Anche Mamiya sceglie il CMOS: ecco il dorso medio formato Leaf Credo da 50 megapixel

Anche Mamiya sceglie il CMOS: ecco il dorso medio formato Leaf Credo da 50 megapixel

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Ora praticamente tutti i produttori di dorsi e fotocamere medio formato mettono a disposizione una soluzione basata su sensore CMOS da 50 megapixel”

Se c'è un settore dove Sony sta avendo grande successo è quello della produzione di sensori: a partire dai cinafonini che per elevarsi di grado utilizzano i moduli fotografici del marchio giapponese, passando per compatte, mirrorless e reflex e arrivando fino alle fotocamere medio formato. In particolare in quest'ultimo settore Sony detiene praticamente il monopolio per quanto riguarda i sensori CMOS, da poco sbarcati nel comparto del medio formato per fare concorrenza alle più consolidate soluzioni CCD.

Phase One aveva aperto le danze con il suo dorso digitale medio formato IQ250, basato su CMOS in formato 44x33mm e accreditato di 50 megapixel di risoluzione, in grado di spingersi fino a 6400 ISO di sensibilità massima; Hasselblad aveva rilanciato con Hasselblad H5D-50C, la prima a utilizzare il sensore con le stesse caratteristiche su una fotocamera medio formato integrata; Pentax ha detto la sua con Pentax 645Z, che si è fatta notare per la possibilità di portare il sensore a lavorare fino a 204.800 ISO.


Un particolare al 100% - Clicca per la gallery

Ora il sensore Sony da 50 megapixel fa la sua comparsa sul dorso digitale medio formato Leaf Credo 50, con specifiche tecniche in linea con la concorrenza: intervallo di sensibilità 100-6400 ISO, formato 4:3, esposizioni fino a 1/10.000s, 14 stop di gamma dinamica, raffica a 1,2 frame al secondo, file RAW a 14-bit. Il dorso di casa Mamiya si affida al touchscreen da 3,2" per la navigazione nel menu e supporta le connessioni Firewire 800 e USB 3.0 per il trasferimento diretto delle immagini scattate e il controllo remoto. Il prezzo è fissato in $27.000, che salgono a $31.000 se si acquista anche la fotocamera Mamiya 645DF+. Nella gallery alcuni esempi di foto scattate con il nuovo dorso digitale.


Commenti (15)

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Commento # 1 di: demon77 pubblicato il 09 Settembre 2014, 12:10
Madonnina che mostro.
Il dettaglio dell'occhio al 100% fa paura.
Commento # 2 di: bonzoxxx pubblicato il 09 Settembre 2014, 12:17
La massima espressione della fotografia.
impressionanti i dorsi digitali, ottiche e sensori senza compromessi.

Bellissimi...
Commento # 3 di: Cappej pubblicato il 09 Settembre 2014, 13:03
bellissimi dettagli! qualità impressionante!
Commento # 4 di: Gabriyzf pubblicato il 09 Settembre 2014, 13:30
in termini di risoluzione è più o meno di una pellicola mf?
e in tutto il resto?
dove può essere ancora superiore la pellicola rispetto ad un sensore così?
Commento # 5 di: roccia1234 pubblicato il 09 Settembre 2014, 14:23
Originariamente inviato da: Gabriyzf
in termini di risoluzione è più o meno di una pellicola mf?
e in tutto il resto?
dove può essere ancora superiore la pellicola rispetto ad un sensore così?


Prima di tutto per i costi.
Con quello che costa il solo dorso, un amatore (ma non solo) si compra un kit medio formato completo (1000-3000$, dipende), allestisce una camera oscura con i controC per sviluppo e stampa b/n e colore (1000-1500$), compra un proiettore per le DIA, se le vuole fare (500-1000$), 2000$ per uno scanner dedicato al medio formato (se lo vuole) o 500$ per un'ottimo scanner piano e, ad occhio e croce, gli avanzano 20.000-23.000$ da spendere in pellicole, carta e chimici di sviluppo... diciamo che ci può benissimo andare avanti una vita.
Il tutto per un sensore, comunque croppato. Se andiamo a parità di dimensione, con i pochi sensori digitali 645, i costi del digitale aumentano vertiginosamente (a memoria 60.000-80.000$ per il solo dorso).

Risoluzione?
Mediamente una pellicola a colori risolve circa 80-140 lp/mm (ma può variare in base alla pellicola, al contrasto della scena e ad altri fattori).

Considerando il dato più basso (80 lp/mm), avresti un "equivalente in pixel" di 8960x7200=64mpx per una foto a colori di formato 645 (il più piccolo MF pellicola), fino ad arrivare a circa 121mpx per il 6x9... per quanto possano valere questi calcoli.

Il b/n, specie le ultime pellicole a grana tabulare, risolve mediamente di più.

Questa:
https://www.flickr.com/photos/castorscan/10710220046/
è una scansione con scanner a tamburo a 5900dpi di una portra 160 6x6 (c'è il download del file originale di fianco, sono 27 mb di jpeg, compresso purtroppo. Sono circa 200 mpx... ma a mio avviso hanno sovracampionato).

Oggi come oggi la pellicola rimane superiore nel formato... se vuoi andare oltre il 645, non hai scelta.
Se vuoi provare il medio formato senza svenarti, non hai scelta.

Inoltre (parlo del b/n) la preferisco nettamente come resa generale rispetto al digitale... ammesso che uno sia capace di sviluppare come si deve (opinione personale, condivisibile o meno).
Also, le stampe fatte (bene) con l'ingranditore, sono da bava alla bocca, nulla a che vedere con le inkjet imho.
Sul colore non mi esprimo perchè non lo uso.

Qua alcuni dati di risolvenza di varie pellicole, per chi vuole farsi due conti:
http://www.cacreeks.com/films.htm
Commento # 6 di: bonzoxxx pubblicato il 09 Settembre 2014, 14:32
wow. Davvero molto interessante.

E' sempre bello leggere questo tipo di commenti. Grazie mille
Commento # 7 di: qboy pubblicato il 09 Settembre 2014, 14:41
che dire se non
Commento # 8 di: Avatar0 pubblicato il 09 Settembre 2014, 16:42
Mammamiya
Commento # 9 di: qboy pubblicato il 09 Settembre 2014, 16:58
ma quindi è cosi che CSI lavorava?
Link ad immagine (click per visualizzarla)

come non ricordare la scena
Commento # 10 di: roccia1234 pubblicato il 09 Settembre 2014, 17:34
Originariamente inviato da: qboy
ma quindi è cosi che CSI lavorava?
Link ad immagine (click per visualizzarla)

come non ricordare la scena


Ma no... loro partono da immagini di videocamere CCTV di 200x150 pixel, mosse e in piena notte
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