Fujifilm abbandona il formato APS

Fujifilm abbandona il formato APS

di Roberto Colombo, pubblicata il 28 Maggio 2012, alle 14:24

“Anche Fujifilm abbandona le pellicole APS (Advanced Photo System), dando forse il colpo di grazia a questo sfortunato formato, che ha lasciato però un'importante eredità nel mondo digitale”

APS (Advanced Photo System) è uno di quegli esempi di tempismo imperfetto. Giunto sul mercato agli albori della fotografia digitale, questo formato di pellicola avanzata non ha mai trovato il giusto spunto per decollare. Si trattava di un sistema multiformato, in cui era possibile scegliere il rapporto d'aspetto da utilizzare per le proprie foto tra il classico 3:2, il poi affermatosi nel mondo del video 16:9 e il panoramico 3:1.

Tra le caratteristiche molto avanzate del sistema spicca la possibilità di registrare per via magnetica o ottica sulla pellicola anche dati come il tempo di posa, il diaframma, oltre che data e ora dello scatto. Il sistema era stato presentato come una novità avveniristica, ed è in tanti aspetti il precursore del digitale, ma complice il più elevato costo di pellicole, sviluppo e fotocamere, e l'avvento del digitale stesso è presto stato relegato in una piccola nicchia.

Nicchia che in questi giorni vede un ulteriore duro colpo: dopo la cessazione della produzione di pellicole APS da parte di Kodak diverso tempo fa, ora è il turno del concorrente di sempre del colosso di Rochester, Fujifilm.

Anche la casa giapponese ha deciso di dismettere la produzione delle pellicole APS, dando probabilmente il colpo di grazia al sistema. Sistema che ci lascia però un'eredità importante: formato APS delle pellicole da 24mm è quello che poi ha ispirato l'ormai ultra consolidato formato APS-C dei sensori digitali.


Commenti (12)

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Commento # 1 di: demon77 pubblicato il 28 Maggio 2012, 14:43
Una soluzione tecnica molto valida che migliora la pellicola standard, siamo d'accordo.. ma avrebbe avuto senso anni prima dell'arrivo del digitale.. mi sorprende che venga dismesso solo adesso..
Commento # 2 di: spetro pubblicato il 28 Maggio 2012, 15:16
Tre osservazioni:

1) i tre formati in realtà sono tre tagli differenti dello stesso frame. Quindi ad esempio il formato panoramico, che si potrebbe pensare includa più dettagli ai lati, in realtà è il frame APS tagliato sopra e sotto.

2) un ulteriore vantaggio della pellicola APS è la sua comodità d'uso: la pellicola sta tutta dentro il rullino. Basta infilarla nella macchina fotografica, completamente automatica, e questa trascina avanti e riavvolge a fine scatti. Poi si apre e si estrae. Sicuramente molto più comodo del caricamento del rullino classico.

3) qualitativamente è ovviamente inferiore. Il frame APS è più piccolo di quello "normale".

Detto ciò: personalmente lo trovo (trovavo?) una comodissima alternativa per profani, sicuramente con un suo perché.
Commento # 3 di: Edward Monte pubblicato il 28 Maggio 2012, 16:01
Ogni volta che parlate di pellicola, sembra che sia un mondo che vi è del tutto sconosciuto.

Ci sono diverse imprecisioni nell'articolo, che già il post precedente chiarische:

- Il formato APS nasce nel 1996, almeno cinque anni prima dell'esplosione digitale nel mercato consumer. In quegli anni l'APS non solo non riesce a registrare vendite decenti, ma fin dall'inizio le stesse case produttrici di macchine e pellicole ci hanno creduto molto poco.

- La qualità era nettamente inferiore a quella del 35mm, sia in quanto a grandezza del fotogramma, sia in quanto a tipi di emulsione, il confronto col medio formato, ovviamente, è impietoso. D'altronde era un formato indirizzato alla fascia consumer del mercato, ma proposto a prezzi più alti del 35mm, un'enorme contraddizione. Insomma, aveva ben poco di avanzato, se non qualche inutile gadget.

- Si era completamente dipendenti dal laboratorio per sviluppo e stampa, ché fare da soli le due cose era quantomeno complicatissimo. Ciò lo rendeva/rende poco attraente per il fotoamatori che facevano/fanno tutto a casa e per i professionisti. Soprattutto la stampa da ingranditore era quasi impossibile e, comunque, offriva una qualità inferiore rispetto al 35mm.

In altre parole, nessuno ha ucciso l'APS, era un formato nato morto, un modo per i produttori di macchine fotografiche per vendere nuove macchine, anche se le vecchie andavano benissimo o erano nettamente superiori.
In questo, sì, è un antesignano del digitale.
Commento # 4 di: spetro pubblicato il 28 Maggio 2012, 16:11
@ Edward Monte

La tua analisi è perfetta solo se applicata alla fotografia pro o semi-pro.

Perde invece completamente significato se applicata a quello che per me doveva essere il vero target dell'APS. Appunto il profano. Che si trovava un'estrema semplicità di caricamento, un automatismo di avanzamento, una (anche se "finta" flessibilità di scelta di formato... e poco importa se si era per forza legati agli sviluppatori. Quel target non è gente che si stampa in casa.
E che costasse di più, di fronte a tutte queste comodità, ci stava assolutamente.
Commento # 5 di: zoomx pubblicato il 28 Maggio 2012, 16:28
Anche l'Instamatic era semplicissimo da caricare, fra l'altro offriva l'opportunità di cambiare pellicola senza utilizzarla tutta a patto di bruciare un fotogramma. Ma era legata a macchine veramente scarsine.

Anche le 35mm compatte già presenti sul mercato offrivano il caricamento e il riavvolgimento automatico, non era poi così difficile.
Commento # 6 di: homerdb pubblicato il 28 Maggio 2012, 16:34
Originariamente inviato da: spetro
@ Edward Monte

La tua analisi è perfetta solo se applicata alla fotografia pro o semi-pro.

Perde invece completamente significato se applicata a quello che per me doveva essere il vero target dell'APS. Appunto il profano. Che si trovava un'estrema semplicità di caricamento, un automatismo di avanzamento, una (anche se "finta" flessibilità di scelta di formato... e poco importa se si era per forza legati agli sviluppatori. Quel target non è gente che si stampa in casa.
E che costasse di più, di fronte a tutte queste comodità, ci stava assolutamente.


d'accordissimo!


Originariamente inviato da: Edward Monte
- La qualità era nettamente inferiore a quella del 35mm, sia in quanto a grandezza del fotogramma, sia in quanto a tipi di emulsione, il confronto col medio formato, ovviamente, è impietoso. D'altronde era un formato indirizzato alla fascia consumer del mercato, ma proposto a prezzi più alti del 35mm, un'enorme contraddizione. Insomma, aveva ben poco di avanzato, se non qualche inutile gadget.


ho stampato diversi ingrandimenti dall'APS,da pellicole Kodak sia 200 che 400 ISO, e devo dire che la qualità non è affatto male,considerando la grana e la qualità della macchina con cui le ho scattate. non so da dove possono venire queste informazioni,ma le emulsioni delle pellicole APS a me non sembrano inferiori a nessun 35mm di quei tempi. il formato più piccolo le penalizzava,questo si,ma è lo stesso discorso della differenza fra 120 e 135!

Originariamente inviato da: Edward Monte
Ogni volta che parlate di pellicola, sembra che sia un mondo che vi è del tutto sconosciuto.

In altre parole, nessuno ha ucciso l'APS, era un formato nato morto, un modo per i produttori di macchine fotografiche per vendere nuove macchine, anche se le vecchie andavano benissimo o erano nettamente superiori.
In questo, sì, è un antesignano del digitale.


ok qui siamo d'accordo!
Commento # 7 di: ArteTetra pubblicato il 28 Maggio 2012, 17:09
Adesso come lo spiego a mia madre che presto la sua macchina fotografica potrebbe diventare inutilizzabile...?
Commento # 8 di: Edward Monte pubblicato il 28 Maggio 2012, 22:22
Originariamente inviato da: spetro
@ Edward Monte

La tua analisi è perfetta solo se applicata alla fotografia pro o semi-pro.

Perde invece completamente significato se applicata a quello che per me doveva essere il vero target dell'APS. Appunto il profano. Che si trovava un'estrema semplicità di caricamento, un automatismo di avanzamento, una (anche se "finta" flessibilità di scelta di formato... e poco importa se si era per forza legati agli sviluppatori. Quel target non è gente che si stampa in casa.
E che costasse di più, di fronte a tutte queste comodità, ci stava assolutamente.

Che il mercato di riferimento non fosse quello del professionista o del appassionato è indubbio, l'ho ripetuto anch'io più volte nel post precedente.

Ma, appunto per questo, perché un signore che faceva le foto ai figli per il compleanno doveva buttare via la sua automatica o la sua reflex con tutti gli automatismi degli anni 80 e 90 per comprare una nuova macchina che costava abbastanza, che montava pellicole che costavano di più delle "normali", che si trovavano meno facilmente, che non tutti i laboratori sviluppavano e stampavano?
Anche la facilità di caricamento era relativa: nel 1996 molti sapevano caricare un 135 in una macchina recente, compatta o reflex che fosse, grandi difficoltà come ai tempi delle Leica III erano solo un ricordo del passato. Male che andasse, erano i laboratori stessi a caricare le pellicole nelle macchine di chi non sapeva farlo.

Forse sono stato meno chiaro prima, ma intendevo dire proprio questo: nel mercato di riferimento l'APS partiva male, malissimo e in nessun modo poteva interessare ad altri se non al mercato consumer.



Originariamente inviato da: zoomx
Anche l'Instamatic era semplicissimo da caricare, fra l'altro offriva l'opportunità di cambiare pellicola senza utilizzarla tutta a patto di bruciare un fotogramma. Ma era legata a macchine veramente scarsine.

Anche le 35mm compatte già presenti sul mercato offrivano il caricamento e il riavvolgimento automatico, non era poi così difficile.


Appunto, il caricamento era tutt'altro che complesso nel 1996.
Riguardo le Instamatic, vero, erano quasi tutte macchinette di poco conto, ma molte non avevano niente di meno delle compatte degli anni 90. Tra l'altro c'era la Instamatic 500 totalmente manuale con uno Schneider Xenar 2.8, che era meglio di certa roba che si vedeva (e si vede) su diverse reflex...

Originariamente inviato da: homerdb
ho stampato diversi ingrandimenti dall'APS,da pellicole Kodak sia 200 che 400 ISO, e devo dire che la qualità non è affatto male,considerando la grana e la qualità della macchina con cui le ho scattate. non so da dove possono venire queste informazioni,ma le emulsioni delle pellicole APS a me non sembrano inferiori a nessun 35mm di quei tempi. il formato più piccolo le penalizzava,questo si,ma è lo stesso discorso della differenza fra 120 e 135!
!

A te magari non sembrano inferiori a quelle del 135 e non lo sono, se ci limitiamo alla fascia consumer (per dire, alle Kodak Gold).
Sicuramente su APS non ci trovavi emulsioni del livello delle Tri-x, delle Ektar, delle Portra, della FP4, e così via.

Per carità, erano pellicole di ottimo livello che andavano benissimo per qualsiasi persona che non fosse un professionista o un grande appassionato, ma quest'ultimi volevano e vogliono altre emulsioni.
Commento # 9 di: zoomx pubblicato il 29 Maggio 2012, 08:05
Mi chiedo che tipo di analisi di mercato abbiano effettuato allora.

Il fotografo occasionale aveva già un sistema cui l'aps non credo portasse alcun vantaggio. Teniamo conto che nell'era delle pellicole le macchine duravano mooolto di più, c'era gente, fotografi occasionali, che usava le macchine dei padri e dei nonni con ottimi risultati.

Il fotografo più evoluto non sarebbe stato attirato sicuramente. I dati di scatto su pellicola potevano essere interessanti se si usava una reflex ma su una compatta? E poi al prezzo di un formato più piccolo?

Invece mi chiedo chi è che oggi usa ancora l'APS. Forse mercati dove l'accesso all'elettricità è un problema?
Commento # 10 di: domthewizard pubblicato il 29 Maggio 2012, 09:29
tutti voi avete tralasciato un piccolo particolare: i costi

il rullino costava almeno il doppio rispetto ad un classico 35mm, lo sviluppo della pellicola, all'epoca, del 35mm si vendeva (quindi al cliente) a 1.500 lire mentre quello dell'aps, che poteva essere fatto solo da laboratori specializzati perchènon tutti potevano permettersi di cambiare la sviluppatrice per fare i pochi aps che capitavano, con costi (al fotografo) che andavano dalle 5.000 alle 7.500 lire. per non parlare poi dei costi delle stampe, all'epoca un rullino da 36 pose sviluppato qua a napoli si vendeva sulle 13.000 lire, un aps da 25 pose sviluppato, se erano tutte in formato standard, veniva 28.000 lire; e ho specificato se tutte erano in formato standard, perchè se per una malaugurata coincidenza si spostava la levetta sul formato panorama eran dolori, una volta ho dovuto vendere un rullino sviluppato per intero in formato panorama per la modica cifra di 55.000 lire, alla signora un altro pò le veniva un infarto



ho avuto un fotolaboratorio vecchio stampo e ancora vendo le pellicole aps, se se ne vendono 10 in un anno è una fortuna
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