Varioptic: lenti liquide con stabilizzatore d'immagine

Varioptic: lenti liquide con stabilizzatore d'immagine

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Varioptic presenta l'ultima evoluzione dei suoi moduli fotocamera a lenti liquide: il design multi-elettrodo ora permette anche la stabilizzazione ottica delle immagini”

Ci è già capitato di parlare di Varioptic, azienda che sviluppa e produce lenti liquide, destinate ad essere ospitate in piccoli moduli fotocamera, come ad esempio quelli dei cellulari e delle videocamere di sicurezza. Accoppiando due liquidi di pari densità e inserendoli tra due elettrodi è possibile modificare le proprietà ottiche variando la tensione, che a sua volta modifica la curvatura che si viene a creare tra i due liquidi.

L'ultima versione di questa tecnologia adotta un design multi-elettrodo, che permette non solo di variare la messa a fuoco, ma anche di agire sulla direzione della luce. In pratica le nuove lenti liquide mettono a disposizione un sistema di stabilizzazione dell'immagine simile, che però, al contrario dei sistemi sensor-shift e basati sul movimento interno delle lenti, non adotta parti in movimento.

In questo modo il modulo è meno soggetto a usura, rotture, e dovrebbe garantire anche un minor assorbimento energetico. Le immagini di sample pubblicate sul sito sembrano interessanti, in ogni caso potremo farci un'idea delle possibilità del nuovo sistema al prossimo Mobile World Congress, visto che Varioptic sarà presente alla kermesse catalana con uno stand.


Commenti (21)

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Commento # 1 di: fdl88 pubblicato il 28 Gennaio 2010, 16:53
costeranno millemila euro, no?
Commento # 2 di: Human_Sorrow pubblicato il 28 Gennaio 2010, 16:57
spero di trovarle sul mio prossimo cell ...

Commento # 3 di: esese10k pubblicato il 28 Gennaio 2010, 17:21
Come la mettiamo sulla stabilità in temperatura? la viscosita del liquido apolare (in questo caso l'olio) viene fortemente influenzata cosi come la tensione superficiale dell'interfaccia water/oil in altre parole la forma del menisco (la curvatura dell'interfaccia) può variare notevolmente al variare della temperatura..... Immagino che il sistema elettronico di controllo feedback della tensione applicata sia molto complesso.
Conclusione bello studio fatto in lab.
Commento # 4 di: HomerJS pubblicato il 28 Gennaio 2010, 18:10
Obiezione interessante... ma credo che il cellulare essendo "indossato", batteria, display e in questo caso l'ottica, siano studiati per funzionare in un certo range di temperatura.
Tranne ritrovarci tra le FAQ:
D.In modalità fotografica l'obiettivo sembra appannato, come lo pulisco?
R.Non va pulito, va scaldato.... LOL
Commento # 5 di: Poty... pubblicato il 28 Gennaio 2010, 18:55
bè avranno fatto degli studi...non penso che poi arriva il caldo e non funge piu niente. penso che si auto calibrerà di volta in volta....cmq molto interessante
Commento # 6 di: fabri85 pubblicato il 28 Gennaio 2010, 19:20
tutti ingegneri a quanto pare he... va bene presentare obiezioni ma mi si fa accusa processo giudizio, seduta stante....

perché non provate a mandare il cv a questa società?
Commento # 7 di: LUKE88123 pubblicato il 28 Gennaio 2010, 19:31
ma che ti hanno fatto di male fabri?? comunque sembra interessante; tra un pò invece dello zoom, avremo il tastino per calibrare la messa a fuoco, come nelle reflex
Commento # 8 di: Luposardo pubblicato il 28 Gennaio 2010, 21:10
Questo dovrebbe essere esaustivo

"12. What are the highest and lowest temperatures for the lens?
Please see the specifications for individual lenses. In general, for consumer
applications we specify lenses at:
i. -20°C to 60°C for operation
ii. -40°C to 85°C as a storage

13. How are Varioptic lenses affected by temperature changes?
There is a small variation in response time over the operating temperature range
(viscosity of the liquids), but this is within the specified performance
requirements. For some applications, we have developed specific liquid
formulations to increase response time in very low temperature environments."

Fonte:
www.varioptic.com/res/faq.pdf
Commento # 9 di: AsSk!cKeR pubblicato il 28 Gennaio 2010, 23:30
Originariamente inviato da: LUKE88123
ma che ti hanno fatto di male fabri?? comunque sembra interessante; tra un pò invece dello zoom, avremo il tastino per calibrare la messa a fuoco, come nelle reflex


La fotocamera inclusa nel telefonino è praticamente sempre a fuoco: la profondità di campo cresce al diminuire delle dimensioni del sensore.

In soldoni, le reflex fanno foto d'impatto perché il loro grosso sensore permette di dividere nettamente il soggetto dallo sfondo, sfocando quest'ultimo. Da questo la necessità di mettere a fuoco precisamente.

Ad esempio, se con la reflex cerchi di ritrarre la tua ragazza davanti ad un monumento e metti a fuoco quest'ultimo e non lei, la risultante sarà una morosa irriconoscibile ed un monumento perfettamente nitido.

Queste lenti credo nascano per migliorare la qualità d'immagine: gli elementi di un gruppo ottico sono difficili da realizzare, ma con un liquido è probabile che si riescano a superare gli ostacoli fisici imposti dalle ridottissime dimensioni delle lenti impiegate nelle fotocamere da cellulare.
Commento # 10 di: Alexr71 pubblicato il 29 Gennaio 2010, 00:50
Originariamente inviato da: AsSk!cKeR
La fotocamera inclusa nel telefonino è praticamente sempre a fuoco: la profondità di campo cresce al diminuire delle dimensioni del sensore.

In soldoni, le reflex fanno foto d'impatto perché il loro grosso sensore permette di dividere nettamente il soggetto dallo sfondo, sfocando quest'ultimo. Da questo la necessità di mettere a fuoco precisamente.

Ad esempio, se con la reflex cerchi di ritrarre la tua ragazza davanti ad un monumento e metti a fuoco quest'ultimo e non lei, la risultante sarà una morosa irriconoscibile ed un monumento perfettamente nitido.

Queste lenti credo nascano per migliorare la qualità d'immagine: gli elementi di un gruppo ottico sono difficili da realizzare, ma con un liquido è probabile che si riescano a superare gli ostacoli fisici imposti dalle ridottissime dimensioni delle lenti impiegate nelle fotocamere da cellulare.


La profondità di campo non ha niente a che vedere con le dimensioni del sensore, quanto con la lunghezza focale e con l'apertura del diaframma... il discorso sulle reflex non ha senso... se scatto ad un edificio a iso 64.000, con il diaframma a f/36 e ad una distanza sufficente dalla mia ragazza con un medio tele (tipo un 70mm) stai tranquillo che verranno a fuoco entrambe.
Sulle compatte il problema è che non sempre c'è una priorità di diframma, e questo troppo spesso non ha aperture sufficenti a staccare il fondale.
Sui cellulari poi non hai proprio il controllo del diaframma, quindi è per quello che si è sempre un po' sulla tendenza da iperfocale...
Cmq tutto questo per dire che la profondità di campo dipende dalla distanza, dalla lunghezza focale e dal diaframma.
Ciao,
Alex.
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