Socialmatic Camera: l'unione tra Instagram e la Polaroid

Socialmatic Camera: l'unione tra Instagram e la Polaroid

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Polaroid non ha resistito all'avanzata del progresso, ma ora un designer italiano ha l'idea per riportarla in vita e unirla alle possibilità di condivisione offerte da Instagram: ecco l'idea di Socialmatic Camera”

Per tutti quelli che hanno una certa età, come il sottoscritto che è giunto a vedere il numero 33, i ricordi fotografici più lontani comprendono sicuramente qualche foto scattata con una Polaroid. Queste radici profonde sono uno degli aspetti che stanno alla base del successo delle moderne Polaroid, le app per cellulare che permettono in un click di fissare un ricordo e condividerlo con gli amici.

Non a caso i filtri più utilizzati sono quelli che regalano alle foto che quell'aura vintage tipica delle Polaroid scolorite tirate fuori da un cassetto. Un tempo la condivisione immediata dopo lo scatto avveniva con le persone intorno a noi, ora avviene con tutti i nostri contatti virtuali. Quel piacere fisico del vedere la foto uscire dalla bocca della macchina fotografica e del toccarla appena finito lo sviluppo è però una cosa che è andata persa al giorno d'oggi.

Polaroid ha provato negli anni a riproporsi anche nel mondo digitale, con una versione di fotocamera digitale e stampante a sublimazione portatile, ma non è riuscita a far tornare a girare il volano. Effettivamente mancava qualcosa, non bastava permettere di stampare in modo immediato le proprie immagini, ormai la condivisione era cambiata e i social erano alle porte.

Mescolare questi due elementi potrebbe essere l'idea vincente ed è l'idea che il designer italiano Antonio De Rosa: al momento ha lanciato la raccolta fondi per arrivare al primo progetto reale e trovare un partner per l'eventuale messa in opera del prodotto.

L'idea è quella di avere una macchina fotografica in grado di scattare una foto, permettere all'utente di applicare i filtri di Instagram e poi condividere la foto in due modi: sul web via Wi-Fi e con le persone che gli stanno accanto tramite stampa diretta.

Anche le immagini stampate avrebbero un link con il mondo virtuale: ognuna riporterebbe un QR code con il link per commentare o cliccare 'Like' sulla versione virtuale della foto su Instagram.

Il progetto punta a ottenere un prodotto con un costo finale inferiore ai $350 con le seguenti caratteristiche: 16GB di memoria interna, connessioni Wi-Fi e Bluetooth, touchscreen, doppia ottica (una primaria per la cattura la seconda per applicare filtri 3D, ma anche per leggere i QR code), zoom ottico, flash a LED, stampante integrata con cassetto carta, compatibilità con l'app InstaOS 1.0 e possibilità di accoppiamento con telefoni Android e iPhone.


Commenti (6)

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Commento # 1 di: birmarco pubblicato il 15 Maggio 2012, 11:47
Che ca***ta
Commento # 2 di: johnnyc_84 pubblicato il 15 Maggio 2012, 12:32
vediamo quando finisce sta moda di istagram che già mi è venuta la nausea
Commento # 3 di: Edward Monte pubblicato il 15 Maggio 2012, 12:59
Davvero, non capisco, perché non lasciare che Instagram faccia l'Instagram e che le Polaroid facciano le Polaroid?

Sono due mondi fotografici (ammesso che Instagram abbia qualcosa a che fare con la fotografia...) completamente diversi e, per molti versi, antitetici.

Le Polaroid sono fortemente antitetiche al digitale: ogni scatto è unico, irripetibile, con una resa individuale inimitabile da un set preimpostato di filtri digitali, con la possibilità di lavorare sull'emulsione con varie tecniche artigianali; il tutto è assolutamente non riproducibile, con la conseguenza che ogni istantanea è un pezzo unico.

Come può tutto questo fondersi con Instagram, col social, col digitale?

Inoltre, la fotografia chimica istantanea è ancora viva e vegeta, prova ne è che Fuji produce ancora pellicola a distacco Type 100 e 4x5 per dorsi per il grande formato, che Impossible Project produce le pellicole integrali per Polaroid 600, per le Spectra e per le SX-70, oltre ad avere in sviluppo una loro macchina fotografica che potrebbe essere presentata quest'anno, e sempre Fuji produce le pellicole integrali Instax per le loro macchine ancora in produzione.

Insomma, non c'è ragione di rimpiangere le Polaroid perché le Polaroid esistono ancora; dunque che senso ha un ibrido del genere? Se si vuole una Polaroid, che ci si compri una Polaroid, se si vuole Instagram, che ci si compri uno smartphone.

Infine, con 350 € si può comprare una Polaroid Land Camera serie 100/200/300/400 e tra 25 e 30 pacchi di pellicole, che corrispondono a 250/300 scatti.
Che bastano per molti anni.
Commento # 4 di: eeetc pubblicato il 15 Maggio 2012, 13:20
Questa tendenza del fundraising in rete per gli oggetti più improbabili e costosi dimostra che la parabola di Pinocchio e del campo dei miracoli è sempre valida
Commento # 5 di: StePunk81 pubblicato il 15 Maggio 2012, 18:16
che bellina! se non avesse niente a che fare con quell'app inutile me la comprerei
Commento # 6 di: diomorgan pubblicato il 15 Maggio 2012, 23:42
Non solo è tristissimo vedere persone che si spendono lo stipendio di un mese per avere 8megapixel e poi ZOZZARE le foto con filtri che partoriscono foto degne di un nokia da 30 euro, ma è ancora più triste vedere un fundraising per un prodotto inutile come questo.

Notare che, per quanto "innovative", le ricariche della Polaroid hanno sempre avuto un prezzo "proibitivo", anche oggi, mi chiedo dunque perché De Rosa non abbia analizzato un minimo di case history.

Scusate, mi auguro di sbagliarmi, ma qui oltre all'ingenuità di chi progetta c'è puzzo di un cattivo insegnamento di design e progettazione, ci sarebbe da pensare a l'ennesimo 30 e lode dato all'ennesima idea bella, ma irrealizzabile.
Se solo i professori fossero più professionali e realisti ci sarebbero meno virtuosismi architettonici e più persone con un tetto sopra la testa...
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