Fujifilm e Panasonic insieme per sviluppare il sensore organico

Fujifilm e Panasonic insieme per sviluppare il sensore organico

di Roberto Colombo, pubblicata il

“Fujifilm e Panasonic hanno stretto una partnership per lavorare congiuntamente allo sviluppo di un sensore con uno strato organico, che promette una sensibilità alla luce maggiore dei CMOS tradizionali”

Negli ultimi mesi, per diversi motivi, la rete di alleanze tra i produttori si sta modificando: uno degli eventi che ha maggiormente cambiato le cose è stato l'acquisto di diverse quote di Olympus da parte di Sony, nel momento in cui la prima era in forte difficoltà dopo le rivelazioni sulla cattiva gestione finanziaria degli anni precedenti. Lo stringersi di una partnership tra Sony e Olympus, che sfocerà in una maggiore collaborazione sui prodotti con scambio reciproco di tecnologie, ha indebolito quella attiva ormai da tempo tra Olympus e Panasonic, che erano andate a braccetto fin dai primi prodotti del consorzio Quattro Terzi. Già la scelta di un sensore Sony operata da Olympus per la sua OM-D E-M5 aveva dato avvisaglie dell'avviarsi verso la fine della stretta collaborazione, l'acquisto di quote da parte di Sony è stato poi il colpo definitivo.

Panasonic si è quindi guardata in giro alla ricerca di nuovi produttori con cui collaborare e ha trovato in Fujifilm, un marchio ri-emergente in modo deciso negli ultimi due anni, la spalla con cui progettare i prossimi passaggi tecnologici. Da tempo si parla di un sensore 'organico' in sviluppo in casa Fujifilm (con materiali basati sul carbonio e non sul silicio), ma ora c'è l'annuncio ufficiale di una collaborazione tra i due marchi su questa tecnologia.

Integrando in una convenzionale struttura CMOS uno strato fotosensibile basato sul carbonio in grado di convertire con grande efficienza i fotoni in segnali elettrici il nuovo sensore che Panasonic e Fujifilm stanno sviluppando promette prestazioni di rilievo, anche grazie alla capacità di catturare la luce proveniente da un angolo più ampio di quanto attualmente permesso dai CMOS tradizionali basati solo sul silicio. A parità di luce raccolta i pixel potranno essere più piccoli, arrivando a risoluzioni di 20 megapixel sui moduli per cellulare e 41 megapixel sul formato APS-C utilizzando il design dei pixel più piccolo possibile, pari a 0.9μm.

Probabilmente in ambito fotografico sarà più interessante il design con i pixel più grandi, pari a 3μm, con meno risoluzione, ma probabilmente una maggiore capacità di raccogliere luce. Questa nuova tecnologia, unita al filtro colore X-Trans dei prodotti Fujifilm, che ha dimostrato di essere un passo tecnologico molto interessante, potrebbe davvero cambiare le carte in tavola nel mondo dei sensori. Come tempistiche si parla della fine del 2014 o dei primi mesi del 2015 per vedere i nuovi sensori organici integrati in prodotti commerciali.


Commenti (6)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Per contattare l'autore del pezzo, così da avere una risposta rapida, si prega di utilizzare l'email personale (vedere in alto sotto il titolo). Non è detto che una domanda diretta inserita nei commenti venga verificata in tempi rapidi. In alternativa contattare la redazione a questo indirizzo email.
Commento # 1 di: demon77 pubblicato il 17 Giugno 2013, 10:24
Mooooooolto interessante!
Ma esiste qualche prototipo e delle immagini di test da poter vedere?

Una tecnologia volta al potenziamento del sensore è sembre un garan cosa. Ci guadagnano tutti, dal cellulare alla compattina alla reflex!
Commento # 2 di: threnino pubblicato il 17 Giugno 2013, 11:03
Molto interessante anche se "carbonio" è un po' vago.

Credo che si ispirino al filone di ricerca impiegato per le celle fotovoltaiche a struttura organica (dalle porfirine ai poli-tiofeni)
Commento # 3 di: JackZR pubblicato il 17 Giugno 2013, 13:40
Tempo fa si parlava di un sensore (in grafite mi sembra) in grado di avere una sensibilità alla luce anche 1000 volte superiore ai normali CMOS, che fine ha fatto?
Commento # 4 di: demon77 pubblicato il 17 Giugno 2013, 14:11
Originariamente inviato da: JackZR
Tempo fa si parlava di un sensore (in grafite mi sembra) in grado di avere una sensibilità alla luce anche 1000 volte superiore ai normali CMOS, che fine ha fatto?


Si, mi ricordo.. però mi sembra che quello era ancora un progetto a livello embrionale.. se non sbaglio c'era di mezzo il mitico grafene..
Questo è un altro.. quasi pronto per il mercato a quanto sembra.
Commento # 5 di: Cappej pubblicato il 17 Giugno 2013, 16:24
Originariamente inviato da: demon77
Si, mi ricordo.. però mi sembra che quello era ancora un progetto a livello embrionale.. se non sbaglio c'era di mezzo il mitico grafene..
Questo è un altro.. quasi pronto per il mercato a quanto sembra.



in un prossimo futuro, vedremo anche le "orecchiette al grafene"!
Commento # 6 di: demon77 pubblicato il 17 Giugno 2013, 17:01
Originariamente inviato da: Cappej
in un prossimo futuro, vedremo anche le "orecchiette al grafene"!


Come sei antico!!
Io intanto ho lavorato sodo e finalmete ho brevettato uun gelato al grafene!

Può simulare qualsiasi gusto ti venga in mente, è nutriente e dietetico allo stesso tempo e quando ti arriva in fondo la fai profumata la violetta!
BenQ Monitor