuta anche per farli volare. Il Regolamento di Esecuzione UE 2019/947, va invece a normare le operazioni e i piloti, istituendo le nuove categorie.

Come per l'Italia è ENAC l'ente regolatore, a livello europeo è stata creata la European Aviation Safety Agency (EASA). A partire dal 15 dicembre 2019 è iniziato un processo graduale di transizione dal regolamento ENAC al regolamento EASA, che si completerà entro il 1 ° luglio 2021. In Italia è ENAC, come ente regolatore, che recepisce le norme europee e che ha emesso la nuova versione del regolamento per Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, valido sul territorio nazionale. Una data molto importante è stata quella del 1° marzo scorso, giorno in cui sono entrate in vigore le nuove regole per quanto concerne l'attestato pilota, ora reso nella sua versione base decisamente più accessibile.

L'attestato è necessario per tutti i droni con pesi da 250 grammi a 25 kg e vale per l'utilizzo operazioni non critiche, ossia che si svolgono in VLOS (Visual Line of Sight, ossia volo a vista), con altezza massima AGL di 120 metri (ridotta quindi rispetto ai 150 metri del regolamento precedente), senza il sorvolo di persone, lontano da assembramenti di persone e a più di 150 metri da agglomerati urbani. Per «assembramenti di persone»: raduni di persone cui è impossibile disperdersi a causa dell'elevata densità dei presenti.

Viene eliminato il limite di distanza massima di 500 metri, sostituito del tutto dal requisito del volo a vista, che in condizioni normali avviene a distanze molto inferiori, soprattuto coi droni di piccolo taglio. Il regolamento specifica che gli operatori e/o i proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati anche solo per attività ricreative hanno comunque l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight e di apporre il codice identificativo QR sull’APR. All'interno di questa Open Category per operazioni non critiche non c'è distinzione tra uso professionale e ricreativo.

Da notare che i droni con peso minore di 250 grammi, ma dotati di mezzi di ripresa di dati sensibili, ad esempio la foto/videocamera, secondo alcune interpretazioni di tecnici Enac esplicitate da tecnici ENAC in occasioni pubbliche richiedono anch'essi l'attestato: una parte del corso per superare l'esame prevede infatti la conoscenza anche le regole legate al trattamento e alla protezione dei dati sensibili e del regolamento GDPR. Effettivamente il regolamento Europeo recita nell'introduzione al punto 14 "È opportuno immatricolare gli operatori di aeromobili senza equipaggio se utilizzano aeromobili senza equipaggio che, in caso di impatto, possono trasferire all'essere umano un'energia cinetica superiore a 80 Joule o il cui esercizio presenta rischi per la riservatezza, la protezione dei dati personali, la sicurezza o l'ambiente."

Il nuovo Attestato di Pilota APR (Operazioni non Critiche) è ottenibile online seguendo un corso, disponibile in PDF, e superando poi un esame di 40 domande (scelte a caso dal sistema in un bacino di 400 domande). L’esame è superato quando il punteggio raggiunto è uguale o maggiore di 60, pari al 75% del punteggio massimo (80 punti) raggiungibile. Da notare che le risposte esatte permettono di ottenere 2 punti, le risposte non date valgono 0 punti, mentre le risposte errate fanno perdere 1 punto. Il candidato ha diritto a due tentativi giornalieri, con un massimo di sei tentativi: se fallisce i sei tentativi potrà sostenere una nuova prova di esame non prima di trenta giorni solari dalla data dell’ultimo esame fallito. Il costo è decisamente più alla portata di tutti di una volta e pari a soli 31 €. Per l’autenticazione degli aspiranti piloti APR (Operazioni non critiche) è necessario dotarsi di SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale). Il corso in PDF è liberamente scaricabile, senza registrazione.

In fase di prima applicazione e fino al 1° luglio 2020, allo scopo di favorire la maggiore emissione possibile di attestati di pilota APR (Operazioni non critiche), l’abilitazione ad effettuare il pagamento sarà consentita solo dopo aver superato con successo il test online. A partire dal 1° luglio 2020 il pagamento dei diritti ENAC sarà propedeutico all’effettuazione dell’esame online.

Per chi ha già ottenuto l'attestato, secondo il vecchio regolamento, questo rimane valido fino al prossimo 1° luglio e nel periodo che intercorrerà tra il 1° luglio 2020 e il 1° luglio 2021 sarà avviato un processo di transizione che porterà alla conversione degli attestati. Già ora chi è in possesso dell'attestato può inserirne i dati nel profilo personale su d-flight. Nel periodo 1° marzo 2020 e 1° luglio 2020 sarà possibile, senza costi aggiuntivi, per chi è già riconosciuto come operatore (per operazioni non critiche, critiche, certificate) fare il passaggio sulla rinnovata piattaforma D-Flight di tutti i mezzi.

D-flight, seguendo le indicazioni del regolamento europeo, cambia quindi il suo compito: la pubblicazioneil 15 Dicembre 2019, del nuovo Regolamento ENAC, assegna infatti a d-flight l’erogazione di una serie di servizi, tra cui la registrazione degli operatori (chiunque gestica delle operazioni con i droni) e dei droni stessi, con il rilascio del QR indentificativo da apporre obbligatoriamente sul SAPR. Sono esentati da questo obbligo gli operatori che impiegano mezzi per sole finalità ricreative di massa al decollo uguale o inferiore ai 250 grammi e non dotati di telecamere ad alta definizione o di qualsiasi altro strumento che possa potenzialmente pregiudicare la privacy. Un 250 grammi utilizzato per scopi professionali necessità quindi anch'esso di 'targa', così come tutti quelli con strumenti di ripresa video, sonora o di altri dati sensibili.

Nel nuovo regolamento è stata resa più chiara la differenza tra SAPR e Aeromodelli. Un aeromodello è definito come "un dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente nell’ambito di organizzazioni legalmente riconosciute costituite in uno Stato Membro esclusivamente per scopi ludico e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo automatico e/o autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi". Aver chiarito che sono sia i sistemi di volo autonomo sia quelli di volo automatico a fare da discriminante ha eliminato quel dubbio interpretativo che ha portato molti a pensare di potere fare ricadere i droni più comuni sotto la famiglia degli aeromodelli ed farli volare senza attestato di pilota.

Ci addentreremo prossimamente con maggiore dettaglio nelle differenze tra operazioni non critiche e critiche e nelle diverse categorie di rischio individuate dal regolamento europeo e su come le autorizzazioni Enac attuali potranno essere eventualmente convertite in base alle nuove norme.

Per ora in estrema sintesi ripetiamo il punto fondamentale del nuovo regolamento entrato in vigore il 1° marzo e che dal giorno 5 marzo 2020 permette di ottenere online l'attestato di pilota APR (Operazioni non critiche) seguendo un corso online, sostenendo un esame, sempre online, al modico costo di 31 Euro.

Aggiornamento 20/03/2020: Il paragrafo relativo alla necessità di attestato anche per i droni sotto i 250 grammi, ma dotati di sistemi di ripresa, è stato aggiornato con un estratto del regolamento europeo e una slide del convegno dell'Osservatorio Droni

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Commenti (9)

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Commento # 1 di: Zurlo pubblicato il 18 Marzo 2020, 16:22
Frrrr, gira la ruota fino al prossimo regolamento

Un normale aeromodello, pilotato alla vecchia maniera, non necessita' di autorizzazioni ... mentre un drone, decisamente piu' facile da guidare e sicuro, si.

Ha un senso?
Commento # 2 di: Cfranco pubblicato il 18 Marzo 2020, 17:53
Originariamente inviato da: Zurlo
Frrrr, gira la ruota fino al prossimo regolamento

Un normale aeromodello, pilotato alla vecchia maniera, non necessita' di autorizzazioni ... mentre un drone, decisamente piu' facile da guidare e sicuro, si.

Ha un senso?


Beh, un po' si
Diciamo che con gli aeromodelli chi ha i comandi sa cosa sta facendo e sa pilotare altrimenti ben presto non ci sarà più un aeromodello
Commento # 3 di: system450 pubblicato il 18 Marzo 2020, 18:32
Io so pilotare elicotteri senza automazioni e quadricotteri senza gps e altimetro, ma per pilotare il mio phantom pro per fare foto aeree devo avere fatto il corso ?
Che boiate...
Commento # 4 di: TecnoPC pubblicato il 18 Marzo 2020, 18:56
Adempimenti per pilotare un semplice drone a scopo ricreativo.

1)Obbligo di assicurazione (giusto)
2)Per pilotare un drone con peso superiore a 250gr bisogna conseguire l'attestato di competenza online (patentino) sul sito dell'ENAC (31€).
2)Ogni drone deve essere registrato su D-Fligh (6€) il quale rilascia un qr-code identificativo da applicare sul modello per risalire al proprietario.
3)Dal 1° luglio, con l'entrata in vigore del nuovo regolamento europeo EASA si aggiunge l'obbligo di dotare il drone di transponder (prezzo ???) per trasmette a terra i dati del pilota.
...tralascio le regole e le limitazioni di un regolamento bizantino

La cosa si fa complicata!
Commento # 5 di: OUTATIME pubblicato il 18 Marzo 2020, 22:43
Originariamente inviato da: system450
Io so pilotare elicotteri senza automazioni e quadricotteri senza gps e altimetro, ma per pilotare il mio phantom pro per fare foto aeree devo avere fatto il corso ?
Che boiate...

Perchè se intendi elicotteri modello non sai nulla di normativa aeronautica e spazi aerei.
Comunque consolati, io ho licenza PPL EASA e attestato VDS e volendo un drone debbo comunque fare il patentino.
Commento # 6 di: elgabro. pubblicato il 21 Marzo 2020, 01:06
io risolvo il problema alla radice, non acquisto droni.
Commento # 7 di: pegasoc pubblicato il 27 Marzo 2020, 13:28
Ma il link per fare l'esame?
Commento # 8 di: OUTATIME pubblicato il 28 Marzo 2020, 09:00
Originariamente inviato da: pegasoc
Ma il link per fare l'esame?

Nei servizi online di ENAC, accedi con SPID.
https://serviziweb.enac.gov.it/
Commento # 9 di: pegasoc pubblicato il 29 Marzo 2020, 03:09
Grazie.