Ecco lo scatto che ha vinto il premio World Press Photo of the Year 2012
La primavera araba e i suoi protagonisti vincono il premio World Press Photo of the Year 2012 in una foto dello spagnolo Samuel Aranda
La giuria della cinquantacinquesima edizione del World Press Photo Contest ha scelto il fotografo spagnolo Samuel Aranda come vincitore del World Press Photo of the Year 2012.

Lo scatto che ha permesso al fotografo di guadagnare la prima posizione è frutto di un lavoro in Yemen per conto del New York Times. Si tratta di una fotografia che in un solo scatto riesce a trattare molti temi: il dolore di un uomo ferito, la vicinanza di una donna parente dell'uomo, in un atteggiamento e in una posa che a molti ha ricordato i canoni della 'Pietà' in scultura.
La foto richiama anche uno dei temi più caldi dell'anno, quella delle rivolte arabe contro i regimi e i tiranni che li guidano. In questo caso l'uomo è rimasto ferito durante le manifestazioni del 15 ottobre 2011 a Sanaa, contro il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh.
Tutte le foto vincitrici sono visualizzabili sul sito World Press Photo.
Commenti (24)
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io ho visto bambini, ridotti all'osso venir abbracciati della proprie madri senza poter fare null'altro; dite che li fotografavo e li mandavo a questo concorso vincevo qualcosa?
Se tu fossi riuscito in tutto questo, avresti avuto la possibilità di vincere qualcosa anche con la tua compatta.
Ma attento, è meno facile di quanto possa sembrarti.
Ultra stereotipo super mega scontato. LOL
Quindi un fotografo che non sarà mai mandato in zone di guerra non avrà la minima possibilità di vincere, perché queste così dette emozioni non le potrà mai "immortalare"?
Ma io la capacità di cogliere il giusto scatto non lo chiamerei culo, direi che è l'essenza stessa dell'essere fotografo.
Sul fatto poi che il tema scelto fosse un po' scontato sono d'accordo anche io.
Andare a cercare di cogliere un momento "forte" sicuramente aiuta a far percepire ciò che la foto vuole comunicare, quindi si, direi che non tutti i soggetti hanno la stessa forza comunicativa e sceglierne uno estremo aiuta.
Che ci vogliamo fare... la cosa del resto è abbastanza ovvia, soprattutto se la giuria va anche a valutare il tipo di ricerca che c'è dietro la foto (andarsene in zona di guerra a scattare non è certo una passeggiata...).
Senza vedere le altre foto però è difficile dire se la scelta sia stata approssimativa, magari tutte le altre foto erano sullo stesso tema!
In definitiva, c'è da chiedersi in base a quali parametri giudicare una foto.
Se contasse solo la tecnica, a mio parere sarebbe la fiera degli "effetti speciali", a cui seguirebbero le solite critiche simili a quelle del cinema odierno.
Vogliamo giudicare un fotografo bravo solo perchè sa usare tecniche di fotografia difficili?
A mio parere è bravo se la foto è bella e coglie nel segno.
Ma il metro di giudizio perfetto temo comunque non esista.
asd
Il premio principale è conferito all'immagine che "... non è solo la sintesi fotogiornalistica dell'anno, ma rappresenta un problema, situazione o evento di grande importanza giornalistica, e fa questo in un modo che dimostra un eccezionale livello di percezione visiva e creatività".
Qui non si tratta di mera capacità tecnica o di strumenti fotografici, qui si tratta di cogliere il momento giusto, che meglio descrive un importante evento giornalistico. E' ovvio che per questo genere di foto, che sono legate al giornalismo e all'attualità, è indispensabile essere in "zone di guerra" e viene valutata molto di più capacità di raccontare il fatto rispetto alla tecnica. Esistono molti tipi di fotografie e non sempre la semplice perfezione tecnica fa una bella foto.
Esatto: essere nel posto giusto nel momento giusto e con la giusta luce.
E' anche vero che ci sono foto storiche che sono state costruite sul momento (la foto del miliziano spagnolo di Capa, i marines che mettono la bandiera USA ad Iwo Jima, eccetera), ed anche questa lo potrebbe essere, ma raccogliere l'attimo è l'essenza stessa del vero fotoreporter.
Foto veramente bella, molto emozionale, viscerale: non so è è stata studiata o meno e non lo si può desumere, ma lo spagnolo è stato dannatamente bravo.
(a me più che la Pietà di Michelangelo ricorda un quadro di cui mi sfugge il titolo *_*)
Quindi un fotografo che non sarà mai mandato in zone di guerra non avrà la minima possibilità di vincere, perché queste così dette emozioni non le potrà mai "immortalare"?
La risposta corretta alla tua domanda è: CONTA TUTTO.
Se vuoi "sfondare" devi:
- Avere la giusta attrezzatura perchè senza mezzo adeguato la foto non viene (soprattutto quando non hai tempo e modo di andare per il sottile)
- Essere nel posto giusto la momento giusto (CHIAMASI BRAVURA + CULO)
- Avere occhio e buon gusto (CHIAMASI TALENTO ED ESPERIENZA)
