Fujifilm X30: alla prova la compatta professionale

Fujifilm X30: alla prova la compatta professionale

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Luminosa ottica non intercambiabile unita a un corpo da mirrorless di fascia alta. Questa, in sintesi, la Fujifilm X30, "compatta" sui generis di terza generazione di casa Fuji. ”

Corpo macchina

Il corpo macchina della Fujifilm X30 misura circa 119x72x60mm e pesa 423g, incluse batteria e memory card - esistono modelli più snelli, anche tra le mirrorless. L'impugnatura, leggermente sagomata e in materiale antiscivolo, è del tutto analoga a quella delle mirrorless della casa: non efficace quanto quella di una reflex, ma molto più efficace della classica compatta.

È stato mantenuto anche in questa terza versione il peculiare il meccanismo di accensione concentrico alla ghiera di zoom (puramente meccanica) - la posizione di OFF è infatti una posizione extra-corsa dello zoom.


Tralasciando i dettagli "di colore", la presenza di uno zoom manuale asseconda lo stile retrò della fotocamera e piacerà senza dubbio ai fotografi, non solo di vecchia data (una ghiera meccanica è, in ultima analisi, più rapida); scontenterà, viceversa, i videomaker, perché la fluidità di una zoommata manuale non sarà mai pari a quella di uno zoom motorizzato.

Il top, in lega di magnesio come il fondello, ospita un piccolo flash integrato (NG non indicato, portata approssimativa 5-7m) ad azionamento manuale, la slitta a contatto caldo per unità esterne, una ghiera dei programmi e una seconda ghiera di compensazione esposimetrica da +/- 3 stop, oltre a pulsante di scatto e al piccolo pulsante di registrazione video.


Sul dorso, ma ancora parte del top, si trovano due importanti pulsanti: View, per la gestione di display e mirino, e Drive, per la scelta della modalità di avanzamento; non manca, inoltre, una ghiera di comando da azionare col pollice che comanda il parametro libero di scatto. Appena sotto la ghiera di comando, si trovano i pulsanti AE/AF Lock e il pulsante Q, che consente di accedere all'ottimo Quick menu Fujifilm già più volte apprezzato su altri modelli dello stesso costruttore. Se si esclude un pulsante Fn assegnato di default al Wi-Fi, che svela la presenza di questa novità, il dorso non presenta altri elementi significativi.

L'interfaccia non è però conclusa qui perché, nella parte anteriore del corpo macchina, si trova un ulteriore pulsante che assegna una funzione a scelta all'ulteriore ghiera di comando concentrica all'obiettivo; ed è proprio quest'ultima a caratterizzare, in effetti, il modo d'uso della X30. L'impostazione predefinita (STD) è la migliore, perché adatta la ghiera al contesto. Ad esempio, le assegna il controllo dei diaframmi in programma di scatto Manuale, e la scelta del filtro da applicare in programma Filter.

È comunque possibile assegnarle una funzione a scelta tra ISO, bilanciamento del bianco, simulazione film o avanzamento. Più di qualcuno sceglierà di usare la ghiera l'impostazione ISO, data l'assenza di un pulsante ISO dedicato. In ogni caso, il corpo macchina è ampiamente personalizzabile: il ruolo dei quattro pulsanti-scorciatoia del PAD, del pulsante Fn e anche del pulsante Video possono essere riassegnati ad altra funzione a piacere, pertanto trovare il giusto "assetto" per le proprie necessità non sarà un problema. 

Il display, basculante, è cresciuto in dimensione e risoluzione rispetto al modello precedente, e misura ora 3 pollici per una risoluzione di 920.000 punti.

Il formato di registrazione è il classico SD. L'I/O prevede una porta micro USB, una mini HDMI in uscita (tipo D) e anche un ingresso microfono da 2,5mm, una piacevole sorpresa da trovare su un modello come questo, non espressamente votato alla registrazione video. Infine, l'autonomia è cresciuta molto grazie alla nuova batteria di maggiore capacità: dai 270 scatti delle X10 e X20 ai 470 scatti dell'attuale (LCD On, programma Auto); risolta cosi un'evidente debolezza dei primi due modelli.

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