Sony A7 III, "utilitaria" dalle prestazioni eccellenti

Sony A7 III, "utilitaria" dalle prestazioni eccellenti

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Sony svela la A7 Mark III, che prosegue la transizione verso il professionale iniziata con la A9 e proseguita con la A7R III. Ora la gamma è completa e coerente, con tre modelli legati da un preciso "leitmotiv": prestazioni insospettabili! Abbiamo avuto modo di provarla in anteprima, ecco le nostre impressioni. ”

Introduzione

Sony ha svelato ufficialmente la A7 III, terza generazione della mirrorless Full Frame che ha cambiato le regole del gioco. Un modello importante, per Sony e l'intero mercato, perché segna un punto di svolta: con la A7R Mark III, infatti, il colosso nipponico ha completato – almeno per quanto la fotografia – la recente transizione verso il segmento Pro, iniziata con il rilascio della A9 e proseguito con la A7R III.


La A7 III si inserisce in questo scenario, offrendo agli utenti un versatile corpo macchina per utilizzo generico, dal prezzo interessante ma funzionalmente equivalente a quello dell'ammiraglia A9 o della "big megapixel" A7R III. Confessiamo di essere stati un po' sorpresi nel sentire la stessa Sony definire la A7 III un prodotto "base" ma, dopo aver provato l'intero terzetto, non solo possiamo condividere una simile definizione – arriviamo a considerare proprio l'insieme di questi tre modelli la maggiore forza di Sony in questo momento.

Forza che, per inciso, le consente ormai di rivaleggiare ad armi pari con Canon in termini di vendita di fotocamere Full Frame (reflex o mirrorless che siano). Quando è nata, nel dicembre 2013, crediamo nessuno si sarebbe immaginato simili sviluppi in un arco temporale di soli circa 4 anni.
Certo che con la capostipite del 2013, o con la Mark II rilasciata un anno dopo, la A7 Mark III ha ben poco in comune. Una di queste è la risoluzione del sensore 24,2 Mpixel, dato comune anche alla A9. Si tratta della scelta più ovvia per una fotocamera che vuole indirizzarsi a un vasto pubblico.

Come anticipato dalla relativa news, si tratta di un sensore inedito – retroilluminato, e anche per questo veloce e perfettamente a suo agio in basse luci (la gamma ISO nativa va da 100 a 51.200, con possibilità di estensione di un EV verso il basso e di 2 EV verso l'alto), è accreditato della stessa gamma dinamica della A7R III, vale a dire ben 15 stop.

L'elettronica vede l'introduzione, anche su questo prodotto, del front-end a larga scala di integrazione capace di velocizzare il readout e, come per altri prodotti recenti, si nota eccome: ben 10 fps, con una profondità della raffica che parte da 40 scatti (RAW non compresso), per arrivare a 177 quando si registra in formato JPEG standard.

La nuova elettronica porta in dote anche un affinamento della riproduzione dell'incarnato (è possibile vedere in queste pagine cosa questo significhi esattamente), e il nuovo stabilizzatore a 5 assi accreditato di 5 stop che ha debuttato sulla A9.

Il sistema autofocus è sostanzialmente identico a quello della A9, il che significa 693 punti a rilevazione di fase e copertura del 93% del fotogramma, ma anche migliorata reattività del sistema in basse luci, migliore capacità di inseguimento dei soggetti (anche in questo caso con particolare riferimento alle condizioni di luce difficili), e face/eye tracking in modalità AF-C.  

Anche la A7 III può scattare in assoluto silenzio, ed è dotata della funzione anti-flicker per la sincronizzazione della raffica con il picco di luce ambientale in caso di scatto continuo in luce artificiale. 

Per nulla trascurato, come da tradizione, il reparto video, ovviamente 4K (con read-out 6K), che può contare su recenti innovazioni di cui nemmeno la A9 era ancora dotata, come S-Log 2/3 e Hybrid Log Gamma, per una ripresa 4K HDR "nativa" senza necessità di post-produzione. Lo slow motion Full HD arriva a 120 fps.   

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