Phase One iXU 180: modulo per droni da 80 megapixel

Phase One iXU 180: modulo per droni da 80 megapixel

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Non vi bastano i megapixel della fotocamera del vostro drone? Con il modulo Phase One iXU 180 potete arrivare fino a 80 megapixel con tutta la potenza di una fotocamera medio formato. In grado di montare ottiche Schneider-Kreuznach con otturatore centrale il modulo troverà applicazioni anche in ambito industriale”

Foto aeree da 80 megapixel? È questo quello che è possibile grazie al modulo medio formato dedicata ai droni presentato da Phase One Industrial, costola del popolare produttore di fotocamere e dorsi medio formato. L'ultima aggiunta alla gamma è modulo Phase One iXU 180, caratterizzato da un sensore CCD medio formato da 53.7x40.4 mm (pixel size 5.2 micron) da 80 megapixel con risoluzione 10,328x7,760 pixel. Studiato per poter essere trasportato da droni ferma la bilancia a 950 grammi senza ottiche e arriva a poco più di 1,4kg con l'obiettivo 80mm montato. Utilizza ottiche Schneider-Kreuznac con otturatore centrale per scattare fino a 1/1600s: le focali disponibili al momento sono 28mm, 55mm, 80mm, 110mm, 150mm e 240mm.

Il sensore può scattare con sensibilità comprese tra 35 e 800 ISO e la raffica è di circa 1,6 secondi tra uno scatto e l'altro. Il modulo è dotato di connessione USB 3.0 e della possibilità di connettere un modulo GPS per aggiungere le coordinate geografiche. È disegnato in modo da potersi integrare coi i più diffusi sistemi di montaggio, anche in ambito industriale, settore in cui può giocare al meglio le sue carte oltre a quello delle fotografie aeree. Sorveglianza, ispezione remota di infrastrutture e apparecchi (linee elettriche, turbine eoliche, condutture per gas o petrolio), monitoraggio di aree disastrate, aree agricole e forestali, modellazione 3D (anche costruendo sistemi multicamera): sono molti gli ambiti in cui Phase One Industrial vede uno sbocco per il suoi moduli, messi a disposizione anche con sensore da 60 e 50 megapixel.

La versione da 50 megapixel iXU 150 (presentata l'anno scorso) utilizza un sensore CMOS e può spingersi fino a 6400 ISO di sensibilità. Le immagini vengono salvate in formato RAW, TIFF o JPEG sulla scheda Compact Flash che può essere ospitata a bordo. Il nuovo modulo dovrebbe arrivare sul mercato verso metà aprile, ma al momento non sono state rilasciate informazioni sul prezzo, ma iXU 150 si posizionava sui $40.000 dollari.


Commenti (4)

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Commento # 1 di: themac pubblicato il 31 Marzo 2015, 16:23
Se ti cade il drone, per quanti mesi piangi ?

TheMac
Commento # 2 di: demon77 pubblicato il 31 Marzo 2015, 16:32
Originariamente inviato da: themac
Se ti cade il drone, per quanti mesi piangi ?

TheMac


Piuttosto gli lanci sotto il figlio di tre mesi per attutire il colpo!


Scherzi a parte.. mi sfugge un po' il senso di questo sistema.. a chi può servire una medio formato per usi "da drone"??
Nel senso.. che ha veramente bisogno di una resa da ben 80 mpx.. tale da spendere lo schiaffo di soldi che costa questo sistema.

Perchè se vuoi fare un lavoro ben fatto, anche sul piano della restituzione del dettaglio tecnico già con una "misera" FF mi pare che ci si stia ben larghi.

Avrei capito di più questa fotocamera per svolgere il lavoro delle strisciate aeree per la restituzione su servizi tipo google maps. Ma è una cosa che si fa da un aereo, non da un drone.
Commento # 3 di: Simonex84 pubblicato il 31 Marzo 2015, 16:34
Andrà a ruba tra gli aspiranti terroristi per studiare il territorio in modo dettagliato
Commento # 4 di: AleLinuxBSD pubblicato il 31 Marzo 2015, 18:46
Mah, mi sfugge la reale utilità di una simile soluzione, per diversi motivi:
- un sensore medio formato, disponendo, a parità di condizioni, di minore dof risulta in svantaggio nelle riprese, costringendo ad alzare gli ISO
- i sensore CCD hanno prestazioni nettamente inferiori rispetto ai CMOS proprio negli alti ISO
- qualsiasi sistema di stabilizzazione che è possibile agganciare ad un drone comunque non è in grado di eliminare completamente un minimo movimento che andrà a dovere essere compensato alzando i tempi di scatto
- l'autonomia dei droni è limitata e le condizioni di carico gestibile variano pure in funzione dell'intensità del vento, quindi la possibilità di eventuali cadute non è poi così tanto remota da non essere presa in considerazione

Ai fini sia di una mappatura territoriale che industriale esistono altre soluzioni, più economiche, capaci di svolgere questi compiti bene.

Mi sembra più che altro un'esercizio di stile più che qualcosa di realmente appetibile per realtà private (pure grandi).