Nel weekend l'Ansel Adams Publishing Rights Trust ha pubblicato un comunicato su Instagram che condanna la Danziger Gallery di New York per aver esposto e messo in vendita una versione generata dall'intelligenza artificiale di "Moonrise, Hernandez, New Mexico". L'opera è stata presentata lo scorso aprile a The Photography Show, la fiera che l'Association of International Photography Art Dealers (AIPAD) organizza al Park Avenue Armory di Manhattan, e si inserisce nei casi recenti in cui opere di artisti identificabili vengono rielaborate da modelli generativi per finalità dichiaratamente commerciali.
Il pezzo è ancora visibile sul sito della Danziger Gallery. L'etichetta lo identifica come "A.I. GENERATED, From the prompt: Make a realistic color version of Ansel Adams' iconic 'Moonrise Over Hernandez'" e indica la stampa eseguita dal master printer Esteban Mauchi. Il prezzo in fiera era di 10.000 dollari, secondo le testimonianze raccolte dalla comunità fotografica presente all'evento. Il modello di intelligenza artificiale utilizzato non è stato divulgato; le iterazioni di generazione e ritocco si sono concluse il 26 aprile, ultimo giorno della rassegna.
La posizione del Trust
Il Trust dichiara di non essere stato consultato né preavvisato. Una volta venuto a conoscenza dell'esposizione, ha contattato direttamente James Danziger chiedendo la rimozione dell'opera. La richiesta non è stata accolta. Secondo la corrispondenza condivisa con il Trust, Danziger avrebbe poi usato il nome di Adams, "Moonrise" e la presentazione AIPAD per promuovere un progetto commerciale di colorizzazione AI esteso ad altri patrimoni artistici. È questo passaggio a inasprire il tono del comunicato, che parla di "grave mancanza di giudizio etico e professionale".

Il punto centrale, ribadito esplicitamente dal Trust, è che la contestazione non riguarda l'intelligenza artificiale in quanto tale. Adams "fu straordinariamente lungimirante e affascinato dal potenziale dei computer di trasformare la fotografia", ricorda il comunicato. La questione è il diritto morale: nessuno dovrebbe sfruttare nome, reputazione e lavoro di un altro artista per fini commerciali privati senza consenso esplicito.
Una fattispecie diversa dal training set
Vale la pena osservare che questo caso non rientra nella consueta disputa sull'uso di opere protette per l'addestramento dei modelli, poiché non fa parte di quei casi di "zona grigia" dove vi sono dataset di milioni di immagini raccolte indiscriminatamente dal web. Al contrario, la vicenda vede un singolo artista nominato esplicitamente in un prompt, una singola fotografia identificabile trasformata in output, e una vendita a 10.000 dollari in una fiera istituzionale. Quanto accaduto ricalca uno schema già osservato in ambito musicale, dove le major hanno chiesto la rimozione di brani che imitano artisti specifici sfruttandone identità e notorietà.
La difficoltà giuridica rimane però ancora aperta: negli Stati Uniti il discrimine è la dottrina del fair use, e in particolare il carattere "trasformativo" dell'opera derivata. Alcuni osservatori sostengono che l'immagine della Danziger, sovrapposta digitalmente all'originale, mostra vegetazione e dettagli architettonici diversi: sarebbe quindi una nuova costruzione AI ispirata all'opera di Adams più che una sua colorizzazione letterale. È una linea difensiva possibile, indebolita però dal fatto che il prompt nomina esplicitamente l'artista e l'opera, e che il marketing si è appoggiato in modo esplicito alla fama di entrambi.
Danziger Gallery non ha al momento risposto pubblicamente al comunicato. Il pezzo resta in vendita sul sito della galleria, mentre il Trust non ha annunciato azioni legali e si è limitato al richiamo pubblico al diritto morale dell'artista: "Nessuno dovrebbe sfruttare il nome, la reputazione e il lavoro di un'altra persona per scopi commerciali privati senza consenso e trasparenza".

