Una foto alla Luna come mai l'avete vista

Una foto alla Luna come mai l'avete vista

di Andrea Bai, pubblicata il

“Con la strumentazione giusta e molta pazienza è possibile scattare una fotografia al nostro satellite, scoprendo dettagli altrimenti non apprezzabili: è quanto fatto da un fotografo amatoriale polacco”

Cosa ci occorre per una bella foto alla Luna? Cavalletto, macchina fotografica, un buon teleobiettivo e la giusta combinazione tra tempo di scatto, diaframma e sensibilità: et voilà, il satellite lattiginoso resta immortalato nella nostra scheda di memoria o (per i nostalgici) sulla pellicola.

E se volessimo fare una foto indimenticabile? Bisogna spingersi oltre e magari essere già avvezzi all'uso di strumentazione di osservazione astronomica. E poi qualcosa come 32000 (trentaduemila) scatti da fondere insieme con la tecnica dell'image stacking, cioè la composizione di numerosissimi scatti a breve esposizione allo scopo di ottenere una immagine a risoluzione più elevata rispetto ad una singola posa a lunga esposizione.

E' quanto fatto dal polacco Bartosz Wojczyński che armato di telescopio Celestron C9.25 (schema ottico Schmidt-Cassegrain ed equivalente ad un obiettivo di focale 2350mm con apertura f/10), montatura SkyWatcher HEQ5 equatoriale (capace, cioè, di compensare la rotazione apparente della volta celeste tramite un sistema motorizzato da vincolare alla Stella Polare) e fotocamera ZWO ASI174MM monocromatica ha impiegato circa 28 minuti per catturare tutti gli scatti necessari, del peso complessivo di 73,5 gigabyte.

L'immagine è stata scattata direttamente dal balcone dell'appartamento della propria abitazione in Polonia. Il fotografo ha mappato le immagini nello spettro del violetto e dell'infrarosso nei canali blu e rosso, operando un'elaborazione che ha richiesto circa sei ore di lavoro per ottenere l'immagine finale di 14 megapixel.

"Grazie alla colorazione enfatizzata è possibile osservare le differenze nella composizione chimica della superficie lunare. Per esempio le colorazioni tendenti al blu di varie zone indicano un suolo ricco di titanio" ha spiegato Wojczyński. Altro che "lattiginoso".


Commenti (28)

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Commento # 1 di: Epoc_MDM pubblicato il 05 Maggio 2015, 16:44
Le orme di Armstrong si vedono?
Commento # 2 di: fukka75 pubblicato il 05 Maggio 2015, 16:55
Il telescopio usato non è niente di che, ma complimenti all'astrofilo polacco per la pazienza
Commento # 3 di: stuz87 pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:09
un gioco da ragazzi!
Commento # 4 di: Simonex84 pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:11
BELLISSIMA!!!!
Commento # 5 di: gridracedriver pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:18
sti caxxi
Commento # 6 di: °FalcoPellegrino° pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:19
Minchia....
Foto P A Z Z E S C A ! ! !
Commento # 7 di: Mparlav pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:23
Tanta tanta pazienza, merita un plauso anche solo per questo
Commento # 8 di: SpyroTSK pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:40
scusatemi, ma così tanta pazienza per fare le foto e 73,5Gb e poi la riduce a 14mpx? -.-'

almeno la faccia anche da 28Mpx!!
Commento # 9 di: Marok pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:54
In realtà non ha fatto niente di così difficile, anzi. Il sensazionalismo è solo per il numero di frame usati, per il resto basta fare un giro nel forum astrofilo di dpreview e vedere cose da mascella slogata sia per difficoltà che per pazienza vera (e bravura).
Commento # 10 di: PietroGiuliani pubblicato il 05 Maggio 2015, 17:59
Originariamente inviato da: SpyroTSK
scusatemi, ma così tanta pazienza per fare le foto e 73,5Gb e poi la riduce a 14mpx? -.-'

almeno la faccia anche da 28Mpx!!


Non credo che negli originali la luna "occupasse" 14MP... ha usato un procedimento di stacking (sarei curioso di sapere con che software, Registax a quella quantità di roba non ci arriva, crasha prima, anche perché credo tenga tutto in RAM... ), interpolando per aumentare la risoluzione, ecco il motivo dei tanti scatti (oltre al discorso del colore).
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