Ucciso in Siria uno dei vincitori del World Press Photo
Il fotografo Rémi Ochlik è morto, assieme alla giornalista statunitense Marie Colvin sotto i colpi dei bombardamenti a cui è sottoposto il distretto di Baba Amr, in Siria, ad opera delle forze del presidente siriano Bashar al Assad.
Il fotografo Rémi Ochlik ha avuto davvero poco tempo per rallegrarsi di aver vinto nella categoria General News del World Press Photo. Il reporter francese è morto, assieme alla giornalista statunitense Marie Colvin sotto i colpi dei bombardamenti a cui è sottoposto il distretto di Baba Amr, in Siria, ad opera delle forze del presidente siriano Bashar al Assad.

Lo scatto premiato Rémi Ochlik dal World Press Photo
In questi ultimi giorni il numero delle vittime nella zona della cittadina di Homs ha visto un'impennata e ha visto iscrivere nella lista dei caduti i nomi di diversi giornalisti.

Ochlik aveva vinto il premio World Press Photo grazie a uno scatto ripreso durante la rivoluzione libica, testimonianza di come il 28enne fosse uno di quei fotografi 'sempre in prima linea'. La stessa cosa si può dire anche della 55enne giornalista Marie Colvin, che già nel 2001 era stata ferita dalla scheggia di una granata e aveva perso un occhio.
Commenti (13)
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La situazione in Siria è grave da tempo ed in troppi stanno nicchiando...a voler essere perfidi bisognerebbe chiedersi dove è finito tutto l'interventismo che ci ha portato (EU+USA) al coinvolgimento immediato nelle beghe Libiche...forse perchè in questo caso ci sarebbe poco da guadagnare e molto da perdere?
La situazione in Siria è grave da tempo ed in troppi stanno nicchiando...a voler essere perfidi bisognerebbe chiedersi dove è finito tutto l'interventismo che ci ha portato (EU+USA) al coinvolgimento immediato nelle beghe Libiche...forse perchè in questo caso ci sarebbe poco da guadagnare e molto da perdere?
Esatto.
La guerra ha costi pazzeschi e impatti pesanti su tutti i fronti.
NESSUNO si sogna di mobilitare un esercito per un intervento armato a meno che non ci sia una situazione insostenibile e/o un diretto rendiconto economico.
Non è essere "stronzi".. è la logica base, ci mancherebbe altro.
In più devi tenere conto dei veti e delle conseguenze diplomatiche che pesano sulla Siria.
La guerra ha costi pazzeschi e impatti pesanti su tutti i fronti.
NESSUNO si sogna di mobilitare un esercito per un intervento armato a meno che non ci sia una situazione insostenibile e/o un diretto rendiconto economico.
Non è essere "stronzi".. è la logica base, ci mancherebbe altro.
In più devi tenere conto dei veti e delle conseguenze diplomatiche che pesano sulla Siria.
in una guerra c'è quasi sempre un rendiconto...gli Stati uniti insegnano questa cosa da sempre, spesso si tratta di Petrolio (Libia-Iraq), altre volte si tratta di occupare una posizione strategica in zone delicate (Iraq), o altre risorse quali gasdotti (Afghanistan)...in Siria un rendiconto diretto e visibile non c'è ma ricordiamoci che l'industria bellica (nuove armi, nuove mezzi = boom industria) quando si muove è sempre una manna per quello Stato (USA in primis), quindi innescare un nuovo fronte vorrebbe dire creare nuovi posti di lavoro a casa propria, mercato di armi che impenna e molto altro ancora (le perdite umane invece sono solo "effetto collaterale" da dare in pasto alla stampa)...penso che in Siria sia solo questione di tempo, prima o dopo di fronte a questo massacro l'opinione pubblica dovrà muoversi, il problema è che la stampa occidentale non menziona ed illustra come si dovrebbe il massacro che si sta compiendo, vedere due carri e qualche colpo d'arma da fuoco al tg non rende giustizia e non sensibilizza nulla, dovrebbero mostrare in orario "umano" i video dei massacri o dei corpi trucidati della popolazione senza censura, sarebbe orribile ma una cosa che va affrontata per la sua crudeltà senza tanti filtri..forse allora si che qualcuno muoverebbe il culo per davvero.
La guerra ha costi pazzeschi e impatti pesanti su tutti i fronti.
NESSUNO si sogna di mobilitare un esercito per un intervento armato a meno che non ci sia una situazione insostenibile e/o un diretto rendiconto economico
Già nessuno tranne noi Italiani
Cosa stiamo facendo..
ciao caro collega...ancora una volta è accaduta questa triste cosa per la sola voglia di rendere l'informazione alla portata di tutti.grazie...ciao
