Leica SL 2: mirrorless professionale col bollino rosso - Atto secondo

Leica SL 2: mirrorless professionale col bollino rosso - Atto secondo

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Leica SL aveva rappresentato un cambio epocale per Leica. La fotocamera ha fatto nascere un sistema che voleva riportare le fotocamere col bollino rosso nelle mani dei professionisti. Oggi la nuova Leica SL 2 rinnova la solida base del primo modello, rendendo il sistema ancora più professionale, con un sensore da 47 megapixel, autofocus evoluto e capacità video da cinepresa cinematografica”

Sono passati quattro anni dalla posa della pietra miliare: Leica SL veniva infatti lanciata nell'ottobre del 2015. Aveva un obiettivo importante, quello di mandare in pensione in sistemi reflex. Le fotocamere a specchio in realtà sono ancora vive e vegete, ma certamente le mirrorless full frame in questi anni hanno dato delle forti spallate al piedistallo su cui le reflex erano poggiate e oggi i dati di vendita si sono invertiti, con quote a favore delle senzaspecchio. In quattro anni il mercato è stato rivoluzionato da diversi ingressi nel settore full frame. Canon e Nikon sono ora della partita, ma lo è anche Panasonic, protagonista del terzetto fondatore della L-Mount Alliance, accanto a Sigma e proprio a Leica. La baionetta della prima SL è stata la base del nuovo sistema e dopo il lancio a inizio anno delle prime mirrorless pieno formato 35 mm di casa Panasonic- Lumix S1 e S1R - Leica rinnova la propria fotocamera di punta.

Lo fa nel modo che tutti si aspettavano, puntando su un sensore CMOS da 47,3 milioni di pixel, ma che - assicurano dalla Germania - non è lo stesso della Panasonic S1 R. Il motivo è semplice, Leica non può garantire le economie di scala dei concorrenti ai suoi fornitori e si affida a partner diversi per la creazione dei suoi prodotti. Inoltre in Germania hanno studiato, come per la prima SL, un sistema di microlenti ad hoc, pensato per ottimizzare la resa delle ottiche dell'eredità Leica, comprese quelle del vecchio sistema R e dell'ancora attuale sistema M. Il sensore ha però un precedente, è infatti quello di Leica Q2.

Non solo più pixel, ma anche più velocità, autofocus migliorato e soprattutto un sistema di stabilizzazione a 5 assi per scatti di 5 stop più lenti del tempo di sicurezza. Inoltre il sistema di stabilizzazione può essere utilizzato per scatti RAW a 187 megapixel: la fotocamera compie 8 scatti muovendo il sensore in modo che ogni pixel sia esposto a tutte le componenti colore e li lega in un file RAW, registrando anche però il primo scatto come RAW singolo da 47,3 per maggiore sicurezza. Nuovo anche il mirino, con sistema ottico di lenti studiato da Leica e pannello OLED da 5,76 milioni di punti: già il mirino della prima SL era ottimo, ma qui l'esperienza migliora ancora. Il mirino lavora a 120 fps, per una visione fluida e non affaticante. I tecnici di Wetzlar hanno lavorato molto anche all'interno della fotocamera, ridisegnando completamente il corpo.

Se il primo modello aveva un corpo ricavato da un unico blocco di alluminio tramite lavorazione dal pieno, ora questa lavorazione è utilizzata solo per la calotta superiore, mentre il corpo centrale è in pressofusione di magnesio. Terza parte del corpo macchina è il fondello, anch'esso in metallo. Questa scelta ha permesso di ottimizzare gli spazi (ad esempio per ospitare il sistema di stabilizzazione del sensore), ma rende anche più facili gli interventi di manutenzione.

Come avvenuto su tutti gli ultimi modelli Leica ha voluto razionalizzare l'interfaccia anche della nuova SL2 togliendo tasti e raggruppandoli tutti alla sinistra del display. A portata di pollice destro la ghiera posteriore, il joystick per il posizionamento del punto di messa a fuoco e per muoversi nel menu e un tasto, assegnabile all'AF-ON o al blocco dell'esposizione. Tutti i tasti sono in ogni caso personalizzabili. L'ottimo display posteriore da 3,2" e 2,1 milioni di punti è touch, ma non è inclinabile, per motivi di resistenza e riduzione dello spessore del corpo. La calotta superiore ospita un ampio display secondario con tutte le informazioni di scatto, oltre a due pulsanti, assegnati di default alla regolazione degli ISO e alla commutazione tra modalità foto e video. Nell'incavo dell'impugnatura altri due tasti trovano spazio. Molto piacevole alla vista e al tatto il rivestimento di ecopelle che corre tutto intorno al corpo: garantisce inoltre un'ottima presa. Oltre che funzionali i nuovi ritocchi al corpo della fotocamera la rendono anche decisamente piacevole alla vista.

Piacevoli novità anche sul fronte delle connessioni. connettori proprietari audio lasciano spazio a quelli standard da 3,5mm per microfoni esterni e cuffie e troviamo poi un connettore USB-C per la connessione al computer. Tale connettore può essere sfruttato anche per la ricarica della batteria, tramite un semplice caricatore da telefonino o un powerbank. Non solo, è possibile anche alimentare la fotocamera quando accesa,ad esempio durante la registrazione video. Non mancano le connessioni wireless per sfruttare l'app Fotos per il controllo remoto e scatto in tethering: Leica SL 2 offre Wi-Fi 2,4 GHz e 5 GHz e Bluetooth Low Energy 4.2.

L'otturatore meccanico può lavorare fino a 1/8000s e quello elettronico fino a 1/40.000s. Il nuovo processore Maestro III sfoggia ottime performance unito al buffer da 4GB permette di arrivare a raffiche fino a 20 fps in modalità Continuous Super Speed, con otturatore elettronico e fuoco, esposizione e bilanciamento del bianco fissati sulla prima esposizione. La modalità simile con otturatore meccanico arriva fino a 10 fps, mentre per avere AF-C, AE e WB è necessario scendere a 6 fotogrammi al secondo, che considerati i 47,3 megapixel sono comunque un valore molto interessante. La sensibilità si può muovere tra 100 e 50.000 ISO, altro dato interessante, visto che è pari a quella del primo modello, ma praticamente con il doppio dei pixel.

Leica SL 2 non si limita a essere una fotocamera dalle ottime prestazioni, punta anche a essere una cinepresa cinematografica. Il comparto video è di rilievo. Innanzitutto è possibile utilizzare un'interfaccia ottimizzata che riporta, ne caso di utilizzo delle ottiche cinema, il dato T al posto di F e l'angolo di otturazione al posto dei tempi, per l'inserimento più facile nel workflow delle produzioni tradizionali. Inoltre la fotocamera registra filmati 4K, sia in formato UHD (3840x2160 pixel) sia DCI C4K (4096x2160 pixel), a 60 p sfruttando tutta la superficie del sensore, senza crop al formato Super35. In questo modo le ottiche vengono sfruttate a pieno, anche i grandangoli più spinti. Non solo, scendendo a 30p/25p/24p è possibile registrare anche in formato 5K. Limitando la risoluzione al Full HD il frame rate può invece salire a 180 fps. La macchina registra internamente a 8/10 bit ed esternamente a 10 bit, con la possibilità di utilizzare le curve HLG e L-Log Rec. 2020.

Leica SL 2: un piacere scattare

Come va la nuova Leica SL 2? Molto bene. Rispetto al primo modello, apparso 'legnoso' alla sua prima uscita in anteprima, in questo caso i sample offerti ai giornalisti per la prova sotto embargo hanno dimostrato di essere molto più fluidi e veloci a livello operativo. La velocità operativa è sicuramente uno dei punti di forza del nuovo modello, assieme al rinnovato comparto autofocus, che si allinea subito alla concorrenza con algoritmi in grado di riconoscere forme, corpi, volti e occhi. Nelle primissime prove ha dimostrato di essere performante il nuovo sistema AF a contrasto, basato su mappe di profondità, anche se ha fatto segnare anche qualche errore. Rispetto alla concorrenza non mostra nel mirino l'aggancio all'occhio (sebbene lo effettui) con un quadratino dedicato: la funzione è comoda e permette al fotografo di capire subito se il sistema è attivo, magari sarà modificato in un aggiornamento firwmare. L'aufocus lavora su 225 zone.


La presenza del focus peaking tra gli aiuti alla messa a fuoco e il mirino ad alta qualità permettono di utilizzare anche ottiche del sistema M a messa a fuoco manuale in modo ottimale e soprattutto molto semplice. Qui sopra uno scatto con il Noctilux 50mm F0.95.

JPEG
JPEG

RAW
RAW

I file RAW, come da tradizione Leica, sono molto ricchi e malleabili, con margini di recupero molto ampi, come potere vedere dallo scatto qui sopra, difficilmente recuperabile dal JPEG, ma che nel formato RAW offre la possibilità di schiarire e aprire le ombre in fase di sviluppo del DNG.

Il primo contatto con la macchina è stato sicuramente molto convicente non vediamo l'ora di poterla mettere più profondamente alla prova per saggiarne le capacità in tutte le situazioni.

La Leica SL2 sarà disponibile a partire dal 21 novembre 2019, ad un prezzo consigliato al dettaglio di 6.100 Euro, solo 105 € in più rispetto al primo modello, di cui è un'evoluzione molto sostanziosa. Sarà molto interessante vedere come si animerà il mercato dell'usato della prima SL, che grazie ai continui aggiornamenti firmware, a distanza di quattro anni dal lancio è tutt'ora una fotocamera molto interessante.

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Commenti (3)

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Commento # 1 di: lucas72 pubblicato il 07 Novembre 2019, 20:00
Stupenda!
Commento # 2 di: aleardo pubblicato il 08 Novembre 2019, 14:08
Nello scatto comparativo JPEG - RAW resta da vedere se sia miracoloso il recupero dal formato RAW o piuttosto pessima l'elaborazione del JPEG in camera. Non mi sembra infatti che ci fosse un'illuminazione così critica da giustificare un JPEG così fortemente sottoesposto. La mia ipotesi pertanto è che in realtà la foto sia stata sottoesposta volontariamente per poi evidenziare in modo articioso il recupero delle ombre dal formato RAW.
Commento # 3 di: umanoz pubblicato il 11 Novembre 2019, 16:33
Ovviamente non è per tutti i professionisti della fotografia, ma considerato che gran parte di una foto a livello tecnico, e buona parte estetico, è fatta dalla lente, direi che questa è la migliore camera per chi fa street e fotografia documentaria e anche eventi e vuole il classico look leitz che ha fatto la storia. Le lenti leitz si possono montare anche sulla sony o altre mirrorless ma sicuramente il risultato non è lo stesso.
Personalmente non tollero l'EVF e per lavoro CO1 è il nostro standard, altrimenti una prova l'avrei fatta. Per mia personalissima opinione Nikon D850 più Zeiss otus sono il sistema da battere