'Avete inteso male, non venderemo le vostre foto': passo indietro di Instagram

'Avete inteso male, non venderemo le vostre foto': passo indietro di Instagram

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram, spiega che il trambusto di ieri è solo un grosso malinteso: 'Abbiamo utilizzato termini fuorvianti, i diritti delle foto caricate su Instagram restano dei fotografi'. Ma non tutti sono convinti”

Frettolosa marcia indietro di Instagram in merito ai cambiamenti dei termini d'utilizzo del servizio di photosharing: ieri aveva creato molto scompiglio la modifica che avrebbe dato a Instagram (e Facebook, che ha acquisito la società qualche mese fa) il potere di vendere le immagini condivise dagli utenti senza notifica e senza che questi potessero avanzare richieste economiche.

Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram, si è affrettato a scrivere un post sul blog di Instagram, sottolineando che l'intenzione di Instagram non era quella di darsi il diritto di vendere le foto degli utenti, ma la volontà era quella di aprire la strada a nuovi strumenti di advertising. Systrom si è scusato per i termini utilizzati nella nuova licenza d'uso, fuorvianti rispetto alle reali intenzioni del board a capo di quello che è uno dei social network maggiormente sulla cresta dell'onda. Stando al post, Instagram è al lavoro per aggiornare i termini della licenza d'uso al fine di eliminare ogni ambiguità e rassicurare gli utenti.

La frase 'Legal documents are easy to misinterpret' che Systrom utilizza nel suo post in realtà ci convince poco: sappiamo bene come aziende del calibro di Facebook abbiano schiere di avvocati pronti ad analizzare anche il minimo cavillo. Ci sembra impossibile che un passaggio così delicato dei termini d'uso non sia stato vagliato con attenzione e che le parole utilizzate siano semplicemente una svista.

In ogni caso Systrom nel suo post riporta anche i più idealisti alla cruda verità: 'Instagram was created to become a business'. La frase è lapidaria. Certamente, come spesso accade con i social network, Instagram è divenuto un servizio che gli utenti sentono quasi 'proprio', ma in ultima istanza per poter continuare a vivere deve fare una sola cosa, generare ricavi. Può sembrare poco poetico, ma è così. Systrom non spiega esattamente quali sono i modelli di business che ha in mente, si limita a dipingere uno scenario con un incipit che suona circa 'Mettiamo che un'azienda voglia fare promozione per guadagnare nuovi e Instagram in qualche modo la possa aiutare'.

Il modo non è specificato, ma una frase rende abbastanza evidenti le intezioni di Instagram: 'some of the data you produce — like the actions you take (eg, following the account) and your profile photo — might show up if you are following this business'. Instagram dice chiaro e tondo che può utilizzare i dati che gli utenti gli forniscono di sé per targettizzare al meglio l'eventuale pubblicità. 'Dimmi che foto scatti e che foto ti piacciono e ti dirò chi sei': con le nostre azioni, siano esse caricare le foto dei migliori cappuccini che troviamo per in giro per il mondo o siano esse seguire un dato account o mettere 'Mi Piace' su certi tipi di foto, diamo a Instagram informazioni su chi siamo, informazioni che Instagram vuole monetizzare.

Systrom ha cercato di tranquillizare gli utenti, sottolineando come i diritti delle foto restino interamente nelle mani di chi le ha condivise sulla piattaforma ('Instagram users own their content and Instagram does not claim any ownership rights over your photos.'), ma alcune realtà importanti, come il National Geographic, pare non siano del tutto convinti che le intenzioni vadano a braccetto con i termini legali. Voi cosa ne pensate? Le parole di Systrom vi convincono e rassicurano o state pensando a una precipitosa 'Fuga da Instagram'?


Commenti (13)

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Commento # 1 di: Cfranco pubblicato il 19 Dicembre 2012, 09:51
"Accidenti, ci hanno scoperto ... che scusa possiamo inventare ?"
Commento # 2 di: ziozetti pubblicato il 19 Dicembre 2012, 09:57
'Avete inteso male, non venderemo le vostre foto: fanno cacare!'
Commento # 3 di: inited pubblicato il 19 Dicembre 2012, 10:17
Anni fa: "Ecco Instagram, nuova app di fotoritocco". Ah, interessante. "Per usare Instagram devi registrarti". *cancella l'app*

17 dicembre 2012: THE DRAMA! Io: bah.
Commento # 4 di: gd350turbo pubblicato il 19 Dicembre 2012, 10:31
Instagram, vuole fare il furbo ?

Non vedo il problema !

Il valore di instagram sono gli utenti che lo usano, se gli utenti scontenti se ne vanno instagram sparisce nel nulla !

Fine del problema !
Commento # 5 di: SuperLory pubblicato il 19 Dicembre 2012, 10:40
Solita storia che si ripete ad intervalli ciclici. Utenti idioti che credono di essere clienti (di un servizio gratuito tra l'altro *rotfl*) quando invece sono il prodotto.

L'anello al naso.

Che poi la foto della cheesecake o delle scarpe non se le comprerebbe nessuno. Dormite tranquilli.
Commento # 6 di: songohan pubblicato il 19 Dicembre 2012, 11:32
Io più che altro mi chiedo: ma in che modo fotografie in formato jpeg, spesso di non buona qualità e bassa risoluzione, possono essere utilizzate per fini pubblicitari?

A parte questo: a chi critica gli utenti - quelli con l'anello al naso - io dico: scusa, ma nessuno può arrogarsi il diritto di vendere un mia proprietà intellettuale, senza compensarmi e senza dirmelo. Non c'entra essere utenti con l'anello al naso o meno. Nessuno può fare una cosa del genere. Solo una società malata può permetterlo.
Commento # 7 di: LORENZ0 pubblicato il 19 Dicembre 2012, 11:44
ovvio che...

....ovvio che Instagram è un'impresa con scopo di lucro e non una onlus senza scopo di lucro!!!! il problema è che gli utenti del web si sono abituati al "tutto è gratis perchè internet è il Paradiso" uando non capiscono che sotto alla mail di Google o Microsoft gratuita, agli album di Picasa illimitati o hai 25 GB di spazio foto di Hotmail o dietro a tutti gli altri servizi gratuiti presente, un ritorno economico in qualche modo ci dev'essere...il giorno che i soldi piovernno dal cielo saremo tutti felici e a quel punto i soldi non avranno alcun valore...

Certo che i metodi di gesitone di questa cosa lasciano molto a desiderare e creano un alone davvero brutto sulle società in quesitone! Società che si vantano di avere cifre a sei zero e di essere iper popolari che toppano così e che sono costrette sui blog a fare correzioni, post di scuse e il classico "ma no, noi volevamo dire.........vi siete sbagliati......", forse hanno troppo successo rispetto a quello che realmente si meriterebbero...
Commento # 8 di: Futura12 pubblicato il 19 Dicembre 2012, 12:42
''Avete inteso male,non venderemo le vostre foto,perchè le abbiamo gia vendute.''
Commento # 9 di: Doraneko pubblicato il 19 Dicembre 2012, 15:09
Originariamente inviato da: songohan
Io più che altro mi chiedo: ma in che modo fotografie in formato jpeg, spesso di non buona qualità e bassa risoluzione, possono essere utilizzate per fini pubblicitari?


Secondo me non è che vendono la stessa foto che tu hai fatto e uploadato.
Può anche essere che tu fai una foto che ha un determinato soggetto o un'idea che a loro piace: senza usare la tua foto, ti copiano l'idea e ne fanno un'altra fatta meglio.Per esempio, metti che tu fai una foto del tuo gatto che lecca una fetta di pane con la Nutella, magari loro possono copiare l'idea e venderla alla Ferrero.Se poi tu gli dici "Ma quella foto è uguale alla mia e voi gliel'avete venduta guadagnandoci sopra", loro potrebbero farti vedere il contratto che hai accettato e rifiutarsi di pagarti.
Questa è solo una mia supposizione, penso comunque che ci siano diversi modi per sfruttare direttamente o indirettamente una foto.
Commento # 10 di: songohan pubblicato il 19 Dicembre 2012, 15:37
Originariamente inviato da: Doraneko
Secondo me non è che vendono la stessa foto che tu hai fatto e uploadato.
Può anche essere che tu fai una foto che ha un determinato soggetto o un'idea che a loro piace: senza usare la tua foto, ti copiano l'idea e ne fanno un'altra fatta meglio.Per esempio, metti che tu fai una foto del tuo gatto che lecca una fetta di pane con la Nutella, magari loro possono copiare l'idea e venderla alla Ferrero.Se poi tu gli dici "Ma quella foto è uguale alla mia e voi gliel'avete venduta guadagnandoci sopra", loro potrebbero farti vedere il contratto che hai accettato e rifiutarsi di pagarti.
Questa è solo una mia supposizione, penso comunque che ci siano diversi modi per sfruttare direttamente o indirettamente una foto.


No, ma de che?! Nessuno puo' reclamare alcun diritto sul 'soggetto', ma ti pare
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