Luminar 2018, nuovo sfidante per Lightroom

Luminar 2018, nuovo sfidante per Lightroom

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Con la ver. 2018, Luminar tenta il salto di qualità: da software 1-click a rivale di Lightroom. La sua migliore qualità è un'interfaccia innovativa e flessibile, in attesa del browser immagini. Prima di impensierire Adobe, però, c'è ancora molto da fare. ”

Efficacia degli strumenti

Sugli strumenti di correzione tonale non occorre spendere molte parole: sono completi ed efficaci. Uniti agli altrettanto completi controlli per bilanciamento del bianco e saturazione, formano una solida base di partenza per lo sviluppo del RAW.


Fig. 11.

Abbiamo apprezzato anche i controlli di Sharpening, a cui volendo essere pignoli può essere imputato solo di non esprimere il raggio in pixel ma in una generica scala da 0 a 100, il che rende più difficile capire il valore da utilizzare in base alla risoluzione del sensore.


Fig. 12.

In compenso, Luminar offre altri, potenti controlli per il controllo del dettaglio, tra cui appunto il filtro Details, che consente di lavorare separatamente su dettagli fini, medi e grossolani, offrendo opzioni di mascheratura automatica. Per chi li ha usati e li ricorda, si tratta di qualcosa di molto simile a quanto offerto da Color Efex Pro, ex Nik Software (ora Google); come i cugini, anche gli strumenti di Luminar sono particolarmente efficaci per interventi sui JPEG, area in cui i RAW converter tradizionali lasciano tipicamente un po' a desiderare.

Il controllo sul dettaglio, con particolare riferimento al ritratto, è ulteriormente ampliato dal filtro Structure, che consente di estrarre maggiormente la texture di fondo o, al contrario, di nasconderla, per uniformare alcune aree ottenendo un effetto più morbido.   


Fig. 13.

Non siamo invece rimasti soddisfatti dagli strumenti di de-noise, la cui efficacia è a nostro avviso discutibile. Il controllo di rimozione rumore sul canale luminanza, in particolare, ha un effetto drastico anche a livelli minimi, e porta (troppo) rapidamente a una consistente riduzione di dettaglio, soprattutto qualora si lavori su immagine "critiche" riprese ad alti ISO (vedi fig. 13).

Volendo tirare delle prime somme su ciò che, a nostro avviso, rappresenta la base essenziale dello sviluppo RAW, vale a dire controlli tonali, dettaglio e rumore, possiamo dunque dire sui primi c'è un sostanziale pareggio tra Luminar e la piattaforma Camera RAW / Lightroom; in fatto di dettagli, è Luminar a uscirne vincitore (soprattutto per chi lavora sui JPEG) mentre, per quanto riguarda il rumore, è Adobe ad avere la meglio.



Fig. 14 e 15.

Perlopiù positivo il giudizio su tutti gli altri filtri offerti da Luminar, che in linea di massima hanno un benefico e marcato effetto sull'immagine, pur risultando sempre intuitivi e di immediato utilizzo. In queste pagine, per ragioni di spazio, ci limitiamo a mostrare un paio di esempi dati dal filtro di neutralizzazione del bianco e dal filtro "Bloody Mary", che restituisce un effetto colore parziale – non è facile ottenere un preset generico valido per diverse immagini nel caso di un effetto di questo tipo, quindi onore al merito per Luminar.


Lo strumento Correzione obiettivo non solo è poco pratico perché completamente manuale, ma in alcune circostanze porta a dei vistosi artefatti.

Esiste però, purtroppo, un'importante eccezione, data dagli strumenti di correzione obiettivo (vignettatura, distorsioni, aberrazione cromatica) e trasformazione. Tanto positivo è il giudizio sugli altri filtri quanto negativo è il giudizio su questi ultimi, di fatto ai limiti dell'usabilità. Il motivo? Presto detto: questi strumenti non utilizzano profili per gli obiettivi e sono completamente manuali. Risulta molto difficile individuare la corretta soglia di correzione per distorsione a barilotto o cuscinetto senza nemmeno poter contare su una griglia di riferimento… Per quanto riguarda questi strumenti, il divario con la piattaforma Adobe è abissale.

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