Dalla Columbia University una griglia di lenti flessibili e deformabili

Dalla Columbia University una griglia di lenti flessibili e deformabili

di Andrea Bai, pubblicata il

“Un particolare foglio di lenti flessibili e deformabili per creare sensori che possono essere avvolti e piegati: un prototipo concettuale della Columbia University mostra la fondatezza delle idee e apre la strada a sviluppi futuri molto interessanti”

Un gruppo di scienziati della Columbia University ha concettualizzato un modo completamente nuovo per catturare immagini sviluppando un particolare foglio di lenti deformabili e flessibili risultante in un sensore che può essere deformato a piacimento, con la possibilità di aprire la strada ad ambiti applicativi del tutto inediti.

Per poter creare un sensore di immagine avvolgibile, il gruppo di ricercatori ha dapprima considerato di apporre piccole lenti a sensori delle dimensioni di un singolo pixel, una strada già percorsa in precedenza su superfici curve. Questo approccio, però, andrebbe a creare dei vuoti tra i sensori, al momento della flessione, che porterebbero ad artefatti nell'immagine finale.

L'idea è stata quella di creare fogli di gomma siliconica flessibili così da poter realizzare una griglia di lenti deformabili, che cambiano le loro proprietà focali quando vengono piegate o curvate. In questo modo il prototipo che ne è scaturito non ha punti ciechi, anche con curvature pronunciate, e può catturare immagini senza artefatti.

Il prototipo concettuale è una griglia di 33x33 lenti: quando viene piegato o curvato in maniera prevedibile e quantificabile è possibile produrre immagini nitide, seppur a bassa risoluzione. Ma se la quantità di deformazione non è nota, il sistema genera immagini irregolari e casuali. Per ovviare al problema sarebbe necessario misurare la quantità di deformazione, così da poter elaborare correttamente l'immagine catturata dal sensore: l'idea è quella di integrare nel foglio piccoli sensori capaci di rilevare lo stress meccanico.

Sebbene il prototipo realizzato sia in grado di catturare immagini a bassissima risoluzione, è comunque capace di dimostrare la fondatezza del concetto. Gli scienziati hanno intenzione di sviluppare una versione a maggior risoluzione della griglia di lenti, abbinandola ad un sensore a grande formato. Le possibili applicazioni possono spaziare da nuove fotocamere a 360 gradi per produzione di contenuti per la realtà virtuale, fino a fotocamere delle dimensioni di una carta di credito che possono essere piegate per regolarne l'angolo di campo.


Commenti (4)

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Commento # 1 di: demon77 pubblicato il 19 Aprile 2016, 11:19
davvero notevole!
Gli ambiti di applicazione sono veramente tanti.. non solo in situazioni con specifiche e particolari esigenze.. ma anche nella fotografia tradizionale (col presupposto di raggiungere prestazioni simili ai moderni sensori)
Commento # 2 di: +Benito+ pubblicato il 19 Aprile 2016, 12:05
Io non ne vedo nessuno, mi sembra una di quelle cose che rimangono esercizi di stile. Mi agevoli?
Commento # 3 di: pingalep pubblicato il 19 Aprile 2016, 12:31
praticamente ti viene una lente di fresnel flessibile con zoom integrato.
oppure potresti fare sensore flessibile con matrice bayern fatta a microlenti e avere un sensore+ottica zoom senza spessore praticamente.

è l'evoluzione dell'occhio della mosca in pratica!
Commento # 4 di: demon77 pubblicato il 19 Aprile 2016, 12:54
Originariamente inviato da: +Benito+
Io non ne vedo nessuno, mi sembra una di quelle cose che rimangono esercizi di stile. Mi agevoli?


A quello che ha detto pingalep aggiungo la possibilità di avere un sensore che si deforma ad hoc per andare a correggere le problematiche legate a difetti delle ottiche che non si riescono ad eliminare, oppure potenziare notevolmente una ottica che da sola no potrebbe tanto.. oppure semplificare un'ottica che per un sensore piatto necessita di diversi gruppi ottici e con un sensore curvo di deteminati parametri consente lo stesso risultato con solo un paio di lenti.
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