Un laser per portare ancora Cinemeccanica e la tecnologia italiana nei cinema di tutto il mondo

Un laser per portare ancora Cinemeccanica e la tecnologia italiana nei cinema di tutto il mondo

di Roberto Colombo , pubblicato il

“Cinemeccanica ha rappresentato il fiore all'occhiello della produzione italiana di cineproiettori nel secolo scorso, con esportazioni in tutto il mondo. Le sue macchine proiettano a tutt'oggi film come 'The Hateful Eight' di Tarantino in pellicola 70mm, ma il futuro è tutto nel digitale, in particolare nelle soluzioni laser”

Un laser RGB tutto italiano

Sono principalmente due le tecnologie utilizzate nel campo della proiezione laser: i laser a fosfori e quelli RGB. I primi vedono la presenza di un solo tipo di sorgente, il laser blu, che viene utilizzato sia direttamente per creare la corrispondente porzione di spettro, sia indirettamente eccitando dei fosfori per creare le altre componenti colore. Cinemeccanica ha sviluppato la sua soluzione LUX seguendo la seconda via. Nel laser RGB messo a punto internamente dall'azienda italiana troviamo invece tre sorgenti indipendenti di luce rossa, verde e blu che vengono combinate per creare il fascio di luce bianca da inviare al proiettore tramite fibra ottica. In pratica nel proiettore al posto della lampada viene installato tramite adattatori il fascio di fibra ottica che trasporta la luce dal rack esterno dove viene prodotta. Grazie agli adattatori la sorgente luminosa viene utilizzata senza grosse modifiche rispetto a una tradizionale lampada, rendendo così abbastanza facile il retrofit dello soluzioni nate 'a lampada'. Sony e NEC puntano molto sulle soluzioni a fosfori, mentre Cinemeccanica si trova in compagnia di Christie nelle soluzioni RGB, in particolare quelle 6P (6-Primary), in grado di generare una coppia di componenti RGB.


Il fascio di fibra ottica che porta la luce laser generata dal doppio rack nel punto in cui si innesta nel proiettore

Rispetto alle tradizionali lampade, oltre ai vantaggi di durata, ci sono diverse caratteristiche per cui la soluzione basata sul laser risulta vincente: il consumo innanzi tutto, con un risparmio energetico che arriva fino al 50%; il minore impatto ambientale dovuto alla minore produzione di rifiuti (le lampade esaurite). Vi è poi il discorso della qualità dell'immagine: la soluzione di Cinemeccanica ha guadagnato il consenso di importanti registi, come avvenuto - ad esempio - il settembre scorso, quando alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia la proiezione di apertura del film EVEREST di Baltasar Kormákur è avvenuta proprio con la tecnologia laser italiana. I dati rilasciati da Cinemeccanica parlano di 60.000 Lumen, distribuzione molto uniforme della luce (95% centro/bordi), copertura quasi totale dello spazio colore REC-2020. La potenza messa a disposizione dalla sorgente luminosa laser permette poi di avere davvero tanta luce a disposizione, garantendo anche un'esperienza di visione 3D finalmente all'altezza delle aspettative.


Il fascio di fibra ottica visto da una prospettiva diversa, su un proiettore in fase di montaggio

Si può arrivare fino a 60k Lumen

Cinemeccanica parla di 14fL (footlambert) possibili anche in 3D. Per portare un esempio pratico, per la prima alla Mostra di Venezia il regista Baltasar Kormákur ha richiesto ai tecnici della Universal Pictures un DCP aggiornato per le specifiche della proiezione laser, visto che il profilo standard è tarato sulla luminanza media delle normali sale di proiezione, decisamente più bassa. Al momento la produzione di questo tipo di soluzioni si attesta nell'ordine della decina, quasi tutte installate all'estero (una sola in Italia), rappresentando comunque una buona fetta di mercato, che sulle soluzioni laser vedere a livello mondiale una base di installato al momento di qualche decina di sorgenti. Le previsioni di Cinemeccanica per il 2016 sono di salire a 30/40 sorgenti laser, numero che rappresenterebbe un ottimo fatturato, in linea con la capacità produttiva dell'azienda, che oggi conta circa 60 addetti.

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