Il drone che abbatte i droni: ecco Anduril Counter Drone

Il drone che abbatte i droni: ecco Anduril Counter Drone

di Paolo Corsini, pubblicata il

“Pensato per l'utilizzo a fini militari, Conter Drone può intervenire ad abbattere in modo automatizzato droni che stiano volando senza autorizzazione in spazi riservati. Come ad esempio sulla pista di un aeroporto”

Un drone usato per abbattere altri droni, la cui presenza in un determinato luogo non è autorizzata. Questa è la proposta di Anduril Industries, un'azienda americana che vede a capo quel Palmer Luckey che ha co-fondato Oculusnegli scorsi anni e che dopo essere uscito da quell'azienda si è dedicato al mondo dei droni. Dai primi esperimenti con la realtà virtuale, possiamo dire, Palmer è passato a una sorta di guerra poco virtuale a colpi di drone.

anduril_counter_drone_600.jpg

Anduril Counter Drone, questo il nome del prodotto, opera andando ad intercettare e attaccare droni presenti in uno spazio aereo a loro non autorizzato. Il drone fa parte del sistema Lattice AI cUAS (counter Unmanned Aerial System) sviluppato da Anduril, che attraverso logica di intelligenza artificiale permette di presidiare un'area e fare in modo che il drone di intercettazione possa abbattere un drone non autorizzato.

Una volta identificato un obiettivo Anduril Counter Drone interviene accelerando prontamente ed entrando in collisione con il drone non autorizzato: l'impatto è così forte da rompere qualche componente del drone, che in questo modo non può più volare precipitando a terra. L'intervento può avvenire tanto di giorno come di notte, grazie alla logica di intelligenza artificiale e ai sensori integrati nel prodotto. Anduril Counter Drone è ovviamente costruito con una struttura molto robusta, in modo da resistere all'impatto con il drone da abbattere e poter continuare ad operare regolarmente.

Un prodotto di questo tipo rientra in quell'utilizzo della tecnologia maggiormente orientato all'industria militare, nella quale la possibilità di monitorare e di impedire il monitoraggio di territori si rivela particolarmente importante. Ma un utilizzo più civile di un prodotto di questo tipo si può presentare ad esempio quale soluzione a casi nei quali il traffico aereo di un aeroporto debba venir bloccato perché un drone sta volando sulla pista senza autorizzazione. Questo è quanto capitato lo scorso anno nell'aeroporto inglese di Gatwick, con un drone che in più giorni si è alzato in volo costringendo la chiusura dello scalo per svariate ore con ovvie ripercussioni sul traffico aereo.


Commenti (19)

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Commento # 1 di: supertigrotto pubblicato il 05 Ottobre 2019, 18:07
molto bene ma....

Lo voglio vedere ad abbattere un drone racer,che mediamente è il doppio più veloce ed agile di un drone commerciale,sarebbe come se la pattuglia dei carabinieri inseguisse dei criminali con una lamborghini a bordo di una punto.....seeeee ciaone!
Chi ha dimestichezza con i droni lo sa,io lo so perchè di racer ne ho 3 e alcuni fotografici....
Commento # 2 di: Dumah Brazorf pubblicato il 05 Ottobre 2019, 19:39
Più che altro l'ambito di utilizzo è limitato agli spazi disabitati.
Non puoi mica far precipitare un drone addosso alle persone, ad esempio allo stadio o in una piazza.
Commento # 3 di: El Roy pubblicato il 05 Ottobre 2019, 23:55
l'impatto è così forte da rompere qualche componente del drone, che in questo modo non può più volare precipitando a terra.

COOOOSA?!?!? Questi non stanno bene...
Commento # 4 di: Therinai pubblicato il 06 Ottobre 2019, 12:27
Originariamente inviato da: El Roy
l'impatto è così forte da rompere qualche componente del drone, che in questo modo non può più volare precipitando a terra.

COOOOSA?!?!? Questi non stanno bene...


Ma infatti che scemenza è? E se il drone contro cui si va a schiantare è altrettanto o più robusto?
In 30 secondi mi è già venuta un'idea migliore: un drone che spara una rete contro il drone bersaglio, bloccandolo, e accompagnandolo a terra in modo controllato, invece di farlo precipitare ad cazzum
Commento # 5 di: biometallo pubblicato il 06 Ottobre 2019, 12:46
Originariamente inviato da: Therinai
un drone che spara una rete contro il drone bersaglio

Forse una soluzione del genere farebbe alzare sensibilmente i costi di produzione, oltre a tutto il meccanismo della rete va valutato che poi il drone dovrebbe riuscire a rimanere stabile anche trasportando il prigioniero...

Però a sto punto se tanto va abbattuto, allora non si farebbe prima a sparagli contro?

Detto questo nel video si parla di basi militari, aereoporti e zone di frontiera, quindi effettivamente zone dove presumo girino pochi civili.
Commento # 6 di: LMCH pubblicato il 06 Ottobre 2019, 21:34
Originariamente inviato da: biometallo
Forse una soluzione del genere farebbe alzare sensibilmente i costi di produzione, oltre a tutto il meccanismo della rete va valutato che poi il drone dovrebbe riuscire a rimanere stabile anche trasportando il prigioniero...

Però a sto punto se tanto va abbattuto, allora non si farebbe prima a sparagli contro?

Detto questo nel video si parla di basi militari, aereoporti e zone di frontiera, quindi effettivamente zone dove presumo girino pochi civili.


Sparargli contro sarebbe più costoso e se il drone vola basso, passa dietro edifici ecc. diventa difficile aprire il fuoco, mentre un drone "cacciatore" può inseguirlo, urtarlo o speronarlo anche in quei casi.

Altro punto a sfavore è che se gli spari, i colpi che non vanno a segno (o che trapassano il drone) rischiano di fare danni peggiori e difficili da quantificare.

Se ad esempio si usa un LPWS (Land Phalanx Weapon System, un Phalanx trasportabile su autocarro) rischi di far danni/morti a oltre 4km di distanza anche se il bersaglio è solo ad 1km di distanza.
Commento # 7 di: andbad pubblicato il 07 Ottobre 2019, 09:23
Falchi (o aquile, ne son poco) addestrati. Più efficienti e meno pericolosi.

By(t)e
Commento # 8 di: Cappej pubblicato il 07 Ottobre 2019, 09:58
Originariamente inviato da: andbad
Falchi (o aquile, ne son poco) addestrati. Più efficienti e meno pericolosi.

By(t)e


più "green" e, soprattuto, ne aiuteremmo il ripopolamento
Commento # 9 di: biffuz pubblicato il 07 Ottobre 2019, 10:03
Originariamente inviato da: andbad
Falchi (o aquile, ne son poco) addestrati. Più efficienti e meno pericolosi.


Auguri a convincere gli animalisti
Commento # 10 di: andbad pubblicato il 07 Ottobre 2019, 10:04
Originariamente inviato da: Cappej
più "green" e, soprattuto, ne aiuteremmo il ripopolamento


Ok che ne so poco, ma i falchi non sono verdi. Sono più sul marrone/grigio...

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P.S.: lo so, sono un cogli@ne.
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