Terremoto di Kumamoto: gli effetti sulla produzione di sensori si sentiranno per parecchio tempo

Terremoto di Kumamoto: gli effetti sulla produzione di sensori si sentiranno per parecchio tempo

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Sebbene le operazioni siano riprese presso diversi impianti produttivi, è tutta la catena della produzione di sensori e display a essere colpita dal sisma: per alcuni marchi i ritardi interessano prodotti molto importanti”

Il terremoto avvenuto a metà aprile in Giappone nella prefettura di Kumamoto avrà strascichi più lunghi di quelli ipotizzati inizialmente: ne ha parlato anche oggi Christian Müller-Rieker, Direttore dell'Associazione dell''industria fotografica tedesca (Photoindustrie-Verband) stamattina, a Milano, durante la conferenza stampa di lancio del prossimo Photokina 2016, in svolgimento dal 20 al 25 settembre prossimo a Colonia.


Lo stabilimento Sony di Kumamoto

Sebbene le operazioni siano riprese presso diversi impianti produttivi (avevamo già parlato della ripresa delle operazioni in casa Fujifilm) è tutta la catena della produzione di sensori e display a essere colpita dal sisma. Sono infatti molti i fornitori dei marchi principali ad aver sperimentato danni, sospendendo così le forniture di elementi chiave per la produzione di sensori e display. Inoltre sono state colpiti i laboratori dove avvengono le misure e i test di controllo, interrompendo così anche le lavorazioni dei prodotti con componenti già a magazzino. L'iter per la produzione dei sensori, come ha spiegato Herr Müller-Rieker nella conferenza stapa di oggi è un processo che dura 30 giorni, se viene interrotto e deve ripartire da capo la sola pausa costa un mese di ritardo nelle consegne dei prodotti. Se a questo vengono aggiunti i problemi non ancora risolti di alcuni dei fornitori e le continue scosse di assestamento che hanno ulteriormente ritardato la messa in opera di alcune delle fasi di produzione, come quelle che richiedono il perfetto allineameno tra le componenti di misura, per cui lo spostamento di anche soli pochi micron (che avviene facilmente anche con le scosse più piccole) può risultare deleterio, è facile capire come l'impatto sull'industria giapponese dei sensori sia massivo.

È di pochissimi giorni fa la nota di Ricoh-Pentax che informa i propri clienti dei possibili ritardi nelle consegne dei propri prodotti, segnale che la situazione non è ancora del tutto tornata alla normalità. Alcune fonti segnalano che le nuove compatte premium con sensore da 1 pollice Nikon DL, già ritardate nel loro arrivo a giugno, non giungeranno sugli scaffali prima di settembre ottobre, che la stessa Sony A6300 potrebbe avere problemi di approvvigionamento e che anche Olympus E-PL8 non sarà disponibile prima della fine dell'estate.


Commenti (4)

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Commento # 1 di: TheDeathUndead pubblicato il 31 Maggio 2016, 21:29
ecco come fare cartello per un po
Commento # 2 di: roccia1234 pubblicato il 01 Giugno 2016, 09:20
Originariamente inviato da: TheDeathUndead
ecco come fare cartello per un po


Già...

Il settore hard disk, alluvione e relative conseguenze insegnano...
Commento # 3 di: X-ray guru pubblicato il 01 Giugno 2016, 16:29
Certo che fare stabilimenti produttivi in zone sismiche è da veri furboni.
Me lo aspetterei da noi italiani, non dai precisissimi giapponesi.
E' proprio vero che tutto il mondo è paese.
Commento # 4 di: Vince85 pubblicato il 11 Ottobre 2016, 14:00
Originariamente inviato da: X-ray guru
Certo che fare stabilimenti produttivi in zone sismiche è da veri furboni.
Me lo aspetterei da noi italiani, non dai precisissimi giapponesi.
E' proprio vero che tutto il mondo è paese.


E dove la dovrebbero fare la produzione visto che tutto il Giappone è zona sismica?
Deportano tutta l'industria all'estero e in Giappone non si lavora più?
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