Canon EOS 750D, entry-level di lusso

Canon EOS 750D, entry-level di lusso

di Alberto De Bernardi , pubblicato il

“Canon ha aggiornato la sua reflex economica introducendo due nuovi, interessanti modelli. L'upgrade più evidente riguarda il sensore, ma migliorie al sistema autofocus e all'esposimetro sono altrettanto importanti e significative. ”

Il corpo macchina

La EOS 750D si ispira ovviamente ai modelli a 3 cifre che l'hanno preceduta, 700D e 650D. Anche in questo caso siamo di fronte a un corpo macchina compatto e leggero (circa 132x101x78mm, 565 grammi di peso), costruito in policarbonato (con telaio in lega di alluminio e policarbonato) e ben rifinito.

La parte superiore mostra le uniche, piccole differenze fisiche con i modelli precedenti, vale a dire tre pulsanti tra la ghiera dei programmi la ghiera di comando principale, anziché uno solo. Al pulsante ISO già presente su 650D e 700D si aggiungono qui un pulsante DISP, per il controllo dello schermo posteriore, e un nuovo pulsante che controlla l'espansione dell'area AF, analogo a quello che si trova anche sulla EOS 70D (e svela così la presenza di un modulo autofocus più sofisticato dei precedenti).


Sul dorso troviamo, nell'ordine, i pulsanti MENU e INFO nel quadro superiore sinistro, il mirino con regolazione diottrica,  il pulsante Video / Live View e i pulsanti blocco esposimetrico e selezione del punto AF.
Più in basso si trovano il pulsante di compensazione esposimetrica, da utilizzare in combinazione con la ghiera di comando principale (la 750D continua a non offrire la seconda ghiera di comando, come invece fa la 760D) e pulsante Q, per richiamare sul display posteriore la schermata di impostazione rapida dei principali parametri di scatto.

Ancora più in basso, il consueto PAD a 4 vie con pulsante centrale e, ancora più sotto, i pulsanti PLAY e Cestino. Nulla è cambiato, qui, rispetto ai modelli precedenti, se non la presenza di una piccola spia Wi-Fi nell'angolo superiore sinistro.

Il display è un TFT Clear View II da 3" e 1.040.000 punti di risoluzione, touch e completamente articolato.
Il mirino, come di consueto per questa categoria di prodotto, è un pentaspecchio, meno luminoso di un pentaprima, che  copre il 95% del campo inquadrato. Il suo ingrandimento, 0,82x, equivale a circa 0,51x se rapportato al pieno formato, e risulta pertanto piuttosto angusto (leggermente più angusto anche rispetto alla 700D, che aveva un ingrandimento 0,85x - 0.53x equivalenti).

È questo, oggi, il limite più evidente delle reflex entry-level come la 750D, che per il resto vantano specifiche e funzioni di tutto rispetto. L'eyepoint di 19mm, anch'esso piuttosto ridotto, obbliga a tenere l'occhio sempre molto vicino all'oculare non favorisce certo una buona ergonomia in fase di composizione.

Il mirino della 750D beneficia dell'Intelligent Viewfinder, cioè di uno schermo LCD integrato che può mostrare, a scelta dell'utente, una griglia di ausilio alla composizione e/o l'attivazione della funzione anti-flicker; manca però, la livella elettronica, che invece è disponibile sulla 760D.

Lo slot di memoria, sul lato destro ospita una sola SD/SDHC/SDXC (UHS-I). Sul lato sinistro, si trovano invece i jack per microfono e comando di scatto remoto, mini HDMI e porta USB. Mancano invece, come di consueto per questa fascia di prodotto, la porta syncro flash e l'ingresso di scatto remoto, che è qui affidato a un telecomando IR.

La batteria LP-E17 assicura un'autonomia compresa tra 400 e 440 scatti, secondo la temperatura di esercizio (standard CIPA).

Quanto a obiettivi, lLa EOS 750D utilizza la baionetta Canon EF, compatibile con la gamma di obiettivi EF / EF-L, e con gli EF-S specifici per fotocamere con sensore APS-C. Il fattore di moltiplicazione, per Canon è pari a 1,6x.

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