DJI Phantom 3 Standard, il drone "low cost"

DJI Phantom 3 Standard, il drone "low cost"

di Alessandro Bordin, pubblicata il

“Dopo aver presentato i modelli Phantom 3 Advanced e Professional, DJI annuncia un terzo modello fregiato della sigla Standard, che va a posizionarsi come modello di ingresso. Vediamo quali sono le caratteristiche”

Davvero elevato è l'interesse che circonda il mondo dei droni per l'utenza "consumer", nella quale DJI riveste un ruolo di primo piano. Ovviamente il nostro riferimento ai droni consumer non prende in esame modelli molto economici (ad esempio da 100 Euro), ma quelli con cui è possibile fare già ottime cose senza rivolgersi a modelli professionali o artigianali da svariate migliaia di Euro.

Proprio in questi giorni DJI allarga la propria offerta di Phantom 3 con il modello Standard, di fatto l'entry level che si propone con un prezzo inferiore rispetto alle versioni Advanced e Professional. Il nuovo modello può essere considerato un Phantom 2 con alcune componenti della famiglia Phantom 3, sebbene limitati nelle potenzialità.

DJI

Il riferimento diretto va alla foto-videocamera integrata da 12Mpixel, identica a quella dei Phantom 3 di maggior lignaggio ma limitata (probabilmente via software) a filmati 2.7K (30fps) e non 4K. Anche le riprese full HD risentono delle limitazione ai 30fps, ma se la cosa non interessa ecco che Phantom 3 Standard assume interesse, permettendo al contempo di risparmiare qualche centinaio di euro. L'ottica integrata ha una lunghezza focale equivalente ai 20mm del formato pieno, con apertura di F2.8.

Di sicuro interesse l'integrazione della batteria da 4480mAh, che secondo DJI garantisce un'autonomia di circa 25 minuti di volo. Come afferma DPReview, DJI ha preferito optare per il vecchio controller del Phantom 2 Vision + opportunamente aggiornato, con l'aggancio universale per lo smartphone. Ovviamente è possibile regolare direttamente da smartphone i parametri della fotocamera, così come far partire o fermare le registrazioni. 

Il raggio d'azione del DJI Phantom 3 Standard è di circa 500 metri, ben oltre il doppio di quanto consentito dai regolamenti. La connessione col controller è di tipo Wi-Fi extended, mentre da citare sono anche le funzionalità di controllo GPS, con mappe impostabili per i percorsi da coprire (Waypoint Navigation e Intelligent Flight). Trovano spazio anche le funzionalità Point of Interest e Follow Me, dove la prima permette al drone di concentrarsi su un soggetto girandogli intorno, la seconda di seguire chi lo comanda.

Prezzo? DPReview cita un ottimistico $799,00 USD (senza alcuna tassa), ma in Italia sembra che il prezzo sarà di poco superiore ai 900,00 Euro. Di seguito il video ufficiale di DJI.


Commenti (5)

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Commento # 1 di: Rei & Asuka pubblicato il 06 Agosto 2015, 17:52
Ma droni da trasporto, con un braccio o altro, ne fanno? Perchè li si usano/vendono solo per la fotografia?
Commento # 2 di: ombra666 pubblicato il 06 Agosto 2015, 18:07
Originariamente inviato da: Rei &
Ma droni da trasporto, con un braccio o altro, ne fanno? Perchè li si usano/vendono solo per la fotografia?


perchè non possono portare un peso molto importante. E se lo riescono a fare, l'autonomia si riduce notevolmente.
portare gopro/reflex/red epic è fattibile, più aggiungi peso, più aggiungi "rotori", ma hai sempre a che fare con l'autonomia.
io ne ho un paio autocostruiti, l'assurdo è che a volte conviene montare batterie più piccole perchè in proporzione forniscono maggior autonomia rispetto a quelle più grandi, che sono ovviamente più pesanti.
Commento # 3 di: Italia 1 pubblicato il 06 Agosto 2015, 19:37
Gia l'advanced non si trova (mesi di attesa), chissà che tempi con quest'altro. Ho giusto disdetto ieri l'ordine di un'advanced.
Commento # 4 di: rockroll pubblicato il 08 Agosto 2015, 04:59
Originariamente inviato da: ombra666
perchè non possono portare un peso molto importante. E se lo riescono a fare, l'autonomia si riduce notevolmente.
portare gopro/reflex/red epic è fattibile, più aggiungi peso, più aggiungi "rotori", ma hai sempre a che fare con l'autonomia.
io ne ho un paio autocostruiti, l'assurdo è che a volte conviene montare batterie più piccole perchè in proporzione forniscono maggior autonomia rispetto a quelle più grandi, che sono ovviamente più pesanti.


Complimenti per le tue capacità (sempre se sei sincero).

Puoi sempre portarti una o più batterie di scorta da sostituire all'occorrenza, e secondo me solo in questo caso ne avresti vantaggio se le adotti più piccole e di conseguenaza proporzionalmente più leggere.
Comunque sulla batterie specializzate per questi scopi quel che conta è la densità di carica specifica, ovvero la quantità di energia resa in rapporto al peso.

Io resto dell'idea che apparecchiature del genere, per impieghi in zone non battute dal vento e dove non occorrano movimento veloci, dovrebbero essere "aiutate" da sostentamento aerostatico (tipo palloni ad elio applicabili all'occorrenza).
Se la fisica non è un'opinione, per potenza specifica ben maggiore oltre che rapidità di manovra restano comuque insuperabili i motori a combustibile (diciamo a scoppio, a benzina o simili, non è il caso di pensare a motori a razzo).
Commento # 5 di: ombra666 pubblicato il 13 Agosto 2015, 09:46
Originariamente inviato da: rockroll
Complimenti per le tue capacità (sempre se sei sincero).

Puoi sempre portarti una o più batterie di scorta da sostituire all'occorrenza, e secondo me solo in questo caso ne avresti vantaggio se le adotti più piccole e di conseguenaza proporzionalmente più leggere.
Comunque sulla batterie specializzate per questi scopi quel che conta è la densità di carica specifica, ovvero la quantità di energia resa in rapporto al peso.

Io resto dell'idea che apparecchiature del genere, per impieghi in zone non battute dal vento e dove non occorrano movimento veloci, dovrebbero essere "aiutate" da sostentamento aerostatico (tipo palloni ad elio applicabili all'occorrenza).
Se la fisica non è un'opinione, per potenza specifica ben maggiore oltre che rapidità di manovra restano comuque insuperabili i motori a combustibile (diciamo a scoppio, a benzina o simili, non è il caso di pensare a motori a razzo).


capacità... non ci va molto un po' di pratica con saldatore, montaggio e bricolage (se si fa un telaio fatto in casa bastano dei quadrelli di alluminio del brico e due quadrati di legno 10x10) . Lo scoglio più ostico può essere la "centralina" ma ormai la dji ha spopolato e con la naza è quasi plug and play.
ovviamente si va a volare con più pacchi batteria, a sostituirle ci si sta pochi secondi. PEr la densità, ovviamente più sali di "capienza" più pesano. Le batterie più costose possono farti guadagnare qualche grammo a parità di mah, ma anche li non ci si può aspettare il miracolo.
L'unico che ho visto con motore a benzina per ora è un stingray 500 modificato "in casa". Purtroppo i multirotori, come si evince dal nome hanno bisogno di un motore per ogni elica, pertanto utilizzare 4 motori a combustione interna è impensabile (troppo peso). lo stingray anzichè utilizzare 4 motori ne usa uno solo (più grande e più potente, ovvio), trasmette il movimento ai 4 rotori tramite cinghia e alberini, e utilizza rotori con eliche a pitch variabile. Qui è fattibile installare un motore a benzina, ma non so quanto sia producente in termini di autonomia.
https://www.youtube.com/watch?v=XnP3jTwRPv0
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