Fujifilm X-T3: nuovo sensore, nuove prestazioni

Fujifilm X-T3: nuovo sensore, nuove prestazioni

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Fujifilm fa debuttare sulla X-T3 il nuovo sensore X-Trans di IV generazione, con risultati eccellenti: mai così nitida ed efficace nella messa a fuoco sul campo. Tanto da "infastidire" l'ammiraglia X-H1.”

Ergonomia ed efficacia, continua

La raffica è un altro aspetto in cui la X-T3 migliora sostanzialmente non solo il modello precedente, ma anche la X-H1, che teoricamente appartiene a una categoria superiore. Abbiamo già detto, nella pagina Prestazioni, degli 11 fps sempre garantiti, dei 20 fps con otturatore elettronico e della modalità crop da 30 fps, che grossomodo possono essere mantenuti tutti tra i 30 e i 35 scatti consecutivi in formato RAW.

La capacità di "cogliere l'attimo" non è assolutamente in discussione ma, al crescere della cadenza di scatto, la dimensione del buffer si fa più critica: 30 fotogrammi @ 30 fps significa riempire il buffer in 1 secondo…


Nonostante questa criticità, abbiamo trovato la X-T3 perfettamente adeguata a qualsiasi necessità (almeno) amatoriale. La D500, con i suoi 200 RAW consecutivi, rimane a debita distanza, ma alcune immagini in questa pagina testimoniano come il buffer sia sufficientemente ampio da catturare azioni anche non istantanee al ritmo di 20 scatti al secondo, il che non è certo cosa da poco.

Se 20 fps ancora non bastano, entra in gioco la modalità ritaglio (Modalità ricerca sport nel menu italiano, strana traduzione dall'inglese Sport Finder Mode). In questa modalità, la macchina continua a mostrare l'intero fotogramma, con al suo interno il riquadro di ritaglio. In questo modo, si ha un piccolo vantaggio in termini di composizione, dato che si vede più di quanto verrà registrato, ed è quindi possibile anticipare un poco l'azione. Di contro, bisogna abituarsi a basarsi sul riquadro, cosa che in tempo di display EVF abbiamo un po' tutti perso l'abitudine a fare. A titolo personale, abbiamo preferito rimanere perlopiù sui 20 fps a piena risoluzione, anche perché 30 fps sono superflui in quasi ogni contesto.


L'effetto rolling-shutter, che si verifica in caso di utilizzo dell'otturatore elettronico con sensori CMOS, può giocare un ruolo anche nella fotografia sportiva. In questo esempio, l'azione si è sviluppata in modo imprevisto dal fotografo e il fotogramma centrale (come tutti i fotogrammi intermedi della raffica) mostra la classica distorsione provocata dal rapido movimento della fotocamera.

Continuiamo ad avere alcune riserve, già espresse anche nelle recensioni di X-T2 e X-H1, sull'efficacia operativa di questo modello in contesti dinamici, a causa di alcune scelte stilistico/ergonomiche: joystick e pulsanti di dimensioni ridotte, difficili da azionare in situazioni concitate anche a causa della loro disposizione, che obbliga a muovere molto il pollice; pulsanti tra cui, peraltro, manca l'AF-On, che in contesti sportivi è certo più utile dell'AF-Lock.

Anche in questo caso, inoltre, i pulsanti che sul corpo macchina sono disposti orizzontalmente, mentre sul Vertical Grip (più che consigliato) sono disposti verticalmente, il che è piuttosto inspiegabile. La scarsa propensione allo sport non è una novità per la Serie X, nata certamente per altri generi fotografici ma, all'aumentare delle performance complessive, questi limiti si fanno più evidenti e penalizzanti.



Sopra: immagine originale (f/4.5, 1/500s, 2000ISO). Sotto: crop al 100%. Sullo sfondo, nelle zone più in ombra, il rumore emerge inevitabilmente, ma la capacità della X-T3 di preservare la texture della palla in uno scatto indoor a 2000 ISO non è cosa da poco.

A fronte di una fotocamera che può ormai competere con le reflex semi-pro, sarebbe forse opportuno effettuare un coraggioso restyling dei comandi, anche a costo di allontanarsi dallo stile che ha finora contraddistinto questa linea di prodotti. In alternativa, Fujifilm potrebbe decidere di aggiornare precocemente la X-H1, mantenendo la famiglia X-H come unica opzione per i "pro".

Il mirino è quello della X-H1, e valgono quindi analoghe considerazioni: risoluzione allo stato dell'arte e tempo di commutazione ridotto rispetto alla X-T2 – piccolo ma fondamentale "dettaglio" per avvicinare i mirini EVF ai mirini ottici. Rimane il problema della visione Live disponibile solo a ridotta cadenza di scatto, dopo di che si passa alla visualizzazione dell'ultimo fotogramma memorizzato; arrivati a 20 fps, però, anche quest'ultimo modo operativo non risulta realmente penalizzante. Per tutto questo, reputiamo il mirino della X-T3 un piccolo, ulteriore miglioramento rispetto al già ottimo mirino della X-T2.


Caratteri standard - versione con caratteri grandi al passaggio del mouse.

Mutuata dalla X-H1 anche la funzione anti-flickering, una funzione più che benvenuta implementata, però, in modo non ottimale: sulla X-T3, abilitare la funzione anti-flicker significa escludere l'otturatore elettronico e veder scendere la cadenza di scatto da 11 fps a una media di 8-9 fps, ma con comportamento molto altalenante. Speravamo che la maggior potenza di calcolo della X-T3 riducesse il problema, e in effetti in parte lo ha fatto, ma non abbastanza.

Chiudiamo con una piccola ma simpatica novità a livello di interfaccia, che ora prevede l'ingrandimento dei caratteri a schermo. È possibile scegliere se ingrandire le informazioni all'interno del mirino e/o sul display LCD, separatamente, ed è possibile scegliere cosa ingrandire tra 4 gruppi di informazioni: parametri di scatto (orizzontali), scala esposimetrica, gruppo di icone di destra e di sinistra.    

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