Una foto scattata per errore mostra l'interno di una fabbrica cinese

Una foto scattata per errore mostra l'interno di una fabbrica cinese

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Durante le fasi di imballaggio di una fotocamera usa e getta è stato premuto per errore il pulsanti di scatto: chi ha poi sviluppato il rullino ha potuto avere uno sguardo dal vivo dell'interno della fabbrica di produzione della macchina fotografica”

Chi vi parla ha avuto l'occasione di visitare una fabbrica cinese di fotocamere e può dirvi che quel poco che si vede dalla foto scattata per errore da una macchinetta usa e getta durante le fasi di imballaggio è incredibilmente simile a quello visto dal vivo, tonalità azzurrina dei completi da lavoro compresa. Una lunga fila di operaie, anche nella catena di montaggio delle mirrorless Nikon 1 avevamo visto soprattutto donne, intente a lavorare alacremente per rispettare i ristretti tempi di produzione.

Da quel poco che si vede dall'immagine anche l'ambiente è simile a quello che avevamo visto dal vivo, ma della quale all'interno non avevamo potuto scattare foto: struttura moderna e pulita e illuminazione buona. Quello che ci aveva colpito in occasione della visita allo stabilimento Nikon di Wuxi, a circa 130 Km da Shanghai, era la metodicità con cui ogni operaia compiva il suo lavoro, con la massima concentrazione senza nessuna distrazione. Scena interessante quella durante una delle pause di pochi minuti.

Al suono della prima sirena ogni operaia si è dedicata a un momento di svago (parlare con la vicina, andare in bagno, ma anche schiacciare un pisolino della durata di qualche centinaio di secondi); al suono della seconda sirena in pochissimi istanti la catena era al lavoro con lo stesso ritomo incalzante di pochi minuti prima. Le condizioni di lavoro ci erano sembrate decisamente buone, migliori di quelle viste in alcune fabbriche italiane, ma cercare di indagare sugli orari di lavoro reali era stato difficile. Ufficialmente il turno era di 8 ore, ma - incomprensioni comunicative a parte sul terreno di un inglese precario - la fabbrica lavorata 24 ore al giorno su due turni. Facendo un paio di conti emerge chiaro come i due dati non vadano molto d'accordo.

Sebbene ben lontana dalla fabbrica cinese dell'immaginario collettivo, la foto scattata per errore mostra una realtà altrettando differente da quella dipinta dalla famosa foto della sorridente operaia della catena di montaggio di iPhone che è circolata in rete qualche anno fa.


Commenti (16)

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Commento # 1 di: Dumah Brazorf pubblicato il 20 Gennaio 2014, 13:48
Io mi chiedo come si faccia a imbastire un discorso simile su una singola foto.
Commento # 2 di: songohan pubblicato il 20 Gennaio 2014, 13:53
La verità è che nun ce ne frega niente.
Datece er telefono e nun ce rompete li .....

Giulio
Commento # 3 di: ais001 pubblicato il 20 Gennaio 2014, 13:57
... non é una foto di una fabbrica di cell (Samsung o Apple) di cui se ne parlava mesi fa;

... non esistono "foto scattate a caso" e diffuse in rete cosí senza un motivo;

... dalla foto si vede solo una catena di montaggio, nulla di diverso da quello che abbiamo anche noi in italia;

... serve un video o un timelapse per commentare e discutete su fatti reali e non presunti.
Commento # 4 di: Notturnia pubblicato il 20 Gennaio 2014, 14:31
una foto la puoi scattare per errore.. ma non la puoi postare per errore :-D

quindi è una foto fatta e messa online per un motivo.. che mi sfugge visto che una foto non dice nulla

alla fin fine si vedono 5 persone che lavorano in una catena di montaggio.. scene quotidiane in tutto il mondo.. fate un salto in giappone.. in america.. in italia.. e sarà uguale .. trovando la ditta giusta.. ovvio che non sarà così se vado a vedere dove fanno un'automobile.. ma non è da gridare allo scandalo..
Commento # 5 di: MARROELLO pubblicato il 20 Gennaio 2014, 15:38
Originariamente inviato da: Dumah Brazorf
Io mi chiedo come si faccia a imbastire un discorso simile su una singola foto.


Sei quotabile come pochi nell'universo.
Commento # 6 di: Krieger pubblicato il 20 Gennaio 2014, 15:48
Originariamente inviato da: Notturnia
una foto la puoi scattare per errore.. ma non la puoi postare per errore :-D

quindi è una foto fatta e messa online per un motivo.. che mi sfugge visto che una foto non dice nulla



Ti continueranno a sfuggire molte cose se gli articoli non li leggi...

La foto è stata scattata per errore da una delle operaie mentre maneggiava la macchina fotografica per inserirla nella scatola, premendo il tasto di scatto.

La macchina fotografica era una usa e getta con rullino. Chi l'ha acquistata facendo sviluppare le fotografie ha scoperto anche quella scattata in fabbrica e l'ha diffusa.

Non è tanto difficile.


Originariamente inviato da: Notturnia
alla fin fine si vedono 5 persone che lavorano in una catena di montaggio.. scene quotidiane in tutto il mondo.. fate un salto in giappone.. in america.. in italia.. e sarà uguale .. trovando la ditta giusta.. ovvio che non sarà così se vado a vedere dove fanno un'automobile.. ma non è da gridare allo scandalo..


In Italia mi pare che non si fanno macchine fotografiche, e tra poco nemeno più automobili. Forse resteranno Ferrari e Lamborghini.
Certo che in una fabbrica di automobili non è la stessa cosa. Le auto non si inscatolano ed occupano un volume maggiore rispetto alle macchine fotografiche...

Quello che colpisce dalla foto e dal racconto dell'esperienza diretta dell'autore dell'articolo è la densità produttiva, intesa sia come numero di persone impiegate e dai ritmi che devono sopportare.

Però bisogna leggere l'articolo...
Commento # 7 di: +Benito+ pubblicato il 20 Gennaio 2014, 17:32
in occidente ci siamo abituati a pensare che il lavoro sia la pausa caffè solo perchè lì ci sono ancora questi che si fanno il mazzo, da cui c'è poco da fare i bigotti. La gente che lavora seriamente, ovunque, normalmente lavora più di 8 ore al giorno ed è anche giusto così.
Commento # 8 di: Mirkio90 pubblicato il 20 Gennaio 2014, 19:37
Originariamente inviato da: +Benito+
in occidente ci siamo abituati a pensare che il lavoro sia la pausa caffè solo perchè lì ci sono ancora questi che si fanno il mazzo, da cui c'è poco da fare i bigotti. La gente che lavora seriamente, ovunque, normalmente lavora più di 8 ore al giorno ed è anche giusto così.


forse ti sfugge il fatto che non c'è la proporzionalità diretta tra produttività ed ore di lavoro...
Prendiamo come esempio la Germania, uno dei paesi europei con la maggior produttività ma con il minor numero di ore lavorate annualmente..
Se chiedi a google trovi numerosi articoli che confermano ciò che ho detto.
Certo, poi in italia siamo un caso a parte, visto che stiamo eliminando tutta la produzione per spostarla all'estero...
Commento # 9 di: Perseverance pubblicato il 20 Gennaio 2014, 20:08
Nessuno parla dei turni massacranti dei lavoratori di Amazon? Delle tempistiche che devono rispettare? Vengono pagati 1000€ al mese, ma voi lo fareste? Io no! Di sicuro non per tutta la vita ma solo per un breve periodo!

Questo modello di produzione\sviluppo non è sostenibile umanamente, ne in cina ne tantomento da aziende statunitensi quali Amazon che vanno in giro per il mondo a proporre il loro modello di crescita americano che è uguale se non peggio a quello cinese: turni massacranti, tempistiche da rispettare, cliente da soggiogare con spedizioni ultraveloci il tutto a scapito del lavoratore che diventa soltanto una bestia al servizio di una multinazionale.

Questo modello di sviluppo vale in cina, in america e in buona parte del mondo...poi c'è chi è più o meno strozzato ma il modello è questo!

A voi piace? A me no!
Commento # 10 di: qiplayer pubblicato il 21 Gennaio 2014, 00:51
E invece è fondamentale che se ne parli

Moltissime ditte prestigiose vendono beni prodotti in condizioni di schiavitù o quasi.
È fondamentale parlarne, il modo più facile per far cambiare la tendenza è quella di portare alla luce la realtà. Realtà che nessuno di voi vorrebbe. E farlo al punto di portare le ditte a utilizzare anche metodi di produzione prestigiosi. Creare marchi come il marchio "fair trade" o "max havelar" dove si garantisce un compenso equo. E non 3 centesimi a tshirt cucita e 14 ore di lavoro al girno.

Le fabbriche di iphone hanno le grate sulle finestre per evitare che i dipendenti si suicidino.

Stiamo scherzando?
I media dovrebbero farne un tema, offrire ricompense per testimonianze foto e video e pubblicare e attaccare le ditte che producono con questi metodi.

In seguito saranno la apple la sony la htc e mille altri brand conosciuti a crearsi un marchio per dire da loro non succede.

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