Sigma 50mm Art vs. obiettivi 'vintage'

Sigma 50mm Art vs. obiettivi 'vintage'

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Uno strano confronto, dall'esito scontato, mette in competizione una delle più apprezzate e "chirurgiche" ottiche moderne con obiettivi progettati negli anni '60 e '70. Quanto si sono evolute le ottiche negli ultimi 50 anni? ”

Conclusioni

Questo piccolo confronto, dall'esito scontato, ha messo in evidenza l'evoluzione progettuale delle ottiche moderne.
Fino a non molti anni or sono, le ottiche erano infatti costruite con un numero minimo di elementi, e i costruttori che puntavano al massimo della qualità si rivolgevano unicamente a vetri o geometrie speciali (fluorite, superfici asferiche…) per contenere le aberrazioni. In questo modo non era facile correggere alcuni difetti come la caduta di nitidezza ai bordi. Quando venivano usati schemi ottici validi, meccanismi precisi e vetri di buona qualità, però, questo approccio garantiva, oltre alla compattezza, una nitidezza (almeno al centro del fotogramma) inarrivabile anche per alcuni moderni obiettivi economici.


Due immagini riprese nel corso della prova con il Sigma montato su Sony A7 Mark III. Non solo precisione e pulizia: anche il Sigma può avere un'anima "rock".

Con l'evolversi della tecnologia, e in particolare dei trattamenti antiriflesso, è diventato possibile (e conveniente) ridurre le aberrazioni senza penalizzare il contrasto ricorrendo a schemi ottici più complessi. Proprio Sigma è stata pioniera in questo, mostrano a tutti, con il suo 50mm Art, come sia possibile produrre un obiettivo otticamente pressoché perfetto a costi interessanti. La grande differenza tra un moderno obiettivo di alta qualità e obiettivi più datati risiede proprio nella capacità dei primi di garantire performance "stellari" a ogni diaframma di lavoro e in ogni punto del fotogramma.

Qualcuno potrebbe lamentare, in questi obiettivi, una certa mancanza di "personalità". Personalità data proprio da alcuni difetti capaci di rendere le immagini prodotte da alcune lenti immediatamente riconoscibili – in alcuni casi quasi iconiche. È comunque fuor di dubbio che un comportamento costantemente eccellente rappresenti un vantaggio per il fotografo, soprattutto nei casi in cui questo tenda a lavorare prevalentemente con diaframmi molto aperti.

Un altro dato interessante che emerge da questo confronto è una sorta di ottimizzazione delle ottiche moderne proprio per i numeri "f" inferiori. Il Sigma da il meglio di sé tra f/2 e f/8 e ha il suo sweet spot a f/4, mentre gli obiettivi vintage si esprimono al meglio a diaframmi più chiusi, e hanno entrambi il loro sweet spot a f/8. La vecchia regola dell'f/8, nota a molti fotografi di lungo corso, ha ormai smesso di essere vera.


Commenti (27)

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Commento # 1 di: Lanfi pubblicato il 11 Gennaio 2019, 17:42
Lodevole l'iniziativa di cominciare ad esplorare il vasto mondo delle ottiche vintage, spero che replicherete anche per diverse focali....vedrei bene una puntata sui grandangoli (diciamo attorno ai 30 mm) e una sui tele da ritratto (tipicamente sugli 80 mm).

Detto ciò mi permetto un paio di appunti:
- a pag 4, la foto a f2 fatta con l'helios dell'elettronica della macchina fotografica....siete sicuri che non abbia qualcosa che non va? A me sembra quasi sfocata, o mossa, piuttosto che "morbida".
- sempre nella stessa pagina, poco dopo, nella didascalia che commenta il comportamento del helios in confronto al sigma parlate di apertrua f1.4, impossibile per quell'obiettivo. Sicuramente un refuso.

Si impone poi una considerazione. Per come la vedo io oggi è bello, soprattutto per chi possiede una mirrorless, "riciclare" queste vecchie lenti che, grazie ai loro difetti, spesso godono di una marcata personalità.
Attenzione però a non farne una mania...in certi casi i prezzi di acquisto sono diventati spropositati. Ora, finché si tratta di togliersi uno sfizio per scattare alcune foto particolari sfruttando il focus peaking va bene...ma pagarle quanto o più di un equivalente moderno dotato di autofocus e globalmente più prestazionale non ha proprio senso. Quantomeno nella logica fotografica, se invece si ragiona da collezionisti le stesse cifre possono diventare accettabili.
Commento # 2 di: demon77 pubblicato il 11 Gennaio 2019, 17:47
Originariamente inviato da: Lanfi
Detto ciò mi permetto un paio di appunti:
- a pag 4, la foto a f2 fatta con l'helios dell'elettronica della macchina fotografica....siete sicuri che non abbia qualcosa che non va? A me sembra quasi sfocata, o mossa, piuttosto che "morbida".


quoto.
quella foto è pessima.. possibile che sia così scarso?
Commento # 3 di: Notturnia pubblicato il 11 Gennaio 2019, 18:10
quello zenit li lo ho a casa :-D
Commento # 4 di: tommy781 pubblicato il 11 Gennaio 2019, 18:43
Il confronto avrebbe senso tra ottiche paragonabili. Provate lo zuiko 50mm 1.4 ad esempio poi ne riparliamo e lo si trova sotto i 100 euro compreso anello adattatore.
Commento # 5 di: Saragot pubblicato il 11 Gennaio 2019, 20:54
Bellissiomo articolo, bravi!
Commento # 6 di: a.debernardi pubblicato il 12 Gennaio 2019, 09:13
Originariamente inviato da: Lanfi
...Detto ciò mi permetto un paio di appunti:
- a pag 4, la foto a f2 fatta con l'helios dell'elettronica della macchina fotografica....siete sicuri che non abbia qualcosa che non va? A me sembra quasi sfocata, o mossa, piuttosto che "morbida".
- sempre nella stessa pagina, poco dopo, nella didascalia che commenta il comportamento del helios in confronto al sigma parlate di apertrua f1.4, impossibile per quell'obiettivo. Sicuramente un refuso.


Grazie, refuso corretto.
Per quanto riguarda la resa dell'Helios, è proprio così. Non può essere né un errore di messa a fuoco (non modificata al variare del diaframma) né di mosso, essendo le foto sempre scattate su un cavalletto solido. La ragione è che, nel nostro still life, i particolari estratti non sono esattamente al centro del fotogramma, per cui quello che vedi è quella sorta di "astigamtismo circolare" tipico di questa lente. I target di risoluzione vengono invece fotografati con parte da misurare al centro, per cui l'effetto non si nota.
Commento # 7 di: aleardo pubblicato il 12 Gennaio 2019, 10:35
Visto che sono stati citati nell'articolo, ricordo che per gli obiettivi Helios con baionetta Pentax veniva prodotta una reflex, la Zenit Automat, provvista del solo automatismo a priorità di diaframmi, allora di moda. Per inciso, sempre in Unione Sovietica, si produceva anche una Reflex con innesto Nikon (la Kiev 19, con esposizione manuale) e le relative ottiche.
Commento # 8 di: Debian-LoriX pubblicato il 12 Gennaio 2019, 11:02
Originariamente inviato da: tommy781
Provate lo zuiko 50mm 1.4 ad esempio poi ne riparliamo e lo si trova sotto i 100 euro compreso anello adattatore.


eh, come non darti ragione...ormai viviamo in un mondo sempre più "pompato", dove sembra che ti manchi l'aria senza l'ultimo Iphone, Huawei o Samsung, altro che la tanto agognata decrescita felice


Io ho una vecchia reflex digitale Nikon, obiettivi F-mount, ed essendo io tutt'altro che ricco non ho mai potuto permettermi lenti PRO (es. Nikkor AF-S 14-24mm f/2.8G oppure Nikkor AF-S 70-200mm f/2.8G), ho dovuto ripiegare su lenti usate e poco di più...
Commento # 9 di: the_joe pubblicato il 12 Gennaio 2019, 16:13
Originariamente inviato da: tommy781
Il confronto avrebbe senso tra ottiche paragonabili. Provate lo zuiko 50mm 1.4 ad esempio poi ne riparliamo e lo si trova sotto i 100 euro compreso anello adattatore.


Cosa ti aspetteresti?

Il Sigma 50 f1.4 ART è forse il miglior 50 in commercio oggi quindi la lotta sarebbe comunque impari.

D'altra parte come detto anche nell'articolo la maggiore qualità delle ottiche odierne è che sono progettate per dare il meglio già a tutta apertura, naturalmente non ribaltano le leggi fisiche per cui uno o due stop più chiusi sono ancora meglio, ma già a TA hanno prestazioni che le vecchie ottiche si sognano.

Per non parlare dei trattamenti antiriflesso.
Commento # 10 di: pipperon pubblicato il 13 Gennaio 2019, 10:02
Chi ha ideato questo test non ha le idee molto chiare.
La prox testo una classe E o un jag odierni con una panda 30 d'epoca.

Il sigma odierno e' un'ottica di fascia alta che vuole essere al top e confrontabile solo con gli zeiss e il pentax-tokina a cui dovrebbe tendere.
In pratica il massimo mai costruito.
Inoltre e' costruito in maniera specifica per tutti i problemi che ha un sensore (sconosciuti alla pellicola)

Il povero zenit che conosco molto bene perche usato su una 122. Le vecchie versioni con attacco a vite erano tremende. Diciamo che erano molto economiche.
I vetri erano buoni ma il trattamenteo antiriflessi non consentiva una trasmissione decente.
Bisogna dire che il mio 50mm pentax f2 degli anni 80 all'epoca costava 50.000 ma l'helios costava 20 in negozio ma sui mercatini del meridione si scambiava sulle 10-15, con 100 sacci portavate via anche la 122.
Il confronto con il pentax era immorale (ricordiamo che gli SMC nascono dalla collaborazione con zeiss?)

Il minolta ricordo di averlo usato sulle X e non mi aveva impressionato, cosa che aveva invece fatto uno zeiss montato su una leica (che e' ancora una minolta X, ma e' un'altra storia). Comunque di prezzo il minoltino non era certo molto costoso.

Quindi questo confronto non ha molto senso: e' ovvio che un'ottica zoom odierna di canon da 70E venduta a 500E per via del costo dello stabilizzatore (e dell'hype del fanboy di 15 anni) venga massacrata dai peggiori dell'epoca,
Non e' un segreto, spero.
Un'ottica decorosa dell'epoca, ma di fascia bassa, come il minolta sicuramente puo' battere o essere vicini a ottiche simili come i 50mm odierni di canon, sempre che non si pretenda di sperare che sul digitale ci sia vantaggio (ricordate i buchi e le microlenti, vero?).
Ma questo confronto e' assurdo.
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