Canon EOS M: la mirrorless di Canon

Canon EOS M: la mirrorless di Canon

di Roberto Colombo , pubblicato il 23 Luglio 2012

“Canon EOS M rappresenta la discesa in campo di Canon nel segmento delle mirrorless: il colosso giapponese ha atteso di avere la tecnologia per integrare l'autofocus a rilevazione di fase sul sensore prima di debuttare tra le compatte a ottica intercambiabile. Sensore APS-C da 18 megapixel, processore DIGIC 5 e display touchscreen sono il suo biglietto da visita.”

Canon EOS M

Canon EOS M. È la mossa che tutti si aspettavano, ma che Canon ha sempre negato di voler fare, riservando parole di fuoco nei confronti dei concorrenti. Anche Canon si getta nella mischia nel campo delle mirrorless. Quasi un anno dopo la discesa in campo di Nikon, che con le sue Nikon 1 ha fatto un scelta ben precisa, quella di puntare su un sensore compatto per non insidiare il mercato delle reflex APS-C, Canon fa la mossa opposta e presenta un corpo compatto, ma dotato di sensore di pari formato alle reflex. Il corpo di Canon EOS M racchiude infatti un sensore CMOS in formato APS-C da 18 megapixel, che lavora in accoppiata al processore d'immagine DIGIC 5.

Canon ha atteso solo ora per la sua discesa in campo nel settore delle Compact System Camera (EVIL, ACIL, New System Camera, DSLM, sono tanti i nomi con cui questa categoria di prodotti viene identificata) anche per una ragione ben precisa: arrivare nel mondo mirrorless con un autofocus degno delle aspettative degli utenti Canon. In questo ambito la messa a fuoco basata sul contrasto tipica di compatte e mirrorless ha sempre prestato il fianco a critiche: Canon è arrivata con la sua fotocamera senza specchio a ottiche intercambiabili nel momento in cui ha avuto a disposizione un sensore in grado di offrire anche la messa a fuoco a rilevazione di fase, tecnologia tipica del mondo reflex.

Il sensore è infatti lo stesso della reflex di recente presentazione Canon EOS 650D, in grado di utilizzare la messa a fuoco a rilevazione di fase nel processo di avvicinamento al punto di fuoco, passando poi alla tecnologia basata sul contrasto per la messa a fuoco fine. Concettualmente è lo stesso cammino scelto da Nikon per le sue Nikon 1, che infatti hanno sempre strappato buoni giudizi rispetto alle altre mirrorless in questo ambito.

La scelta di Canon è poi quella di permettere l'uso del parco ottiche reflex sulla nuova mirroless tramite adattatore, senza essere obbligata a studiare un elevato numero di nuove ottiche per mettere nelle mani dei propri appassionati un sistema completo. Il ragionamento di Canon è semplice: ottiche estreme e di qualità richiedono comunque delle dimensioni considerevoli, siano esse dei teleobiettivi o dei grandangoli spinti: avendo già un'ampia scelta di ottiche EF e EF-s a disposizione è inutile creare un sistema che non possa usarle e ne cerchi di ricalcare le prestazioni in dimensioni solo di poco più compatte.

Partendo da un sensore APS-C, Canon non ha potuto fare miracoli sul fronte del contenimento delle dimensioni: il corpo macchina ha ingombro comparabile con le concorrenti, anche se all'apparenza, grazie alle forme arrotondate, potrebbe sembrare più piccola. L'abbiamo confrontato ad esempio con il corpo di una Sony NEX-F3, entry level di casa Sony in ambito mirrorless, trovando poche differenze a livello di dimensioni. Il corpo integra i tasti essenziali, ma il display capacitivo, con una nuova interfaccia ben studiata per l'utilizzo delle dita direttamente sullo schermo, permette di accedere alla regolazione dei parametri di scatto più importanti in modo semplice e diretto. Tra le interfacce touchscreen su fotocamere che abbiamo incontrato, al momento quella Canon guadagna al debutto lo scettro della migliore sul fronte dell'usabilità.