Fotografia tradizionale e cellulare: due mondi che non si parlano?

Fotografia tradizionale e cellulare: due mondi che non si parlano?

di Roberto Colombo , pubblicato il 12 Aprile 2012

“Da un lato il Photoshow con numeri in calo, dall'altro Facebook che mette sul piatto un miliardo di dollari per comprare Instagram: la fotografia tradizionale e il mondo dei cameraphone sono due mondi che sembrano vivere su binari separati. Ha ancora senso?”

Da un lato c'è Mark Zuckerberg con in mano un miliardo di dollari, dall'altro?

Doveva essere un editoriale sul Photoshow, ma gli eventi degli ultimi giorni hanno cambiato in corsa il taglio di questo articolo. Il punto da cui parto è semplice: una settimana dopo la chiusura del Photoshow, Mark Zuckerberg formalizza l'acquisizione di Instagram da parte di Facebook, mettendo sul piatto un miliardo di dollari tra contanti e azioni. Una piccola montagna di soldi, segnale che il mondo della fotografia fatta coi cellulari e della condivisione immediata è in grado di creare un giro di affari davvero consistente.

Si può dire la stessa cosa della fotografia tradizionale? Il giro di affari del Photoshow nel corso degli ultimi anni è andato contraendosi, così come lo spazio occupato dagli stand, con corridoi che di anno in anno sembrano essere sempre più larghi e spaziosi. La partecipazione a una fiera obbliga a sopportare costi importanti e il ritorno diretto e indiretto che i diversi marchi ne possono trarre sembra in calo. Rispetto all'anno scorso anche la partecipazione è stata in calo: certo è difficile comparare dai di due edizioni che si sono svolte in sedi diverse (Roma e Milano), ma il calo di 5.000 visitatori rispetto ai 65.000 del Photoshow 2011 di Milano si avvicina al dato dell'8%.

Da un lato quindi girano i miliardi di dollari e tutti parlano, anche a sproposito in alcuni casi, di Fotografia con la 'F' maiuscola, dall'altro c'è un modo di tradizione, di grandi maestri, di storia della fotografia, di piacere anche fisico nel maneggiare un pezzo di metallo e vetro che rischia di essere ingoiato e dimenticato dalle logiche del mercato.

In particolare il nodo cruciale sta nel fatto che il mondo della fotografia tradizionale e la neonata fotografia-cellulare si parlano poco, anzi si spesso osteggiano apertamente in scontri tra fazioni di fanboy. Sempre tornando alle impressioni post Photoshow, a parte qualche seminario sul rapporto tra la fotografia e i nuovi media, Facebook e Twitter inclusi, e qualche iniziativa per provare a creare più coinvolgimento grazie ai social, pare esserci poco travaso tra un mondo e l'altro. Ben diverso il discorso in fiere come il CES o il Mobile World Congress, dove le capacità fotografiche di smartphone e cellulari sono sempre più al centro dell'attenzione, sia degli addetti ai lavori sia del pubblico.