Guida - Introduzione alla fotografia naturalistica

Guida - Introduzione alla fotografia naturalistica

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Nelle prossime pagine vogliamo dare qualche consiglio a chi approccia per la prima volta questo genere fotografico, o intende farlo nell'immediato futuro. Parleremo di corredo e tecnica, tanto fotografica quanto di approccio all'animale. Daremo, infine, qualche utile consiglio per aiutare i principianti a migliorare rapidamente le proprie immagini”

Consigli di scatto

Senza pretesa di esaustività, riportiamo di seguito alcuni consigli utili per la fotografia naturalistica. Non tutti sono applicabili a ogni contesto, e nessuno deve essere inteso alla lettera - si tratta, semplicemente, di spunti e riflessioni che possono servire per affinare i propri scatti.

 

Le ore della giornata più favorevoli quelle a ridosso dell'alba e del tramonto. Quando il sole è basso, i colori sono più ricchi, le ombre si allungano creando piacevoli effetti e la luce di taglio esalta la "texture" dei soggetti. Da non sottovalutare il fatto che subito dopo l'alba la maggior parte degli uccelli (rapaci esclusi) saranno più attivi, e sarà quindi più facile catturare immagini dinamiche.
In primavera e in autunno, l'intervallo utile di scatto si amplierà - in queste stagioni, infatti, quasi tutte le ore sono proficue.
Nelle giornate coperte, caratterizzate da luce diffusa, il piumaggio degli uccelli bianchi risulterà più ricco di dettaglio.


 

Non limitatevi a fotografare col sole alle spalle. Scatti in controluce alle prime ore del giorno o in prossimità del tramonto possono dare risultati spettacolari.


 

Giocare con lo sfocato. Di fronte a un soggetto statico, lavorare in Priorità di diaframma con elevate aperture per isolare il soggetto è spesso una buona soluzione. Anche il punto di vista è molto importante: scattare dal basso, con la fotocamera quasi a livello del terreno, accentua l'effetto sfocato - in questo caso infatti risulteranno fuori fuoco sia lo sfondo sia il terreno in primo piano, e il soggetto risulterà "incorniciato" dalle due aree fuori fuoco.
Scattando dal basso, le immagini appariranno anche più dirette e "intime".

 

Ogni regola è fatta per essere infranta. A cominciare da quella di scattare dal basso. Di fonte a uno specchio d'acqua, è sempre utile provare una ripresa dall'alto per giocare con il riflesso.

 

Composizione: la foto apparirà più bilanciata se l'animale guarda, o si muove, verso il centro della scena anziché verso il bordo. Inutile poi ritagliare il soggetto in modo troppo chiuso, a meno che non ci sia una valida ragione per farlo (ad esempio, per eliminare un elemento di disturbo) - lasciare un po' di spazio entro cui l'animale possa "muoversi" garantisce normalmente i migliori risultati.

 

Posizione e sensazione. La posizione dell'animale all'interno del fotogramma influenza molto la sensazione che l'immagine genererà nell'osservatore. Posizionarlo verso il basso evocherà una sentimento di innocenza e fragilità, mentre posizionarlo verso l'alto lo farà apparire più forte e imponente.
Anche nella fotografia naturalistica vale la regola dei terzi, per cui un terzo dal basso o dall'alto sono punti ideali, mentre un soggetto al centro farà apparire la foto un po' statica.

 

Meno è meglio. Per quanto possibile, è bene evitare sfondi confusi e altri elementi di disturbo che distrarrebbero l'osservatore dal soggetto principale.

Con i gruppi è difficile ottenere buoni risultati: quasi mai si riescono a evitare ostruzioni o comportamenti particolari di uno dei membri. Concentrarsi sul singolo animale facilita le cose.

 

A fuoco occhi o testa. Vale la stessa regola del ritratto: occhi, o comunque testa dell'animale, sono i punti da privilegiare in termini di nitidezza, quindi la messa a fuoco va fatta in quei punti. Lavorare in AF continuo con selezione manuale di uno (o pochi) punti di messa a fuoco garantisce i risultati migliori.

 

Leggere i segnali. È importante imparate a riconoscere i messaggi che gli animali inviano prima di compiere qualche azione interessante. Ad esempio, anatre, oche e cigni comunicano l'intenzione di prendere il volo muovendo la testa in un modo particolare. Altri uccelli increspano le piume. Quelli di taglia maggiore, per spiccare il volo tipicamente si posizionano controvento.

 

Pazienza. La fotografia naturalistica richiede pazienza, lunghi appostamenti o, nel caso di "caccia", uno spostamento lento intervallato da lunghe pause. In effetti, anche la caccia - apparentemente antitetica rispetto all'appostamento - è un passaggio da un appostamento al successivo. È normale dover tornare più volte in uno stesso luogo per catturare l'immagine desiderata, com'è normale che, specie ai primi tentativi, si ottengano solo scorci di animali in fuga.

Dato che, quando si è in caccia, il pericolo maggiore è quello di mettere in fuga l'animale, consigliamo questa metodologia: tenere la fotocamera montata sul cavalletto, con gambe chiuse già regolate in modo che la fotocamera sia all'altezza degli occhi, e muoversi con macchina e cavalletto appoggiati alla spalla; all'avvistamento, appoggiare cautamente il cavalletto a terra senza aprirlo, usandolo come monopiede per i primi scatti; se l'animale non fugge e si abitua alla presenza del fotografo, spiegare il cavalletto per scatti più studiati.
Se l'animale non è impaurito dalla presenza umana, e riprende le sue normali attività di ricerca del cibo, qualche piccolo rumore può persino essere utile, per richiamare la sua attenzione e ottenere una sguardo in camera.

 

Particolari. Non è obbligatorio catturare l'animale a figura intera. A volte, le immagini sono molto più "potenti" se si lascia qualcosa all'immaginazione dell'osservatore. Quando non si vede l'intera scena, in effetti, il nostro cervello tenta di ricostruire la parte mancante, e l'immagine tende a rimanere più impressa.

 

Virate. Nel caso specifico degli uccelli, quando questi virano c'è un momento in cui la coda di allarga e le ali sono spiegate - un'ottima occasione di scatto, che è possibile cogliere se si è stati bravi nell'inseguire il soggetto in volo.


Commenti (16)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Per contattare l'autore del pezzo, così da avere una risposta rapida, si prega di utilizzare l'email personale (vedere in alto sotto il titolo). Non è detto che una domanda diretta inserita nei commenti venga verificata in tempi rapidi. In alternativa contattare la redazione a questo indirizzo email.
Commento # 1 di: Paganetor pubblicato il 26 Novembre 2015, 11:20
bell'articolo, complimenti!

un suggerimento aggiuntivo per chi volesse cimentarsi con la fotografia naturalistica: sperimentate! Persino con il vostro cane o gatto (per prendere confidenza con le funzioni della vostra macchina), con i piccioni o le auto che vi passano davanti a casa (un bel panning non si rifiuta mai ) e via così!

Le foto "tecnicamente belle" sono ottime da vedere, ma se in più "raccontano" qualcosa avete fatto centro
Commento # 2 di: Lanfi pubblicato il 26 Novembre 2015, 11:30
Davvero un bell'articolo...può essere un ottimo spunto per chi voglia cimentarsi in questo tipo di fotografia.

Da ignorante in materia faccio una domanda. Si consiglia il formato aps-c perché permette di risparmiare qualcosa in termini di denaro e di peso dell'attrezzatura. E il formato micro 4/3? Si potrebbero avere ingombro e pesi ancora minori ma....le prestazioni sono sufficienti?
Commento # 3 di: a.debernardi pubblicato il 26 Novembre 2015, 12:05
Originariamente inviato da: Lanfi
... Si consiglia il formato aps-c perché permette di risparmiare qualcosa in termini di denaro e di peso dell'attrezzatura. E il formato micro 4/3? ...


Sicuramente il MQT è un sistema interessante, almeno per un utilizzo amatoriale. E' però penalizzato da 3 fattori:
1) La scelta delle ottiche non è molto vasta - il Panasonic 100-300 f/4-5.6 è probabilmente l'opzione migliore.
2) Con il sensore più piccolo, sei maggiormente penalizzato ad alti ISO, che ti servono per ottenere tempi brevi all'alba o al tramonto. L'APS-C è a mio avviso un miglior compromesso, almeno per l'attuale generazione di sensori.
3) Più importante, la fotografia naturalistica è forse il genere più difficile in assoluto per il corpo macchina. Serve una fotocamera veloce con un sistema AF allo stato dell'arte, e in particolare con ottime capacità di inseguimento. La maggior parte dei corpi MQT non soddisfa questi requisiti, ma ci sono eccezioni, come la GH4; l'efficacia di questo corpo macchina non è comunque la stessa di una 7D Mk II.
Commento # 4 di: walter sampei pubblicato il 26 Novembre 2015, 13:02
iscritto, spesso visito bei posti quando vado a pescare o a campionare, anche se ho solo una compattina devastata da sbarco
Commento # 5 di: threnino pubblicato il 26 Novembre 2015, 14:06
bell'articolo, complimenti
Commento # 6 di: demon77 pubblicato il 26 Novembre 2015, 14:22
Ottimo articolo!

Purtroppo il corredo necessario per sfornare foto come quelle riportate è assai costoso...
Fotografare animali selvatici è molto difficile bisogna mettrci parecchio impegno (e soldi)
Commento # 7 di: genesi86 pubblicato il 26 Novembre 2015, 16:29
Originariamente inviato da: Lanfi
Si consiglia il formato aps-c perché permette di risparmiare qualcosa in termini di denaro e di peso dell'attrezzatura. E il formato micro 4/3? Si potrebbero avere ingombro e pesi ancora minori ma....le prestazioni sono sufficienti?


Non è solo questo il punto forte del formato, cosiddetto "ridotto".
Una moderna micro4/3 fotograficamente non ha nulla da invidiare alle altre soluzioni, tiri fuori foto a 1600iso veramente puliti a meno che tu non faccia pasticci con i software di PP come il 90% dei fotografi.

In più hai diversi vantaggi:

- Crop 2X, ciò significa che un 100mm è l'equivalente di un 200mm, quindi se per esempio hai bisogno di un 300mm equivalente, su micro43 basterà un 150mm, che è ben più compatto e maneggevole!

- Profondità di campo maggiore, che nella fotografia naturalistica è molto importante. Per esempio se vuoi fotografare un uccello a 30m con un obiettivo a focale equivalente di 300mm, avrai una profondità di campo di soli circa 3m se usi una FF con apertura a f5.6, o una micro43 a f2.8, se però chiudi il micro43 a f5.6 hai una profondità di campo doppia che può fare un'enorme differenza se provi a "catturare" animali in continuo movimento.

- Video 4K, dove il micro43, specie con Panasonic, offre soluzioni abbastanza economiche già con una G7 e di alta qualità. Un fotogramma 4K preso da un video a 30 fps ti permette di stampare con buona qualità fino ad un A3, ma hai il vantaggio di poter scegliere l'esatto momento, quello più bello, il più significativo, da una sequenza video! E credimi, fotograficamente è molto meglio una buona qualità dell'immagine che cattura il "momento perfetto", che un'ottima qualità d'immagine che però non riesce a catturare il momento perfetto.
Commento # 8 di: LucaLindholm pubblicato il 26 Novembre 2015, 17:41
INCREDIBILE!!! O.O

Finalmente un articolo che NON tratti di telefonia mobile e/o Informatica non seria su HWUpgrade!

Tra l'altro, complimenti, bell'articolo!
Commento # 9 di: Itachi pubblicato il 26 Novembre 2015, 18:15
A dir la verità ci sono molti dubbi sul vantaggio del fattore di crop
È vero che si ha una focale equivalente maggiore,ma il sensore è per l'appunto più piccolo

Svariate prove hanno dimostrato che se si croppa un'immagine di una buona full frame fino a ottenere l'equivalente del fotogramma che si avrebbe avuto con un'aps-c si hanno più o meno gli stessi dettagli
Molto dipende dalle ottiche ovviamente (una buona ottica per aps-c costa meno) ma nel caso della fotografia naturalistica di perde anche questo vantaggio visto che non esistono ottiche solo per aps-c con focali così lunghe

Ho voluto fare una prova di persona con una 6d e una 600d (che più o meno sono dello stesso periodo di uscita).
Con un 300 mm ho fatto una foto a un terrazzo di un palazzo lontano,prima con la 6d e poi con la 600d
In seguito ho crollato la foto della 6d fino ad avere la stessa inquadratura

Vi dirò,le foto viste normalmente erano praticamente indistinguibili
Zoommando si notava inoltre come i dettagli della foto della 600d fossero quasi identici a quelli della 6d croppata (con un leggerissimo vantaggio della 600d,ma ci mancherebbe vista la situazione)



Commento # 10 di: genesi86 pubblicato il 26 Novembre 2015, 20:07
Originariamente inviato da: Itachi
A dir la verità ci sono molti dubbi sul vantaggio del fattore di crop [-]
Svariate prove hanno dimostrato che se si croppa un'immagine di una buona full frame fino a ottenere l'equivalente del fotogramma che si avrebbe avuto con un'aps-c si hanno più o meno gli stessi dettagli
Molto dipende dalle ottiche [-] non esistono ottiche solo per aps-c con focali così lunghe


La quasi totalità degli obiettivi canon e nikon per apsc sono anche per FF, oppure usano schemi per FF, non sono ottimizzati, mentre il formato ridotto necessita di ottiche più nitide (passami il termine, altrimenti bisognerebbe buttare giù un trattato sul circolo di confusione) del FF. Sony apsc (e il micro43 pure) può contare sull'eccellente trittico Sigma, Fuji sulle proprie ottiche ottimizzate e il micro43 che invece ha un parco ottiche con schemi ottici modernissimi, ottimizzati e totalmente telecentrici.
« Pagina Precedente     Pagina Successiva »
BenQ Monitor