Allagamenti in Thailandia: prima foto della fabbrica Sony

Allagamenti in Thailandia: prima foto della fabbrica Sony

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Il livello dell'acqua nelle zone colpite non accenna a diminuire: gli stabilimenti Nikon e Sony sono tuttora sotto più di due metri e mezzo d'acqua”

La situazione delle inondazioni in Thailandia non accenna a dare tregua alla popolazione. Anche le diverse industrie presenti nella zona colpita sono duramente messe alla prova: in particolare la zona Rojana Industrial Park situata ad Ayutthaya nel centro del paese vede livelli d'acqua che non accennano a diminuire.

In quella zona come abbiamo già detto, ci sono fabbriche Sony e Nikon, la cui produzione è totalmente ferma da giorni. Gli ultimi bollettini riportano livelli d'acqua pari a oltre due metri. In queste ore ha anche cominciato a circolare la prima immagine dello stabilimento Sony, che rende evidente la gravità della situazione attuale.


Commenti (33)

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Commento # 1 di: g.luca86x pubblicato il 25 Ottobre 2011, 08:42
:osd: ecco i vantaggi di aprire fabbriche in paesi dalla schiavitù legalizzata ma che restano pur sempre terzo mondo
Commento # 2 di: Lybra85 pubblicato il 25 Ottobre 2011, 08:56
Oddio...un alluvione può capitare anche in Pianura Padana o in Giappone non è che cose del genere capitano solo nel terzo mondo.
Certo sono molto meno fiducioso per quanto riguarda il "tornare alla normalità" non dico tanto della fabbrica quanto delle infrastrutture e della logistica necessarie ad esportare i prodotti in tutto il mondo.

Certo...ripeto ho più fiducia su un ritorno alla normalità a Sendai piuttosto che in Thailandia
Commento # 3 di: greio pubblicato il 25 Ottobre 2011, 08:56
Non che nella bassa padovana un anno fa fossimo messi tanto meglio! E neppure in Giappone sei mesi fa!
Commento # 4 di: g.luca86x pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:00
beh, non mi pare che i monsoni ci siano su tutto il pianeta. quello che hanno risparmiato le varie aziende sui costi della manodopera mi sa che adesso lo dovranno spendere maggiorato sugli impianti di produzione... non credo siano stati allagati da acqua distillata e pura...
Commento # 5 di: halduemilauno pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:13
Originariamente inviato da: g.luca86x
:osd: ecco i vantaggi di aprire fabbriche in paesi dalla schiavitù legalizzata ma che restano pur sempre terzo mondo


Cmq il mio primo pensiero sarebbe andato e va alle popolazioni colpite.
Commento # 6 di: redeagle pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:23
lol già vi siete scordati quello che è successo qui a Roma giovedì scorso? Anche noi siamo terzo mondo, non scordiamocelo.
Commento # 7 di: teod pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:24
Originariamente inviato da: g.luca86x
:osd: ecco i vantaggi di aprire fabbriche in paesi dalla schiavitù legalizzata ma che restano pur sempre terzo mondo





Tu pensa a quelli che lavorano o lavoravano in quella fabbrica e che ora, se sono fortunati, non hanno lavoro.
Poi, se vuoi e ne hai le competenze, comincia a criticare la politica economica mondiale.


P.S. Sei mai stato in Thailandia?
Commento # 8 di: teod pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:25
Originariamente inviato da: redeagle
lol già vi siete scordati quello che è successo qui a Roma giovedì scorso? Anche noi siamo terzo mondo, non scordiamocelo.


Mai stato nel terzo mondo vero?
Commento # 9 di: alexdal pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:38
@: g.luca86x

Il tuo e' un commento razzista e cattivo.

Grazie a quegli stabilimenti tanta gente lavora in quei paesi. Guadagna e ha un tenore di vita maggiore di altri. Si formano nuove leve piu' professionali.

Vedi Giappone dopo la guerra faceva radioline e piccola tecnologia e poi sono diventati grandi. E facevano fare le cose in Korea. Poi la Korea da fabbricatore e' diventato un paese di progettazione e innovazione, quindi facevano fare le cose in Taiwan, Adesso in Taiwan pensano e fanno fare le cose in altri paesi. Anche in Cina molte cose le stanno facendo fare in altri paesi asiatici.

Intanto le fabbrica in paesi terzi sono sempre migliori e piu' efficienti. quando tra qualche decennio la popolazione si stabilizzera' e anche i paesi detti del secondo o terzo mondo saliranno di grado. alla fine nessuno fara' fare le cose a terzi. Tutti faranno in casa in stabilimenti piu' efficenti, semmai senza operai. Visto che e' quello che ti da fastidio che degli operai lavorano.
Commento # 10 di: redeagle pubblicato il 25 Ottobre 2011, 09:43
Scusa ma la tua risposta mi sembra un po' ottusa: qui c'è chi ha affermato "ecco i vantaggi di aprire fabbriche etc. etc." e io ho fatto notare che anche nella capitale della SVILUPPATISSIMA ITALIA pochi giorni fa abbiamo camminato per strada immersi in acqua fino al torace, siamo stati senza energia elettrica fino a sera inoltrata e c'è qualcuno (zona Tiburtina) che è ancora senza telefono.

Non vedo cosa c'entri la tua risposta.
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